Opinionisti Giacomo Moretti

Siamo ancora capaci di emozionarci

Abbiamo ancora la forza di fermarci, di guardare e di osservare

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È una domenica mattina e di solito la domenica la gente dorme e si riposa fino a tardi.

Ma non se la domenica in questione è il 15 luglio.

Ormai da qualche anno ci si ritrova per questa data in cima alla Croce ad Anghiari - la nostra Ruga -ad ammirare il sole che sorge proprio dritto sopra “la ritta” che collega Anghiari con Sansepolcro.

Con mia moglie, per motivi personali, non abbiamo potuto partecipare alla “celebrazione ufficiale” organizzata dal Comune il sabato 14 luglio mattina.

Ma poi diciamocelo, per noi che già nel 2015 ci trovammo in cima alla Croce per osservare il sole è un po’ come se la data “ufficiale” restasse il 15.

Comunque 14 o 15 la differenza è poca, a parte un più preciso allineamento del sole.

Ma cosa ha spinto tantissime persone a darsi appuntamento un sabato mattina alle 5:45 della mattina?

O meglio ancora, cosa ha spinto altrettante persone a rimettere la sveglia presto anche la domenica mattina per poter riguardare il sole sorgere?

Infatti, sia io che mia moglie avevamo pensato che essendoci stata folla il 14, la domenica saremmo riusciti a goderci lo spettacolo  in solitaria.

Invece no.

Tante persone a godersi lo spettacolo.

In fondo, se vogliamo, uno spettacolo banale.

Il sole sorge tutte le mattine. Certo, vederlo perfettamente centrato con la Ruga tra i palazzi della strada centrale di Anghiari che si colorano di una luce meravigliosa, è uno spettacolo unico.

Però può bastare questo a spiegare le tante sveglie che hanno suonato poco dopo le cinque nelle case dei valtiberini e non solo?

Io credo che alla base di tutto questo non ci sia solo il bello di quello che si è potuto ammirare, ma sicuramente qualcosa di più.

Un bello peraltro immortalato in foto bellissime, foto scattate anche da professionisti che hanno incantato tutti noi e che in questi giorni stanno facendo il giro del web.

Sì, io penso che alla base di tutto ci sia una forte voglia di ammirare il bello, di emozionarsi.

Una capacità, quella dell’emozione, che forse in un periodo come questo pensavamo di aver perduto.

Invece no.

La capacità e la voglia di ammirare qualcosa di unico e bello ci ha fatto riscoprire la voglia di emozionarci davanti ad uno spettacolo naturale, uno spettacolo che si ripete ogni giorno, certo in forme diverse, ma il sole che sorge non è poi una grande novità.

Sono millenni che il sole sorge e tramonta.

Forse abbiamo messo la sveglia non solo per assistere ad un fenomeno naturale ma per riscoprire quel piacere che talvolta si trova nelle cose semplici che la natura sa offrire.

Cose semplici, paesaggi e natura che ogni tanto ci fanno riscoprire che nel corso della nostra vita frenetica è bello anche fermarsi.

Sì, staccare il telefonino, usato per l’occasione solo per fare foto, staccare tutto, alzarsi presto, non per correre ed arrivare a chissà quale appuntamento, ma per mettersi a sedere e guardare.

Mi colpiva anche il silenzio di chi era presente al sorgere del sole.

Chi parlava lo faceva sottovoce, come per una sorta di timore reverenziale nei confronti di quell’ospite illustre che di lì a poco avrebbe fatto capolino.

Insomma, in tutto questo io ci vedo del positivo.

Siamo ancora capaci di fermarci, di bloccare per un istante le nostre frenetiche e moderne vite per ammirare il bello.

Tutto ciò è una buona notizia.

Abbiamo ancora la forza di fermarci, di guardare e di osservare.

Ma non solo, ed è quello che più conta, abbiamo la forza e la capacità di emozionarci.

Un buon inizio e una buona notizia in questo mondo che talvolta non è più capace di bloccare i propri ritmi tanto più per fermarsi in silenzio davanti al bello.

Una capacità di emozionarci che se applicata anche in altri ambiti, potrebbe davvero segnare la svolta rispetto a questo periodo non certo roseo nel quale stiamo tutti vivendo.

Redazione
© Riproduzione riservata
20/07/2018 09:49:07

Giacomo Moretti

Nato ad Arezzo – Dopo aver assolto agli obblighi di leva comincia subito a lavorare, dalla raccolta stagionale del tabacco passa ad esperienze lavorative alla Buitoni e all’UnoaErre. Si iscrive “tardivamente” all’età di 21 anni alla Facoltà di Giurisprudenza di Urbino dove conseguirà la laurea in corso. Successivamente conseguirà il Diploma presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Assolta la pratica forense, nel 2012 si abilita all’esercizio della professione forense superando l’esame di stato presso la Corte d’Appello di Firenze. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Arezzo esercita la professione forense fino al dicembre 2016. Attualmente si è sospeso volontariamente dall’esercizio della professione di avvocato per accettazione di incarico presso un ente pubblico a seguito della vincita di un concorso. Molto legato al proprio territorio, Consigliere comunale ad Anghiari per due consiliature consecutive. Pur di non lasciare la “sua” Anghiari vive attualmente da pendolare. Attento alla politica ed all’attualità locale e non solo, con il difetto di “dire”, scrivere, sempre quello che pensa. Nel tempo libero, poco, ama camminare e passeggiare per la Valtiberina e fotografarne i paesaggi unici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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