Opinionisti Giacomo Moretti

Fiumi di parole…fiumi di parole…

Con tutti i problemi che abbiamo in Italia polemizziamo per una canzone

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Finalmente Sanremo è finito!!! Questa è l’esclamazione che in molti avranno fatto dopo la chiusura della più nota chermes musicale italiana, per l’esattezza alla conclusione della 69° edizione del Festival.

E invece no!

Pare che ancora non sia finito, ormai la scia di polemiche, che peraltro hanno sempre caratterizzato il Festival, sta superando ogni livello di tollerabilità.

Ebbene, lo confesso. Io sono il classico italiano che segue il Festival da sempre.

Prima era un appuntamento da vivere in famiglia, tutti insieme sul divano e poi con il passare del tempo ho seguito l’alternanza dei cantanti con mia moglie.

Ovviamente ad una certa ora gli occhi si sono inevitabilmente chiusi in quanto tale appuntamento musicale pare calibrato per chi la mattina può alzarsi alle 10:00.

Altra opportuna premessa è che io so suonale al massimo il campanello di casa o il clacson della macchina, tradotto di musica non capisco nulla.

Certo mi piace, ho i miei gusti e i miei cantanti preferiti. Ma si sa, in fatto di musica ciascuno ha i suoi gusti. Gusti che a mio parere sono del tutto personali.

Diciamo che tecnicamente se un cantante non stona, prende la nota in modo corretto, che mi sembrano dati oggettivi, per chi ne capisce ovviamente, il resto ovvero il ritmo, le parole, il modo di essere del cantante o della cantante rientrano in quelle che sono le canzoni soggettive di ciascuno di noi.

Per dirla breve, la canzone che ha vinto quest’anno non è piaciuta nemmeno a me, anzi, se posso, per me sarebbe arrivata al massimo al penultimo posto, ma solo per incoraggiare il giovane autore.

Detto questo però, non sono riuscito a capire tutta la canea che si è creata attorno a tutto il circo sanremese.

È pacifico che chi comanda, come in tutti i circuito dove girano i soldi, è chi proprio ha l’interesse ha trarre il maggior profitto.

Pertanto a me fa ridere l’accusa lanciata che “a Sanremo comandano le case discografiche”, ma davvero?

Caspita che scoperta!!!

Insomma tutta la polemica tra il contrasto della valutazione espressa dalla cosiddetta giuria composta dagli esperti ed i telespettatori che hanno votato a mezzo sms, rigorosamente a pagamento, mi sembra assurda.

Insomma come se in Italia non ci fossero problemi più seri.

Ci sono italiani che hanno ritenuto di buttare 0,51 centesimi del loro traffico telefonico per esprimere un loro parere che non ha contato nulla.

Il regolamento era chiaro, l’espressione della ponderazione del voto era chiara, insomma a mio modesto pare tutto già scritto.

Ma davvero ci fa agitare l’idea che il voto, peraltro solo di chi ha voluto pagare, sia stato ribaltato dai tecnici in un Paese dove, per esempio, chi ha la responsabilità delle nostre strade e delle scuole viene eletto con elezioni elitarie di secondo livello, leggi voto per le provincie?

Ma poi siamo così sicuri che “il popolo ha sempre ragione”, ovvero che abbia sempre le competenze su tutto e su tutti?

Insomma guardando le classifiche attuali dei libri più venduti capeggia quello di Fabrizio Corona, insomma se ci fosse un premio letterario in questo Paese, e si votasse da casa oggi tra Manzoni, Dante e il Petrarca forse vincerebbe Corona con il sul libro.

Siamo sicuri che qualora io abbia voglia di buttare via qualche centesimo il mio voto da suonatore di clacson abbia più dignità in campo musicale di altri?

Ma poi tutto questo merita davvero tutto questo macello?

Sanremo è stato vinto dai Jalisse suvvia…

E se non erro nel 2017, davanti alla bellissima canzone della Mannoia, un vero e proprio inno alla vita, canzone a mio modesto parere di una poesia unica, gli italiani hanno fatto vincere una scimmia ballerina.

Dai che non è stata una tragedia nazionale la “sconfitta” della Mannoia come non è nemmeno un trauma la vittoria di quello che canta (a proposito è una canzone bo?), gridando “soldi soldi”.

Io avrei votato altro, ma su via da un suonatore di clacson, rigorosamente sempre fuori dai centri abitati, che volete pretendere?

Insomma, sono stati scritti su questa vicenda “fiumi di parole”, e io forse contribuisco con queste poche righe a far ingrossare le acque.

Ma diamo il giusto peso alle cose, tutto questo ha il valore che ha e forse anche quello che scrivo per dirla alla Noemi…

“sono solo parole”…

Giacomo Moretti
© Riproduzione riservata
18/02/2019 09:54:30

Giacomo Moretti

Nato ad Arezzo – Dopo aver assolto agli obblighi di leva comincia subito a lavorare, dalla raccolta stagionale del tabacco passa ad esperienze lavorative alla Buitoni e all’UnoaErre. Si iscrive “tardivamente” all’età di 21 anni alla Facoltà di Giurisprudenza di Urbino dove conseguirà la laurea in corso. Successivamente conseguirà il Diploma presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Assolta la pratica forense, nel 2012 si abilita all’esercizio della professione forense superando l’esame di stato presso la Corte d’Appello di Firenze. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Arezzo esercita la professione forense fino al dicembre 2016. Attualmente si è sospeso volontariamente dall’esercizio della professione di avvocato per accettazione di incarico presso un ente pubblico a seguito della vincita di un concorso. Molto legato al proprio territorio, Consigliere comunale ad Anghiari per due consiliature consecutive. Pur di non lasciare la “sua” Anghiari vive attualmente da pendolare. Attento alla politica ed all’attualità locale e non solo, con il difetto di “dire”, scrivere, sempre quello che pensa. Nel tempo libero, poco, ama camminare e passeggiare per la Valtiberina e fotografarne i paesaggi unici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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