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Asta Cose di Lana: offerta di un'altra società per il marchio "Il Granchio"

Ancora giorni di attesa per i soci della cooperativa Maglificio 38

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Piccolo colpo di scena, venerdì pomeriggio ad Arezzo, nello studio dell’avvocato Francesca Tiradritti, sede della quarta asta giudiziaria della serie per la Cose di Lana di Sansepolcro. Un’altra offerta si è infatti aggiunta a quella di Supermaglia, seppure sia opportuno fare dei distinguo. Procedendo per ordine, il prezzo base era sceso stavolta a 706500 euro, dopo che lo scorso dicembre eravamo partiti da un milione e 647mila; Supermaglia ha presentato regolarmente la sua offerta, pari proprio al nuovo importo fissato per l’acquisto e la cooperativa Maglificio 38 – denominazione originata dal numero dei dipendenti che l’hanno costituita in giugno per l’acquisizione di fatto dell’attività imprenditoriale – ha a sua volta inoltrato un’offerta a parte per rilevare il 100% delle quote di Supermaglia. A questo punto, però, si è inserita un’offerta fuori asta, proveniente – a quanto risulta - da una società di Padova e limitata alla sola acquisizione del marchio “Il Granchio”, senza dubbio il più conosciuto e il più prestigioso del gruppo. Il curatore fallimentare ha deciso di tenere momentaneamente in considerazione anche questa proposta, per poi valutarla e quindi pronunciarsi in merito. Ciò significa, di conseguenza, che bisognerà attendere ancora prima della conclusione della vicenda, la quale all’ultimo passaggio si è ritrovata davanti questo imprevisto. Dicevamo del giudice, al quale spetta un verdetto che all’improvviso è divenuto fondamentale: il marchio “Il Granchio” potrebbe cioè imboccare la via di Padova, ma con possibili ripercussioni di natura occupazionale per le 80 maestranze che stanno dando continuità al maglificio creato oltre 70 anni fa dalla famiglia Conti. A questo proposito – come hanno sottolineato anche Benedetta Bianchi e Vanni Pasquetti, presidente e vicepresidente della cooperativa - il periodo attuale è di intenso lavoro e di consegne delle linee invernali per una realtà che i dipendenti rimasti (erano arrivati a superare quota 200 nei periodi più floridi) stanno tenendo in vita nel migliore dei modi, dando dimostrazione di professionalità e di grande attaccamento verso l’azienda nella quale si sono formati. E proprio loro sono intenzionati a rilevare il pacchetto globale finito all’asta, che comprende anche macchinari, attrezzature e arredi di due unità produttive, più il vincolo obbligatorio del magazzino. Non dimenticando l’indotto generato dalle realtà che producono capi di maglieria. Dall’altra parte, invece, ci sarebbe l’interesse solo a prendersi un marchio. Questi i pesi sul piatto della bilancia: al giudice la parola decisiva.

Nella foto: Benedetta Bianchi e Vanni Pasquetti, presidente e vicepresidente della cooperativa Maglificio 38 

Redazione
© Riproduzione riservata
29/09/2018 22:18:55


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