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Città di Castello modello europeo al workshop internazionale “Slow Landscapes 2.0” di Milano

Cestini: “impegnati nello sviluppo di una mobilità dolce che metta al centro il cittadino”

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Città di Castello modello a livello europeo per la mobilità lenta che permette di scoprire le bellezze del paesaggio attraverso un corretto compromesso tra costruito e ambiente. E’ successo a Milano, in occasione del workshop internazionale “Slow landscape 2.0”, organizzato il 25 ottobre scorso da Paysage, rivista di architettura del paesaggio e disegno urbano, in collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori e con Messe Frankfurt, nell’ambito di E2 Forum Elvator+Escalator. Con il suo impianto di scale mobili inserito nel percorso pedonale che collega il centro storico al parco Alexander Langer e all’asta del fiume Tevere, l’esperienza tifernate è stata tra quelle presentate nel centro eventi Frigoriferi Milanesi nell’ambito della tavola rotonda sul cosiddetto “Caso Umbria”, per essere stata negli anni ottanta tra le prime in Italia dopo Perugia ad attuare un innovativo progetto di mobilità sostenibile che ha sfruttato le potenzialità dei percorsi meccanizzati. Insieme al capoluogo di regione, ad Assisi, Orvieto e Spoleto, Città di Castello è stata al centro del dibattito sul rapporto tra paesaggio e mobilità con l’assessore all’Urbanistica Rossella Cestini e il dirigente comunale del Settore Lavori Pubblici, Patrimonio, Infrastrutture Tecnologiche, Protezione Civile Stefano Torrini, che sono stati chiamati a illustrare la “scala mobile intelligente” del Cassero, inaugurata nel 1984 e rinnovata nel 2016. “Una opportunità veramente importante per Città di Castello, che ha permesso di parlare di una scelta attraverso la quale negli anni ’80 venne data concretezza a una concezione urbanistica avanzata della mobilità, stabilendo una connessione tra il fiume Tevere, l’attuale parco Alexander Langer, le mura urbiche e il cuore della città”, sottolinea Cestini, nell’evidenziare come “il progetto di allora, cui partecipò con una consulenza ai giovani tecnici incaricati anche il maestro Alberto Burri in onore del quale venne colorata di rosso e nero la copertura del percorso meccanizzato, oggi sia stato pienamente rivalutato da una moderna filosofia architettonica che vede le passerelle, le scale mobili, gli ascensori e le nuove forme di spostamento meccanizzato come elementi coerenti con la valorizzazione del paesaggio”. Nella sua relazione Cestini ha ricordato l’impronta dell’allora sindaco Giuseppe Pannacci, che volle decrementare il traffico all’interno del centro storico con la creazione di parcheggi esterni alle mura e di un nuovo accesso al cuore della città, ma anche la più recente prospettiva che l’amministrazione comunale sta dando alle scelte urbanistiche con il nuovo Piano Regolatore Generale, l’attuazione degli interventi di Agenda Urbana e il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. “Stiamo mettendo in campo azioni che vanno verso un’ulteriore evoluzione del rapporto tra ambiente e costruito – sottolinea Cestini – puntando l’attenzione sul sistema della mobilità slow e, quindi, sullo sviluppo di nuovi spazi collettivi dedicati alla viabilità dolce, alla fruizione lenta del paesaggio e della città, che rimettano al centro il cittadino, con l’obiettivo finale di ridimensionare il traffico veicolare, ridurre l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria e della vita

Redazione
© Riproduzione riservata
01/11/2018 13:28:26


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