Opinionisti Maurizio Bragagni

L’albero della Cuccagna

La moderna teoria monetaria o l’albero che fabbrica denaro

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Ho conosciuto Mervyn King penultimo Governatore della Banca d’Inghilterra ad una cena al Carton club alcuni anni fa, mi ha fatto molto piacere leggere il suo nuovo pezzo sul Spectator, e conversare con lui del presente, del recovery fund e della situazione Economica.

Come sempre Mervyn inizia in grande forma:

“Se non vuoi o non comprendi una cosa, basta descriverla con un’abbreviazione . L’ultima in economia è MMT Modern Monetary Theory or, in other words, a magic money tree,” in altre parole l’albero della cuccagna.”L’idea è semplice, nemmeno originaria, e non  costa nulla: stampare moneta. Il costo di stampare denaro, in paragone al beneficio del valore nominale creato è “negletable”, trascurabile, in alcuni casi perfino inferiore, quando si creano i soldi elettronicamente, invece di stamparli, con il cosiddetto ‘quantitative easing’ programme (QE). Che il denaro dato al pubblico, direttamente o indirettamente attraverso il governo, per consentire alle persone di spendere di più così da incrementare le uscite e l’occupazione, è cosa ben nota.”

Proprio in questa testata alcuni mesi fa, parlavamo delle teorie economiche, di maggior inflazione, minor disoccupazione. Per ottenere l’inflazione, un mezzo è stampar moneta.

“Perchè non ci abbiamo pensato prima vi domanderete? Ma, ci abbiamo pensato da sempre, dall’Impero Romano, attraverso Enrico VII, la Repubblica di Weimar ( ancora oggi la Germania si lecca le ferite), ai giorni nostri Zimbabwe e Venezuela, i governanti hanno dimostrato tutta l'intelligenza di come superare il 2% di inflazione, e perderne il controllo. Non esiste superare appena il due, la storia ci insegna, che appena si inizia questa strada, le redine sono perse, e l’iperinflazione diventa realtà, in cui il prezzi raddoppiano due, tre volte al giorno, in tale situazione l’economia collassa”.  Come aprire una scatola di cioccolatini, e pretendere di mangiarne solo uno, non esiste.

“Il punto dell MMT è che non è moderna, non è monetaria, e non è una teoria”.

“Non è moderna perché l’abilità di stampare moneta , in qualunque forma, ha sempre aperto la questione a quando fermarsi? E i governi hanno sempre sostenuto le politiche di deficit per sostenere il proprio desiderio di spendere.”

“Non è monetaria in quanto la questione è come finanziare il deficit creato per la spesa pubblica dovuta al Covid? Stampare moneta è un sistema per finanziare la spesa, attraverso l’inflazione che rende tutti un po più poveri ma senza accorgersene.”

“Non è un teorico, in quanto non esiste una teoria di quanto denaro si debba stampare in forza dell’economia del Paese, queste sono decisioni lasciate a chi è deputato alla zecca di Stato: per noi italiani alla Banca Centrale Europea”.

“Il punto rimane uno solo, se un Paese spende più di quanto incassa, crea deficit, e prima o poi qualcuno lo deve pagare, L’idea che si possa stampare denaro come dall’albero della cuccagna, è solo un’illusione.”

Noi tutti ci vogliamo illudere, e rinviare il problema del nostro presente e del debito accumulato e incrementato. Il Debito pubblico, non significa che è dello Stato, ma significa che lo Stato per ripagarlo deve imporre prima o poi tasse per ripagarlo. Il debito pubblico è un debito che dobbiamo ripagare con le nostre tasse, che siano tasse sul reddito, sul lavoro, dirette o indirette, sta a noi tirar fuori i soldi per ripagare il debito accumulato, e che stiamo accumulando.


Chiarito questi concetti, analizziamo le possibilità in gioco.

La differenza tra il 2010 e il 2020 sono i tassi d'interesse, nel 2010 ci si indebita al 3% nel 2020 ci si indebita allo 0%, quindi usiamo QE e la possibilità di stampare moneta, ma usiamoli per sostenere le imprese. Soltanto salvando la capacità produttiva potremo salvare i posti di lavoro e rialzarsi. Usare il denaro che sta a pioggia arrivando senza investirlo in solide iniziative è da irresponsabili.

Guardate in numeri nel 2019, l’indebitamento dello Stato è salito, e contemporaneamente i risparmi degli Italiani, da un lato lo Stato ha incrementato il debito dall’altro i risparmi degli Italiani sono saliti. Debito e risparmi salgono. E’ evidente una politica economica sbilanciato.

Non ci sono alberi della cuccagna e nessuna nuova teoria che elimini le scelte difficili. Ma ci sono politiche buone e cattive. La scelta richiede un'attenta analisi del contesto immediato. La strategia giusta ora è mantenere aperte le opzioni.Alla fine del prossimo anno o nel 2022 saremo in grado di valutare la politica fiscale appropriata. Gli anni 2010 sono stati un periodo per un certo consolidamento fiscale. Oggi no.

Maurizio Bragagni
© Riproduzione riservata
04/01/2021 20:21:30

Maurizio Bragagni

Maurizio Bragagni - Maurizio Bragagni classe ‘75, sposato con 4 figlie, ha frequentato il Liceo Piero della Francesca a Sansepolcro per poi laurearsi in legge. Finiti gli studi entra nel mondo del lavoro all’interno della Tratos di Pieve Santo Stefano, iniziando una carriera ricca di grandi soddisfazioni e traguardi raggiunti. Attualmente oltre ad essere l’amministratore delegato Tratos Uk Ltd è Console Onorario della Repubblica di San Marino in Gran Bretagna, Vice Presidente della Camera di Commercio ed Industria di Londra, Governatore del Regent Group University and College of Uk e Membro del Management Strategy Board (MSB) International Electrotechnical Committee (IEC) a Ginevra. E’ fondatore della Fondazione Esharelife, una organizzazione di beneficenza creata per aiutare alcune delle aree più svantaggiate del mondo. Il Presidente della Repubblica Mattarella lo nomina nel 2018 Cavaliere della Repubblica. E’ un’ imprenditore, editorialista di temi politico ed economici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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