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Campa (CasaPound): "Stop al business della mafia nigeriana ad Arezzo"

L'invasione migratoria deve finire

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Nella giornata di ieri un blitz delle forze dell’ordine ha portato all’arresto con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di cocaina ed eroina di 9 nigeriani richiedenti asilo domiciliati ad Arezzo. L’arresto è arrivato al culmine di un’operazione partita più di un anno fa con la maxi rissa a Saione tra immigrati nigeriani e gambiani, e ha scoperchiato il giro di affari che stava dietro allo spaccio di stupefacenti ad Arezzo e provincia. A riguardo è intervenuta CasaPound con un duro comunicato.

“Speriamo che l’attività dei carabinieri di Arezzo abbia finalmente tagliato le gambe alla narrazione buonista che dipinge gli immigrati come giovani volenterosi che scappano dalla guerra – dichiara Francesco Campa, responsabile aretino di CasaPound – le indagini dei militari aretini hanno infatti portato all’arresto di nove nigeriani richiedenti asilo, scoperchiando un’organizzazione criminale gigantesca e ben collaudata con una rete di spacciatori ad Arezzo, in Valdichiana e in Valdarno. Ci chiediamo quindi se ancora oggi, dopo queste recenti notizie, qualcuno si possa ancora ostinare a parlare del problema della sicurezza ad Arezzo come di una mera percezione”.

“La notizia di ieri è a nostro avviso importantissima sotto due punti di vista – prosegue Campa – in primis perché accende ulteriormente i fari sul problema sicurezza e degrado ad Arezzo. Una questione che abbiamo più volte trattato con prese di posizione politiche e azioni dirette sul campo, ma che viene troppo spesso minimizzata da sindaco e prefetto, che inseguono il miraggio di quartieri multietnici, non rendendosi conto che quelle stesse zone non sono altro che enclavi in mano alla criminalità organizzata gestita da stranieri. E in secondo luogo fa cadere in un colpo solo tutta la retorica immigrazionista portata avanti dalla sinistra italiana ed europea, che non vede nell’invasione migratoria e nella conseguente creazione di quartieri ghetto un problema sociale esplosivo, ma un’opportunità in più per svendere il concetto di Italia e di Popolo, spesso arricchendosi e facendo affari sulle spalle di queste stesse persone”.

“La nostra non è demagogia – conclude Campa – e ciò è perfettamente dimostrato dal fatto che i nove fossero tutti dei richiedenti asilo: persone che arrivano sul nostro paese millantando dei diritti che non hanno, e che sfruttano le nostre falle normative per rimanere il più a lungo possibile sul nostro territorio in attesa che la propria richiesta venga esaminata. Nel frattempo, come dimostra la notizia, non se ne stanno però con le mani in mano, mettendo in pratica le conoscenze acquisite nella madre patria e arricchendo così il proprio curriculum con attività di questo tipo. Il risultato di ciò è la creazione, ad Arezzo come in altre città d’Italia, di quartieri ghetto lasciati in mano a immigrati irregolari, che riescono a creare indisturbati delle vere e proprie organizzazioni criminali. I cittadini sono ormai stufi di questa situazione che rende invivibili intere zone della città, e per questo chiediamo al sindaco e ai responsabili delle forze dell’ordine, prefetto e questore in primis, un controllo capillare e giornaliero che possa riportare progressivamente alla normalità le zone degradate di Arezzo. Ben vengano infatti le maxi operazioni che mettono in ginocchio i vertici delle organizzazioni criminali, ma senza un aumento dei controlli contro spacciatori e degrado la situazione nelle periferie rimarrà sempre la stessa, e l’amministrazione non può permettersi di continuare a disattendere le richieste dei cittadini”.

Redazione
© Riproduzione riservata
09/10/2018 10:29:56


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