Opinionisti Francesco Del Teglia

La metamorfosi dei grillini

Un accordo con il Pd resta inaccettabile

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Come la maggior parte degli italiani confesso di seguire – senza eccessivo trasporto, a dir la verità – le alchimie finalizzate a dare un nuovo governo all’Italia. A quasi due mesi dal voto siamo ancora punto a capo, siamo ancora al giorno dopo il responso delle urne. Com’era facilmente pronosticabile, tranne forse a coloro che hanno ideato e votato la recente, e totalmente inadeguata, legge elettorale, nessuno è in grado di camminare con le proprie gambe senza aver bisogno di almeno una stampella. Il primo partito uscito dalle Politiche, il M5S, è stato investito del compito di provarci a mettere insieme una coalizione. Sin qui con esiti insoddisfacenti. Comprendo che per loro si tratta di un’occasione forse irripetibile, ma assisto a comportamenti dove coerenza e incoerenza marciano all’unisono. E mi spiego. Coerente il M5S lo è stato quando afferma “proviamo con la Lega” senza voler coinvolgere uno degli aborriti avversari, cioè Forza Italia. Salvini, un altro per cui il governo del Paese è occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire, sin qui – magari obtorto collo – non sembra sentirsela di rompere con Berlusconi. E allora virata a 360 gradi. I pentastellati, alla ricerca di un partner, gettano l’amo al Pd per vedere se quello che non è possibile a destra può essere percorribile a sinistra. Ora, al di là del mistero glorioso di come può essere comprensibile mettere insieme una guida scegliendo tutto – Lega - e il contrario di tutto – Pd – sono molto perplesso. E mi viene in mente “La metamorfosi”, il celebre racconto dello scrittore boemo Fran Kafka. Quello dove si descrivono le vicende di un uomo, Gregor Samsa, che una mattina si sveglia e scopre di aver assunto le fattezze di scarafaggio. Allegoria di un’esistenza individuale in mano a forze oscure e inconoscibili che operano in maniera assurda e imperscrutabile sulla vita degli uomini. Già, perché stiamo assistendo davvero ad una metamorfosi concettuale da parte dei “grillini”. Che per anni, ogni giorno, hanno lanciato strali al Pd, definito di volta in volta “partito di miserabili che vogliono solo la poltrona” oppure “listone di impresentabili che ha rinnegato la lezione di Berlinguer sulla questione morale”. Sino alla famosa dichiarazione di febbraio 2018 da parte del leader Di Maio, quella in cui esclude “categoricamente qualsiasi alleanza. Il Pd è impresentabile per sua stessa natura”. Vabbè, capisco la brama di governare, ma a tutto c’è un limite. E da parte dello stesso Pd, dove “pezzi” del partito paiono strizzare l’occhio a mettersi sottobraccio agli “ex” nemici pur di tornare a sedere nelle poltrone che contano nonostante la batosta elettorale subìta, la coerenza mi pare virtù sconosciuta. Quindi? Quindi, almeno da parte mia, basta con questo teatrino dell’assurdo. Meglio tornare a votare, certamente con una legge elettorale nuova e non con questo pastrocchio. E le “metamorfosi” lasciatele a Kafka, la cui lettura è almeno godibile a differenza delle maldestre esternazioni di una classe politica mai come ora così miserella e volatile nei suoi principi etici.

Redazione
© Riproduzione riservata
26/04/2018 16:03:14

Francesco Del Teglia

Giornalista pubblicista di lungo corso, è inviato fisso per Sansepolcro e la Valtiberina Toscana del quotidiano Corriere di Arezzo fin dalla sua nascita, nel 1985, ma vanta esperienze anche a livello televisivo e collaborazioni con periodici vari. Politica e sport i campi di particolare competenza professionale. È stato anche addetto stampa di vari enti.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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