Opinionisti Olinto Gherardi

Tragedia occupazionale

Poca attenzione verso un problema che compromette la stabilità economica del territorio

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Oggi si usano affermazioni roboanti, d’impatto, tese ad attirare l’attenzione distratta del lettore occasionale che butta l’occhio alla carta stampata o al più recente alert o post sulla rete e quel … Tragedia occupazionale … di qualche giorno fa, probabilmente doveva servire a risvegliare interesse e coscienza sopite da tempo, in coloro che vivono da vicino la nostra piccola realtà di provincia estrema … Io ho notato abulia, menefr. ... disinte. … poca attenzione verso un problema grave che compromette ulteriormente la stabilità economica del territorio, quella personale dei dipendenti e delle famiglie che sono dietro. La probabile pietra tombale ad una realtà potente per anni, attività trainante e di livello occupazionale importante, forse quanto la stessa Buitoni ed Ingram, doveva e dovrebbe preoccupare, non poco, i cittadini di Sansepolcro ed il territorio della vallata, non che le Istituzioni tutte. Pareva che la formazione della cooperativa Maglificio 38, fosse la giusta via per proseguire, in tono più contenuto ovviamente, almeno inizialmente, il lavoro di Supermaglia e prima ancora di Cose di Lana, assurte, grazie ad una conduzione oculata negli anni successivi alla fondazione, ad Azienda conosciuta ed apprezzata in campo nazionale ed estero, con alcuni marchi al top e di variegato mercato. Poi improvvisamente il giudice che gestisce la patata strabollente, decide di non rinnovare l’affitto dei locali e macchinari ai dipendenti rimasti, sancendo di fatto la fine dei giochi. La domanda che esce spontanea è …  perché ?? Cosa è cambiato dietro le quinte affinché si prendesse tale decisione dolorosa e per certi versi insensata, anche a fronte della situazione gravemente compromessa dell’Azienda ? In fondo i dipendenti stavano lavorando, vi erano ordini, vi erano contatti avviati con importanti realtà nazionali per accedere a produrre ciò che avrebbero chiesto, la kermesse fiorentina di Pitti Immagine era andata bene e vi erano ordinativi, gli agenti erano in giro a vendere, quindi mal si capisce il repentino dietrofront del giudice e dei curatori. Ciò che ne è conseguito nella successiva settimana all’annuncio è quello che ormai da anni vediamo succedere sul territorio nazionale, relativamente a decine, centinaia di altre realtà che prima di questa nostra locale hanno dovuto, loro malgrado chiudere i battenti. Picchetti davanti all’Azienda, incontri con i sindacati e le istituzioni, apertura di un tavolo di crisi, poi l’incontro con i curatori, ai quali si strappa un mezzo favore (??) a chiudere in tempi rapidi la questione licenziamento collettivo per dar modo di ottenere l’apertura di un tavolo regionale, ove chiedere cassa integrazione straordinaria ( non prevista in caso di licenziamento collettivo) ed ammortizzatori sociali che permettano ai licenziati di sopravvivere mentre dovranno cercarsi un altro impiego, sicuramente non facile da reperire oggi in Italia ed in particolare nella nostra fantozziana vallata, dove paiono concentrarsi iatture di varia estrazione riguardanti molteplici aspetti di pubblico interesse. E’ ovvio e palese che la debacle di questa importante realtà locale non riguarda solo coloro che oggi vengono estromessi, ma anche coloro che erano stati estromessi in precedenza ed erano in pratica il doppio di oggi, persone che ancora oggi in alcuni casi non hanno ritrovato un impiego sicuro, grazie anche alle disgraziate direttive di governi che hanno stravolto il mondo del lavoro, togliendo diritti acquisiti ai lavoratori e di contro mettendo il coltello in mano agli imprenditori (o prenditori) padroni (nel senso negativo del termine) di fare ciò che più gli aggrada verso i dipendenti; non tutti, questo è palese, ma in grande maggioranza … quando senti un imprenditore ultraottantenne che ha costruito un mezzo impero nelle Marche, citare il governo Renzi come il miglior governo per gli imprenditori da quando questo signore ha fondato la propria azienda, credo che hai un quadro eloquente di cosa sia il mondo del lavoro oggi, ma questo è un altro argomento, e quindi per tornare alla nostra malmessa realtà c’è solo da sperare che i sindacati riescano ad ottenere in Regione quanto si sono prefissi in modo da sostenere coloro che hanno perso il lavoro, anche se le parole della sindacalista, fuori dal Comune, a me hanno dato l’impressione del mettere le mani avanti quando ha dichiarato che “ in questa città è uso ripetuto distruggere realtà lavorative “… ovviamente spero di sbagliarmi, anche se le sensazioni non sono delle migliori. Probabilmente andava fatto prima qualcosa di concreto e deciso, quando si verificò la prima crisi, probabilmente in quella occasione fu compiuto, a mio modesto parere, un errore marchiano che ha poi portato alla crisi attuale. Già allora si sarebbe potuto e dovuto tentare di far quadrato coinvolgendo le Istituzioni tutte, ma forse vi erano cose più prioritarie da espletare, o forse la cosa fu presa un po’ sottogamba e fatta scivolare in un cantuccio. I precedenti di Ingram ed Aboca trasferitesi nella vicina Umbria probabilmente non hanno insegnato niente a chi presume di essere particolarmente intelligente. Io fortunatamente ho lasciato l’Azienda molto prima, per mia decisione, ma avendola vissuta 21 anni, intensamente, ho una sorta di magone nel vedere che oggi sta scomparendo e mi fa male vedere la quasi totale indifferenza dei più che se ne stanno rintanati nel loro orto come se ciò che succede fuori non li riguardasse. E’ deprimente in una realtà che conta 16.000 abitanti vederne appena trecento sostenere i dipendenti licenziandi, è il manifestarsi dell’egoismo totale e questo, se permettete, è disumano, ma è anche vero che la ruota gira e potrebbe passare anche in mezzo agli orticelli di casa. In bocca al lupo a tutti.

Olinto Gherardi
© Riproduzione riservata
16/03/2019 06:53:26

Olinto Gherardi

Operaio – Scrittore - Apolitico – 21 anni nel Gruppo Sbandieratori di Sansepolcro dall’avvento del Dott. Piero Gennaioli - Scrittore di poesie - Due pubblicazioni nel 2013(Lo Sbandieratore di Emozioni) e 2015 (All’ombra della Torre) con lo pseudonimo di Uguccione de’ Fiaschi – Collabora alla mostra fotografica di Francesca & Angelo Petruzzi, ManiAnime del Borgo 2016 – Attenzione rivolta al territorio, al Borgo ed al suo patrimonio artistico; diretto e chiaro nell’esposizione del pensiero critico, ma costruttivo. Fotografo amatoriale per hobby-Calcio e Pallavolo gli sports seguiti in prevalenza. redazione@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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