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Nell'anniversario della strage di Capaci le associazioni anti-mafia contro Salvini e il governo

Molte assenze polemiche contro la folta rappresentanza istituzionale

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Si è conclusa la cerimonia di commemorazione nell’aula bunker di Palermo, organizzata nel ventisettesimo anniversario della strage di Capaci in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta (Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Di Cillo). Dove furono imputate per mafia quasi 500 persone e di fronte a mille studenti, sono intervenuti quattro rappresentanti del Governo (il premier Giuseppe Conte e i ministri Matteo Salvini, Alfonso Bonafede e Marco Bussetti), il Presidente della Camera Roberto Fico e tante altre personalità che, tra gli anni ’80 e ’90, hanno lavorato a stretto contatto con il pool antimafia che inferse il più significativo colpo all’organizzazione criminale siciliana. 

Un «Piano-Marshall» contro le mafie

«Questa sala è la prima grande vittoria italiana nei confronti della mafia», ha affermato Maria Falcone, presidente della omonima Fondazione, che ha organizzato la manifestazione #PalermochiamaItalia. «Il successo porta la firma di Giovanni e di tutti gli altri martiri della mafia. Ma pure di tante persone che sono ancora tra noi, a lavorare». Parole a cui hanno fatto seguito quelle di Fico: «Oltre la repressione che lo Stato porta avanti ogni giorno, dobbiamo potenziare la formazione nelle aree più a rischio, dove i ragazzi rischiano di diventare manovalanza per la criminalità organizzata». Il Presidente della Camera ha parlato di «Piano-Marshall» per descrivere la portata dell’impegno richiesto alle istituzioni contro le mafie. «Abbiamo compiuto tanti passi in avanti, ma si sono evolute pure le organizzazioni criminali. Le emergenze sono tante, questa è però la più urgente del Paese. Metteremo a punto un piano decennale di investimenti, con verifiche semestrali, per incrementare il numero degli assistenti sociali e degli insegnanti, aumentare la vivibilità di alcune aree periferiche attraverso la creazione di luoghi di aggregazione, cinema, teatri e campi sportivi. Dobbiamo prendere i figli dei mafiosi e portarli su un’altra strada».

La speranza nei giovani

Il Premier Conte, rivolgendosi agli studenti, ha ricordato come «la mafia inizialmente sembra dare un’opportunità a chi non ne ha, ma in realtà sfrutta la povertà e offende la dignità dell’uomo. Va combattuta anzitutto per difendere l’identità delle persone. Ciascuno di noi, seguendo l’esempio di Falcone e Borsellino, può contribuire allo sviluppo di una società migliore, più equa». Al Primo Ministro, in compagnia di Fico, è toccato premiare le quattro scuole vincitrici del premio promosso da Fondazione Falcone per le attività di educazione alla legalità condotte tra i banchi: l’istituto primario Don Lorenzo Milani di Follonica, l’istituto comprensivo Luigi Stefanini di Treviso, l’istituto tecnico Alessandro Volta di Perugia e l’istituto superiore Galileo Galilei di Avezzano. Per gli studenti coinvolti, un viaggio a Vienna, nella sede in cui lo scorso anno è stata aggiornata la convenzione Onu contro la criminalità organizzata. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, arrivato a Palermo con la Nave della Legalità, ha spiegato come «la legge che punisce il voto di scambio politico-mafioso e la lotta alla corruzione rappresentano un impegno concreto nella lotta alle mafie». Ai tanti studenti presenti, Nando Dalla Chiesa, docente di sociologia della criminalità organizzata all’Università di Milano, ha fatto presente «l’importanza di esportare la cultura dell’antimafia. In molti Paesi stranieri non c’è ancora la giusta consapevolezza della capillarità di queste organizzazioni». Un pensiero che rende quanto mai attuale la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, una delle ultime intuizioni di Falcone messa nero su bianco nel 2000 e aggiornata lo scorso anno (tema scelto per la diciottesima edizione di #PalermochiamaItalia). «Le mafie oggi raramente sparano - ha aggiunto Federico Cafiero De Raho -. Molto più spesso sono schermate da aziende con un’interfaccia di legalità. Questo le rende più difficili da individuare. Servono organismi di vigilanza più reattivi di fronte a questa metamorfosi». Quanto al futuro, il procuratore nazionale antimafia è parso fiducioso. «I ragazzi interpretano a fondo i valori della Costituzione, i diritti di libertà e tolleranza. Quando dovranno effettuare una scelta, se necessario, avranno il coraggio di dire no».

Le polemiche della vigilia

In aula, nonostante le frizioni della vigilia, nessuna polemica. A fare rumore erano state le dichiarazioni di Claudio Fava, presidente della commissione siciliana antimafia: assente, al pari del Presidente della Regione Nello Musumeci. «Sarò a Capaci, dove tutto accadde - aveva affermato il figlio di Pippo, ucciso dalla mafia a Catania nel 1984 -. Hanno trasformato il ricordo del giudice Falcone nel festino di Santa Rosalia. Avrei chiesto a Salvini di venire e di tacere. Di ascoltare e di prendere appunti. Di avere l’umiltà, per un giorno, un solo giorno, di capire che nella vita ci sono cose più grandi delle campagne elettorali e delle dirette televisive». Considerazioni che avevano dato il via alle repliche. «L’anniversario della strage di Capaci simboleggia l’unità della nazione nella lotta alle mafie e nella difesa della democrazia, della libertà e della legalità - la risposta di Maria Falcone -. Nessuna polemica deve sporcare le celebrazioni in ricordo delle stragi di Capaci e Via D’Amelio». In aula, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha ribadito che «chi si divide sulla lotta alla mafia sbaglia e fa un torto all’Italia e ai tanti innocenti caduti per mano della criminalità». Secondo il numero uno del Viminale, prima di incontrare la professoressa Rosa Maria Dell’Aria, «chi ha ucciso Falcone, sua moglie e gli agenti della scorta ha risvegliato il popolo italiano. La strage di Capaci ha portato dolore, ma pure speranza. In quest’aula si commemora quello che è stato e che non sarà più».

 

“Giovanni Falcone, il peso delle parole”: un documentario a 80 anni dalla nascita del giudice

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
23/05/2019 14:18:48


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