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Valtiberina, partenza positiva per i saldi invernali

Confcommercio: "I capi d’abbigliamento sono stati preferiti alle calzature"

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Il primo fine settimana si è chiuso in maniera positiva in Valtiberina, con le vendite in linea con lo scorso anno e una spesa media di circa 150 euro. Piumini fra i capi più gettonati Massimiliano Micelli, responsabile delegazione Confcommercio Valtiberina: “il periodo di ribassi è partito in maniera sostanzialmente tranquilla, siamo comunque positivi per l’esito finale".

Le prime notizie sui saldi invernali in Valtiberina parlano di una partenza positiva, senza code, ma comunque incoraggiante nonostante il clima gelido di sabato 5 e domenica 6 gennaio. I commercianti della vallata hanno riscontrato un buon movimento, soprattutto le attività di abbigliamento e calzature, le vere protagoniste nel periodo dei ribassi.

“I capi d’abbigliamento sono stati preferiti alle calzature in questo primo week end, ma le vendite di scarpe, tacchi e sneakers, in genere, partono più piano –  spiega Massimiliano Micelli, responsabile territoriale di Confcommercio Valtiberina -  Il periodo di ribassi si è aperto in maniera sostanzialmente tranquilla, più o meno in linea con lo scorso anno, ma siamo positivi per quello che può essere l’esito finale”.

“Uno dei capi più gettonati è il piumino, in generale il capospalla, a dimostrazione che in tanti aspettano questo momento per permettersi acquisti di fascia medio-alta. Insomma, vogliono investire il budget disponibile nel meglio che può offrire il mercato. Lo scontrino medio – continua Micelli – per ora si aggira intorno ai 150 euro a persona, più o meno in linea con i dati nazionali che parlano di 167 euro a persona, perché c’è tempo per recuperare”.

Secondo l’indagine previsionale dell’associazione di categoria, saranno sei su dieci le famiglie coinvolte negli acquisti a saldo.

La maggioranza dei commercianti (75%) prevede risultati in linea con quelli dell’inverno 2018, il 15% spera in vendite più vivaci fino al +10%), mentre il resto teme un lieve calo. “Il proliferare di promozioni e offerte tutto l’anno ha un po’ drogato il mercato. I consumatori rischiano di perdere di vista il vero rapporto qualità-prezzo. Ed è proprio su questo, non sulla leva del prezzo, che conviene puntare ai commercianti. Nei piccoli centri vince chi fidelizza il cliente con proposte di qualità al prezzo giusto, chi offre servizi accessori e personalizzati come la sartoria e chi riesce a selezionare prodotti originali ed esclusivi, fuori dalla massificazione. Puntare solo sul taglio dei prezzi non conviene alle piccole realtà, ma conviene sempre meno anche alle grandi”.

Redazione
© Riproduzione riservata
11/01/2019 17:52:24


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