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Provocazione di E45 punto 2: "Cerchiamo noi i reperti sulla vecchia 3Bis"

Sabato il presidio a Sansepolcro, poi trasferimento a Pieve con caschetto e badile

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“Anche noi andiamo a cercare il reperto storico”. E’ solamente l’ultima provocazione del comitato E45 punto 2, all’indomani della richiesta da parte della Soprintendenza di indagini archeologiche lungo la vecchia Tiberina 3 Bis che collega Pieve Santo Stefano a Canili di Verghereto. Situazione che non fa altro che allungare i tempi per un possibile inizio dell’intervento: aspetto che era stato messo in luce dal sindaco di Pieve, Claudio Marcelli, lunedì dopo il confronto con il Procuratore di Arezzo Roberto Rossi e il responsabile di Anas Toscana, Vincenzo Marzi, nel summit relativo ad E45 e 3Bis. Il comitato E45 punto 2, durante il suo dodicesimo presidio, ha colto la palla al balzo lanciando una sorta di provocazione pacifica cercando di stimolare l’opinione pubblica. “Carte sopra carte, dopo vane promesse dai vari enti per 22 lunghi anni oggi emergerebbe anche la richiesta di indagini archeologiche richieste dalla Soprintendenza – commenta Gianluca Cirignoni, portavoce del gruppo – proprio per questo nel nostro presidio di ieri mattina abbiamo voluto lanciare questa provocazione, andando direttamente sulla 3Bis a cercare questi ipotetici reperti”. Armati di gilet giallo identificativo che riporta il marchio E45 punto 2, si sono ritrovati attorno alle 9 sotto il ponte della E45 lungo la Senese Aretina nei pressi dello svincolo di Sansepolcro Sud: una dozzina le persone presenti, tre sono rimaste lì le altre con caschetto giallo in testa e badile si sono dirette a Valsavignone lungo la 3Bis simulando la ricerca del reperto tra lo stupore anche delle persone che li hanno visti arrivare. “Come detto – continua Cirignoni – è una provocazione per stimolare chi di dovere ad arrivare a una soluzione del problema: a questo punto gradiremo sapere anche cosa cercano lungo i cinque chilometri. Quella di oggi da parte nostra è stato un primo sopralluogo, una ricerca preliminare: torneremo nei prossimi giorni, insieme a un nostro ospite. La questione non è finita e noi la seguiremo passo a passo”. Oltre alle richieste avanzate dalla Soprintendenza, c’è pure la questione legata al Parco Alta Valtiberina Monte Nero che deve ancora dare il proprio ok sul progetto. “Ci siamo documentati anche su questo – conclude Gianluca Cirignoni – il parco è stato istituito a suo tempo dalla Provincia di Arezzo, mentre la gestione attuale ricade sull’Unione dei Comuni della Valtiberina: avere una strada ripristinata ma soprattutto aperta, sarebbe comodo anche per visitare il parco”.

Redazione
© Riproduzione riservata
23/06/2019 11:49:17


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