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Analisi del voto in Umbria

Il Pd la deve smettere di dire che chi vota la destra sono tutti “Fascisti e Razzisti”

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Dopo alcuni giorni, a mente fredda, voglio fare una breve analisi del voto in Umbria. Partiamo dal fatto che il centrodestra, con la Lega in particolare, ha ricevuto grande consenso nelle aree di crisi come il ternano e le zone terremotate, dove le persone hanno votato su una base di bisogni materiali su cui non avevano mai ricevuto risposte dalla sinistra. Il centrodestra ha capito quali sono i mali dell’Umbria, una regione che in 10 anni ha perso il 17% del proprio Pil,  passando da una tasso di povertà che era metà della media nazionale ad essere peggio della media, e così per la disoccupazione, in particolare quella giovanile. La sinistra, con un’alleanza fatta in fretta e in furia, dove la parola “coerenza” non esisteva, un candidato debole, una classe politica che continuava a dire “In Umbria si vive bene, non ci sono problemi particolari, grazie al buon governo della regione” e tutti gli scandali legati alla sanità, ha riportato quanto aveva seminato. Essere sconfitti con un distacco di 20 punti è un segnale inequivocabile che la coalizione giallorossa non piace alla gente, con un elettorato grillino, deluso dalla loro classe dirigente che pensa più alle poltrone che ai problemi reali dei cittadini. Un partito ormai arrivato a un bivio, che deve ritrovare la sua identità, se non vuole correre il rischio di sparire. I 5 Stelle nascono come movimento di protesta, hanno sempre criticato la destra e la sinistra, in particolare il Pd, ma poi, affascinati dalle poltrone, hanno fatto due matrimoni, il primo con Salvini finito con il divorzio e il secondo con il Pd, dove ogni giorno ci vogliono cerotti e bende per tenerlo insieme. Per continuare a vivere i grillini devono ritrovare la forza di correre da soli e il Pd la deve smettere di dire che chi vota la destra sono tutti “Fascisti e Razzisti”, sono solo slogan vecchi e idioti. E poi dove è finita quella sinistra che “difendeva” le classi deboli, gli operari e i pensionati? Quando riusciranno a rinnovare una classe politica composta dai soliti noti? Forse rispondendo a queste semplici due domande, il Pd ritroverà una parte del suo elettorato, l’altra oramai è volata via per sempre.

Domenico Gambacci
© Riproduzione riservata
02/11/2019 08:39:17

Punti di Vista

Imprenditore molto conosciuto, persona schietta e decisa, da sempre poco incline ai compromessi. Opera nel campo dell’arredamento, dell’immobiliare e della comunicazione. Ha rivestito importanti e prestigiosi incarichi all’interno di numerosi enti, consorzi e associazioni sia a livello locale che nazionale. Profondo conoscitore delle dinamiche politiche ed economiche, è abituato a mettere la faccia in tutto quello che lo coinvolge. Ama scrivere ed esprimere le sue idee in maniera trasparente. d.gambacci@saturnocomunicazione.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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