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Bielorussia, raid della polizia: arrestati oltre 30 giornalisti, sindacalisti e attivisti

Fermato anche il presidente dell'Associazione giornalisti (Baj) Andrej Bastuntes

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In Bielorussia la polizia ha effettuato raid in case e uffici di giornalisti e attivisti per i diritti umani, arrestando decine di loro. Gli agenti hanno perquisito gli uffici dell'Associazione bielorussa dei giornalisti e il centro per i diritti umani Viasna, come pure gli appartamenti dei suoi membri. Oltre 30 le persone arrestate, compreso il leader dell'Associazione bielorussa dei giornalisti. Associazione che ha fornito i numeri dei giornalisti arrestati lo scorso anno nel Paese e molti di loro sono sotto inchiesta penale: 477 reporter.

Secondo il Comitato investigativo bielorusso, responsabile delle inchieste penali nel Paese, questi raid rientrano nell'ambito delle indagini sull'organizzazione e preparazione delle azioni di protesta «che violano gravemente l'ordine pubblico» ai sensi dell'articolo 342 del codice penale.

La scorsa settimana, inaugurando “l'Assemblea del popolo bielorusso” per discutere di riforme e di sviluppo el Paese, riferendosi alle proteste, Lukashenko aveva detto di aver sconfitto il “Blitzkrieg” dell'Occidente. «Dobbiamo restare saldi, quest'anno sarà decisivo, "forze molto potenti" dall'estero hanno guidato la ribellione contro il governo di Minsk» aveva dichiarato. «La guerra lampo non ha funzionato, controlliamo il nostro Paese» aveva aggiunto. 

Intanto nuove accuse sono state formulate in Bielorussia contro uno dei volti più noti dell'opposizione, Maria Kolesnikova, che ora rischia fino a 12 anni di carcere per «cospirazione volta a prendere il potere con mezzi incostituzionali e per la creazione e la guida di un gruppo estremista». Il gruppo a cui le autorità bielorusse fanno riferimento è il presidium del Consiglio di coordinamento dell'opposizione, formato dopo le contestate elezioni presidenziali in cui è stato riconfermato ad agosto il leader Aleksandr Lukashenko, tra accuse di brogli e manipolazioni.

A rendere note le nuove accuse contro Kolesnikova è stato lo staff dell'ex candidato alla presidenza Viktor Babariko, per cui la donna lavorava come capo della campagna elettorale. Le stesse accuse sono state formulate contro l'avvocato Maxim Znak. Entrambi sono in carcere per la precedente accusa di appelli pubblici ad azioni volte a danneggiare la sicurezza nazionale.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
16/02/2021 14:13:39


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