Opinionisti Maurizio Bragagni

Le banche sotto stress e il Fintech che emerge, opportunità o rischio?

In 10 anni la fine delle banche regionali

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La capitalizzazione di tutte le società mondiali vale 90 trilioni di dollari, il settore bancari vale 7,9 trilioni di dollari circa il 9% della capitalizzazione societaria mondiale. Stiamo parlando di una realtà mondiale del valore in assets di circa 123 trilioni di dollari. Stiamo parlando del motore dell’economia mondiale. Questa realtà, così fondamentale per l’economia, nei prossimi 10 anni avrà un volto totalmente diverso dal passato.

Le Banche tradizionali si sentono accerchiate, minacciate nel loro business.

Ma cosa le sta accerchiando? Non un nuovo competitor, non un singolo soggetto che vuole entrare nel gioco, ma un modo nuovo di essere banca. Tecnologie digitali come Internet of Things, registri distribuiti, big data, intelligenza artificiale stanno rivoluzionando il settore finanziario e assicurativo.

Ho avuto il privilegio come “Cass Alumni”, e grazie all’invito del prof Gianvito Lanzolla, docente di Strategy alla Cass Business School, London University, di sentire l’Ing Alessandro Hatami (Bio sotto), durante una lezione su Fintechs: Disruption and Cooperation.  Alessandro, co-fondatore di Pacemakers.io, una società di consulenza focalizzata su FinTech e innovazione digitale nei servizi finanziari, è una voce di spicco nell'ecosistema FinTech globale. Ha sviluppato la sua competenza in materia offrendo cambiamenti digitali trasformativi come leader aziendale presso alcune delle società di servizi finanziari più note del mondo.Alessandro è uno scrittore prolifico di FinTech ed è un oratore pubblico frequente in eventi nel Regno Unito, UE, Africa, Medio Oriente e Asia. Ha conseguito un Master in Ingegneria presso l'Università di Roma e un MBA presso l'INSEAD. Vive a Londra con le sue due figlie e sua moglie, fondatrice di una delle più grandi aziende IoT in Europa.

Suggerisco  a chi vuole sviluppare o approfondire l'argomento, di seguire il sito di Cass.

Quello che voglio condividere con tutti voi, è la lezione che Io ho imparato: in 10 anni da oggi le banche come le conosciamo non esisteranno più, sicuramente le banche regionali, locali non saranno più presenti nel tessuto sociale.

Come sopravvivere?  Adattarsi e seguire il cliente. Il segreto di ogni industri, il tesoro da proteggere, è il cliente, va seguito e servito. Qui sta la vera sfida, riuscire a sopravvivere in un mondo che corre alla velocità della luce, e che ha mezzi infiniti. Ma la sfida è soddisfare il desiderio inespresso del cliente, chiunque riesce in questa task sopravviverà, gli altri soccomberanno.

Occorre ricordarsi,  che il cliente non sa quello che vuole.

Ricordiamoci quello che diceva Ford: se avessi ascoltato il cliente non avrei mai inventato l’automobile. Il cliente mi chiedeva solo un cavallo più veloce, non un mezzo nuovo”. Oppure, quello che Steve Jobs diceva ai suoi collaboratori, agli albori di Aple “la gente non sa quello che vuole, finché non lo vede, diamogli un personal computer e lo vorrà”.

Perchè le banche locali sono finite?

Primo perché la nuova tecnologia, che sta già operando, non viene vista dagli attuali operatori, come una minaccia. Nessuno vede che Amazon è il nuovo soggetto che sta acquistando spazio nel settore bancario.  Tutti pensiamo ad Amazon come sta una piattaforma online, in vece Amazon Sta per diventare il più grande competitor del servizio bancario. La tecnologia Disruptive ha la caratteristica di non essere percepita come distruttiva da chi ha posizione dominanti nel mercato, e costa molto meno delle attuali strutture esistenti. Le banche locali, e nazionali sono state guidate dal dopoguerra ad oggi, da un'idea di banca come servizio politico-sociale. La banca serviva per dare lavoro ad una classe media che votasse il governo democristiano dell’epoca, e sopravvivevano con interessi al 20%, pagando 16, 18 mensilità all’anno agli impiegati. Negli anni ‘90’ e  poi recentementele banche si sono aggregate, si sono snellite, ma il modello di business è rimasto lo stesso. Per capire il modello di business bancario, chiediamoci per prima cosa, cos’è una banca?

Un ente, società che fa tre cose:

  1. (Pagamento) consente il pagamento da A a B in sicurezza.
  2. (Deposito) raccoglie soldi da chi più ne ha, garantendogli un ritorno(interesse),
  3. (Prestito) e che presta i soldi a chi ne ha bisogno per investire ricevendo un interessa maggiore di quello che paga.

Il guadagno della banca è nella differenza della transazione, o nel costo che richiede per fare la transazione,  1 euro per trasferire i soldi da a a b, oppure 2 euro per la pratica di mutuo, o il 3% sullo scoperto di conto, ect.

Chi sono i nuovi competitors,  chi vuole entrare nel mercato dei servizi bancari? Facebook, Amazon, Google, AliBaba,  i grandi dei Big in technologies.

Questi soggetti  sono già nel settore, stanno già fornendo servizi bancari o similari , Apple ha già lanciato la nuova carta di credito Apple Card, Facebook ha già lanciato Libra la nuova moneta virtuale da usare nei propri circuiti. Questi Grandi della tecnologia non sono interessati al guadagno tradizionale della banca, non sono interessati al modello bancario della transazione. Guadagnano su altro. Hanno un’altro modello di business, un’altro modello per arricchirsi, per guadagnare, per catturare il valore.

Guadagnano su di NOI. Noi siamo il target.

Apple vuole che compriamo un apple box in più; Amazon, che rimaniamo nel suo circuito di vendita; Google e facebook hanno bisogno dei nostri dati per capire il nostro appetito di consumatore, ed ottimizzare le proprie ricerche commerciale su di noi, per aumentare i volumi di vendita delle loro piattaforme. Quindi le Banche si trovano a combattere con giganti che offrono servizi in cui le banche non possono competere. Le grandi banche possono mettere le risorse per reagire e combattere,  le banche locali, sono fuori.

Vediamo che i grandi sono capaci di sfruttare la loro posizione dominante.

Il rischio non arriva da PayPal o dai nuovi soggetti di Fintech, dalla tecnologia per sé, ma il pericolo arriva da coloro che hanno accesso ai clienti, al capitale. La tecnologia può essere comprata. Quindi i due giganti che si sfideranno nel primato per il servizio bancario saranno global bank deboli in tecnologia, ma che posso disporre di soldi e capitali, e quindi comprare le New Fintech che emergono, da un lato contro i Big Tech Google, AliBaba, Amazon, ect che hanno accesso a clienti, capitale e Innovation. AliBaba ha creato Ant Financial Fintech, leader in China.

Le regional Bank, con pochi clienti, con limitato accesso al capitale, e all’innovazione sono fuori dalla competizione globale, che il Covid19 ha accelerato.

La guerra tra i giganti BIG TECH e Global Banks sarà per il dominio e il monopolio, di chi? di cosa? Di noi, delle nostra esigenze. La Strategia è solo una : averci dentro e fare tutto con loro. Vogliono creare un ecosistema in cui la persona, sia completamente dentro. Pensate agli acquisti su Apple, pagate con Apple, o su Amazon, comprate con Amazon. Vogliono portarci in un mondo in cui abbiamo tutto, e in cui dipendiamo totalmente dai servizi che ci forniscono.

Amazon ha iniziato nel distribuire libri e musica, per spostarsi nelle distribuzione online, e diventare  leader  del mondo, per poi aprire viaggi, credit, financial service, ec, ect, ect,

La guerra è iniziata, presto vedremo il crollo del vecchio, e l’affermazione del nuovo.

Non pensiate di fermare l’innovazione.  E’ come pensare di fermare a mani nude un treno ad alta velocità, ci rimarrete sotto.

Ricordiamo la storia, nell’ottocento i contadini assalivano le macchine agricole per paura di rimanere senza lavoro, non è successo così. Il mondo è cambiato ed è cambiato in meglio.

Seguiamo l’esempio dei nostri nonni, e padri. Loro non capivano, ma capivano che occorreva studiare. Hanno continuato a fare vite di sacrifici per consentire che studiassimo e capissimo.

Il segreto come allora è oggi: educazione, educazione, educazione.

Significa dobbiamo studiare il fenomeno e sporcarci le mani, solo così l’innovazione sarà al servizio di ognuno di noi, e noi non saremo le vittime o l’oggetto del nostro prodotto.

Ora vi saluto al  prossimo appuntamento, ma non prima di ringraziare il mio prof.  Gianvito Lanzolla  per questa possibilità di imparare. Si rimane sempre studenti,.

“Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. Dante

Alessandro Hatami Bio

Alessandro, co-fondatore di Pacemakers.io, una società di consulenza focalizzata su FinTech e innovazione digitale nei servizi finanziari, è una voce di spicco nell'ecosistema FinTech globale. Ha sviluppato la sua competenza in materia offrendo cambiamenti digitali trasformativi come leader aziendale presso alcune delle società di servizi finanziari più note del mondo.

È direttore non esecutivo dello sfidante bancario Cashplus e mentore di diverse start-up FinTech che lavorano con Techstars, Seedcamp, Startupbootcamp / London e Kickstarter / Zurich. È anche un investitore in diverse tecnologie tecnologiche e società FinTech.

Prima di fondare Pacemakers.io, è stato COO di Digital Banking & Group Innovation Director presso Lloyds Banking Group, la più grande banca commerciale e al dettaglio del Regno Unito. È stato anche MD di PayPoint.net, un grande processore di pagamenti dell'UE e direttore dei grandi servizi commerciali di PayPal, la piattaforma globale di pagamenti alternativi. Ha iniziato la sua carriera nei servizi finanziari come direttore europeo del marketing presso GE Capital.

Alessandro è uno scrittore prolifico di FinTech ed è un oratore pubblico frequente in eventi nel Regno Unito, UE, Africa, Medio Oriente e Asia. Ha conseguito un Master in Ingegneria presso l'Università di Roma e un MBA presso l'INSEAD. Vive a Londra con le sue due figlie e sua moglie, fondatrice di una delle più grandi aziende IoT in Europa.

Prof Gianvito Lanzolla  Bio

Gianvito Lanzolla è professore di strategia presso la Cass Business School, City, Università di Londra, a cui ha aderito nell'aprile 2006. Da gennaio 2016, è stato capo della Facoltà di Management, la più grande Facoltà della Cass Business School (80 accademici ). Gianvito è il direttore fondatore del Digital Leadership Research Center (DLRC) di Cass. Gianvito è membro della Royal Society of the Arts (RSA).

Prima di entrare in Cass, Gianvito è stato ricercatore presso la Facoltà della London Business School (2004-2006). Nel corso degli anni, ha avuto diversi appuntamenti in visita presso importanti scuole di business tra cui la London Business School, la Indian School of Business di Hyderabad e l'ESMT di Berlino.

Gianvito studia l'impatto del cambiamento tecnologico e istituzionale sulla dinamica competitiva, sulla strategia aziendale e sull'organizzazione aziendale. I suoi articoli sono apparsi in importanti punti vendita tra cui: Academy of Management Journal, Academy of Management Review, Production and Operations Management, Pianificazione a lungo raggio, Journal of Management, Business Strategy Review, Business History e Harvard Business Review. La ricerca di Gianvito ha vinto numerosi premi accademici ed è stata ampiamente descritta nei media aziendali, ad es. Financial Times, Economist, CNBC, CCTV, Wall Street Journal - e in documenti politici - ad es. ITU. Attualmente Gianvito è editore di due numeri speciali incentrati sulla trasformazione digitale in California Management Review e Academy of Management Discoveries.

Redazione
© Riproduzione riservata
17/05/2020 07:03:02

Maurizio Bragagni

Maurizio Bragagni - Maurizio Bragagni classe ‘75, sposato con 4 figlie, ha frequentato il Liceo Piero della Francesca a Sansepolcro per poi laurearsi in legge. Finiti gli studi entra nel mondo del lavoro all’interno della Tratos di Pieve Santo Stefano, iniziando una carriera ricca di grandi soddisfazioni e traguardi raggiunti. Attualmente oltre ad essere l’amministratore delegato Tratos Uk Ltd è Console Onorario della Repubblica di San Marino in Gran Bretagna, Vice Presidente della Camera di Commercio ed Industria di Londra, Governatore del Regent Group University and College of Uk e Membro del Management Strategy Board (MSB) International Electrotechnical Committee (IEC) a Ginevra. E’ fondatore della Fondazione Esharelife, una organizzazione di beneficenza creata per aiutare alcune delle aree più svantaggiate del mondo. Il Presidente della Repubblica Mattarella lo nomina nel 2018 Cavaliere della Repubblica. E’ un’ imprenditore, editorialista di temi politico ed economici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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