Opinionisti Giacomo Moretti

Ci mancano solo i Caschi Blu

Alla violenza virtuale proclamata nei social si è passati ad una violenza fisica

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Ultimamente nel nostro Paese stiamo assistendo ad un aumento di episodi di razzismo e di discriminazione.

Ormai alla violenza virtuale proclamata nei social si è passati ad una violenza fisica, sempre più spesso rivolta a chi viene considerato diverso.

Un razzismo indirizzato non necessariamente solo a persone di colore o etnia diversa dalla nostra.

Io sostengo peraltro che di razza ne esiste una sola ed è quella umana.

Ma tant’è che purtroppo, simili fenomeni di stampo razzista si manifestano, come anticipavo sopra, anche nei confronti di persone diversamente abili.

Non esiste ovviamente una classificazione su cosa sia più odioso, se una discriminazione rivolta a chi ha un colore diverso dal nostro o chi ha un corpo difforme rispetto ai canoni imposti a tutte le ore dai mass media.

Tale odio viene letteralmente vomitato a tutte le ore del giorno e della notte, un odio che ha spinto i soliti fenomeni ad insultare persino una giovane italianissima ragazza, di soli 18 anni, che ha deciso di partecipare all’ormai famoso concorso di Miss Italia.

Chiara, questo il nome della ragazza presa di mira. Ha la colpa di voler partecipare al concorso nonostante non abbia più una gamba.

Ti votano perché sei storpia”: questa l’affermazione scritta su Facebook nei confronti di Chiara da parte di quello che viene definito un “hater”.

Quelli che insultano su Facebook, infatti, vengono definiti “hater”. A me piace più la nostrana e chiara definizione di “bischero di turno”.

Amo la Toscana anche perché ci regala un dialetto semplice e comprensibile.

Ma da cosa viene tutto questo odio nei confronti di chi è considerato diverso da noi?

Come detto qui non è solo una questione di razzismo, qui non ci sono limiti nemmeno davanti ad una giovane ragazza italianissima.

Ora il tema sarebbe lungo da affrontare, ma è innegabile che il periodo storico che stiamo vivendo è particolarmente complicato.

Incertezze in merito al futuro, una gestione talvolta fallimentare della questione immigrazione, un disagio mal gestito delle difficoltà di una nazione, possiamo trovare mille motivazioni.

Ma io non riuscirò mai a capire questa voglia di prendersela con chi, per un verso o per un altro, viene considerato “diverso”.

Io non ho medicine, non ho risposte, sto solo condividendo una mia riflessione a voce alta.

Però, davanti ai ripetuti episodi di intolleranza, le risposte continuano ad essere fallimentari.

Ora, si è mossa addirittura l’ONU, ovvero l’Organizzazione delle Nazioni Unite, che a breve invierà ispettori al fine di controllare i fenomeni di razzismo nel nostro Paese.

Ecco, sempre parlando schietto, mi viene da dire che ci mancavano solo i caschi blu e poi siamo apposto.

E così si somma un’ennesima risposta sbagliata ad un problema reale.

Ma poi mi chiedo: ma è la stessa ONU che qualche anno fa nominò presidente della commissione a tutela dei diritti umani un rappresentante dell’Arabia Saudita?

Arabia Saudita, ovvero quel paese dove i cristiani vengono massacrati e torturati, dove le donne hanno meno diritti di un gatto e dove vige un governo dittatoriale, dittatori amici visto che comprano armi occidentali per bombardare lo Yemen, ma pur sempre dittatori.

Ho rispetto per la Sig. Michelle Bachelet, Alto Commissario ONU per i diritti umani, ne ho rispetto per la sua storia personale e familiare, avendo lei stessa provato sulla propria pelle gli effetti di una delle dittature più sanguinarie della storia, mi riferisco alla dittatura cilena perpetrata da Augusto Pinochet dopo il golpe militare del 1973.

Questa scelta è però incomprensibile.

Ma l’Italia è un grande Paese e ha in sé anticorpi giuridici più che sufficienti per rispondere a tutti gli episodi di razzismo e di odio ai quali stiamo assistendo.

Restando fermo il fatto che per i bischeri come quello che ha insultato Chiara non esistono rimedi, quelli che in questo momento vanno attivati sono gli anticorpi sociali, ovvero intervenire nella società civile, per ora troppo timida nel denunciare episodi gravi ai quali stiamo assistendo.

Episodi, come detto prima, rivolti non solo agli stranieri, ma a tutti quelli che vengono identificati come diversi.

Qui secondo me sta il problema.

L’ONU, se vuole essere credibile, intervenga a favore delle minoranze religiose e linguistiche massacrate giornalmente all’interno dei Paesi Membri.

L’ONU intervenga nel debellare piaghe come la tortura, l’infibulazione, gli omicidi politici all’ordine del giorno in taluni stati.

Mi spiace che ci siano forze politiche che inneggiano all’intervento dei Commissari ONU, che si aggrappano a questo intervento per delegittimare un Governo.

Qui non si parla solo del Governo ma del nostro Paese.

Se accettiamo di delegittimarlo, di indebolirne le istituzioni, dicendo in poche parole che non siamo da soli capaci di reagire, indeboliamo non un Governo ma un intero sistema Paese.

Non abbiamo bisogno di ispettori ONU, abbiamo bisogno di più formazione, di più cultura, di più politiche volte all’integrazione e di non abbandonare le periferie sociali del nostro Paese.

Chi inneggia oggi all’intervento dell’ONU ha fatto tutto questo?

Forse se era stato fatto oggi, certi fenomeni non ci sarebbero.

Invocare oggi l’ONU per controllare “il fenomeno del razzismo” è ridicolo esattamente come quando una delle attuali forze di governo, quando era all’opposizione, invocava gli ispettori ONU nei seggi a presidiare la regolarità del voto politico in Italia.

Le forze politiche, tutte, dovrebbero capire che quando si indeboliscono a livello internazionale le nostre istituzioni italiane, le si indeboliscono per tutti, non solo per chi in quel momento governa l’Italia, ma per tutti danneggiando tutti noi.

Giacomo Moretti
© Riproduzione riservata
17/09/2018 15:41:37

Giacomo Moretti

Nato ad Arezzo – Dopo aver assolto agli obblighi di leva comincia subito a lavorare, dalla raccolta stagionale del tabacco passa ad esperienze lavorative alla Buitoni e all’UnoaErre. Si iscrive “tardivamente” all’età di 21 anni alla Facoltà di Giurisprudenza di Urbino dove conseguirà la laurea in corso. Successivamente conseguirà il Diploma presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Assolta la pratica forense, nel 2012 si abilita all’esercizio della professione forense superando l’esame di stato presso la Corte d’Appello di Firenze. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Arezzo esercita la professione forense fino al dicembre 2016. Attualmente si è sospeso volontariamente dall’esercizio della professione di avvocato per accettazione di incarico presso un ente pubblico a seguito della vincita di un concorso. Molto legato al proprio territorio, Consigliere comunale ad Anghiari per due consiliature consecutive. Pur di non lasciare la “sua” Anghiari vive attualmente da pendolare. Attento alla politica ed all’attualità locale e non solo, con il difetto di “dire”, scrivere, sempre quello che pensa. Nel tempo libero, poco, ama camminare e passeggiare per la Valtiberina e fotografarne i paesaggi unici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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