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La Germania dalla memoria corta

“Molto bravi i tedeschi a chiedere ma poco restii a rendere i favori”

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Il nostro Paese è sicuramente quello più colpito duramente dal Covid-19 e per rimettersi in careggiata sarà indispensabile l’aiuto dell’Europa, che dovrà aprire il portafoglio. Anche se qualcuno forse non se n’è ancora reso conto, stiamo combattendo una “guerra” sanitaria ed economica, che rischia di travolgerci, ma nonostante questo ci sono Paesi all’interno dell’Europa che se ne fregano dei nostri problemi. Tra coloro che si stanno mettendo di “traverso”, oltre alla Germania (ma ormai è un classico), ci sono anche Olanda, Austria, Finlandia e Ungheria, che non ne vogliono sapere di Coronabond o Eurobond. Ma in questa situazione, dato che siamo in “guerra”, è bene ricordare ai nostri amici tedeschi alcune cose: la Germania dalla memoria corta si è per caso dimenticata che è stata salvata per ben due volte (o tre?) dal default proprio dall’Europa? Riguardando i libri di storia, nella Conferenza di Londra del 1953, riporta un articolo del Sole 24 Ore che i “professorini” della Germania erano andati in default due volte durante il Novecento (nel 1923 e nel secondo dopoguerra). In quella conferenza internazionale, alla Germania sono stati condonati i debiti di due guerre mondiali per dare ad essa la possibilità di ripartire. Fra i Paesi che decisero allora di non esigere il conto c’erano l’Italia di Alcide De Gasperi e anche la povera e malandata Grecia; ci ricordiamo tutti come si è invece comportata la Germania con i greci non più di qualche anno fa. L'ammontare del debito di guerra tedesco dopo il 1945 aveva raggiunto i 23 miliardi di dollari (di allora), una cifra colossale pari al 100% del Pil tedesco. La Germania non avrebbe mai potuto pagare i debiti accumulati in due guerre, peraltro da essa stessa provocate. I sovietici pretesero e ottennero il pagamento dei danni di guerra fino all’ultimo centesimo. Mentre gli altri Paesi, europei e non, decisero di rinunciare a più di metà della somma dovuta da Berlino, passando da 23 a 11,5 miliardi di dollari, dilazionati in 30 anni. In questo modo, la Germania poté evitare il default, che c’era di fatto. Gli 11,5 miliardi dovevano essere rimborsati dopo la riunificazione delle due Germanie, ma nel 1990 l’allora cancelliere Helmut Kohl si oppose “spalmando” il debito in altri 20 anni, altrimenti ci sarebbe stato un terzo default della Germania. Anche questa volta, Italia e Grecia chinarono la testa e acconsentirono di aiutare la Germania. Senza l’accordo di Londra, la Germania avrebbe dovuto rimborsare debiti per altri 50 anni. Con molta probabilità, le due settimane chieste dall’Europa per formulare una proposta sono dovute a una politica attendista per capire quanti danni il Covid-19 farà dalle loro parti, prima di decidere se per loro sia più conveniente lasciarci morire da soli o provare a salvarci tutti insieme. In ogni caso, quando tutto questo sarà finito (speriamo molto presto), credo che vi saranno da rivedere tante cose all’interno dell’Europa, perché - così com’è oggi - per il nostro Paese è solo un costo. Un bel progetto non deve essere solo sulla carta, ma anche e soprattutto nella realtà.

Domenico Gambacci
© Riproduzione riservata
29/03/2020 12:47:16

Punti di Vista

Imprenditore molto conosciuto, persona schietta e decisa, da sempre poco incline ai compromessi. Opera nel campo dell’arredamento, dell’immobiliare e della comunicazione. Ha rivestito importanti e prestigiosi incarichi all’interno di numerosi enti, consorzi e associazioni sia a livello locale che nazionale. Profondo conoscitore delle dinamiche politiche ed economiche, è abituato a mettere la faccia in tutto quello che lo coinvolge. Ama scrivere ed esprimere le sue idee in maniera trasparente. d.gambacci@saturnocomunicazione.it


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