Opinionisti Maurizio Bragagni

Non possiamo consentire è il cambiamento dello Ius sanguinis

Il governo italiano dovrebbe nazionalizzi tutti i milioni di venezuelani che hanno il nostro sangue

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Caro Domenico,

vorrei sprecare qualche parola su una questione che ti avevo già accennato sul diritto di sangue, lo Ius sanguinis. In Venezuela ci sono 35 milioni di venezuelani, probabilmente fra i cinque e i 10 milioni sono cittadini italiani perché hanno un trisavolo, un babbo, una mamma, un cugino italiani. Oggi si è italiani se uno ha una goccia di sangue italiano, l'appartenenza al popolo d'Italia è per la nostra legge l'appartenenza al popolo di Dio, l'appartenenza ebraica. Noi siamo, in quanto Cristiani, ebrei. Gesù Cristo risorto era un ebreo, quindi noi, nella nostra tradizione romana, convertita al cristianesimo, cioè l'ebraismo riformato da Cristo, siamo passati da "Io sono romano in quanto nasco a Roma" a "Io sono Italiano, cioè romano-cristiano, in quanto nascono da genitori italiani". Questo è l'unico principio generale nella nostra costituzione per essere italiano. Diciamo sempre che siamo pochi, che stiamo crollando, ma soltanto in Venezuela siamo milioni e milioni, basta dare loro il passaporto e li possiamo portare qui. Purtroppo non potrebbero venire qui perché là c'è una dittatura comunista severissima. Io ho ospitato in questi giorni degli amici che sono scappati per motivi sanitari, ci siamo seduti a tavola con i miei figli e i miei nipoti, i quali mi dicevano "Zio tu sei sempre il solito esagerato con le dittature", ma i miei amici hanno raccontato che cosa stavano vivendo là. Quando tu hai perso tutto e ogni anno il tuo governo ti dà due magliettine e due polo bianche, uno spazzolino da denti, un dentifricio, un paio di sandali e tre dollari al mese e questo è tutto quello che hai diventa veramente un vivere da schiavi. Per poter venire via devi vendere la tua casa perché non hai null'altro con cui comprare il biglietto aereo.

C'è una svalutazione tremenda della moneta: 1 milione di Bolivar sono diventati tre euro. La domanda è: "Perché il governo italiano non sta concedendo i passaporti ai venezuelani-italiani che stanno male e vorrebbero venire via? Sono stati generati da italiani, è roba nostra". La risposta è: Maduro ha pagato il governo italiano, o alcuni esponenti del governo italiano sono stati pagati per portare avanti la rivoluzione comunista e la destabilizzazione dell'Europa? Fanta politica.

Mi raccontava questo caro amico che era a tavola con me che quando si vedono queste grandi manifestazioni in America contro il presidente americano in difesa del Venezuela sono tutte manifestazioni pagate dal governo venezuelano e, che paga i venezuelani all'estero per andare a protestare. La maggioranza di queste proteste, a parte qualche caso isolato, sono tutte pagate da regimi, come quello venezuelano, ma anche quello cinese o russo, per portare avanti questa destabilizzazione.

I 5 stelle sono stati portati avanti dai soldi della Russia, sono stati sostenuti nella loro campagna social da soldi russi. Stesso discorso vale per la Brexit, è ormai evidente che nella Brexit ci sia stata un'influenza molto forte sui social media riconducibili a società non meglio identificate nella sfera russa, ma nessuno come vedete parla più. È evidente che i social media abbiano in qualche modo influenzato e creato una distorsione della democrazia, ed è talmente evidente che noi stiamo vedendo ancora questi effetti ad oggi.

Per questo dico che la cosa che non possiamo consentire è il cambiamento dello Ius sanguinis, perché è la denaturalizzazione della nostra storia. Il passaporto italiano perché qualcuno nasce in Europa poi viene in Italia è bellissimo, deve esistere anche un elemento esterno che fa sì che se uno passa vent'anni in Italia venga naturalizzato, la cultura italiana è apertura, ma il principio che i due criteri siano identici non è vero. La regola di fondo per essere italiani è nascere da cittadini italiani o da un cittadino italiano, o avere del sangue italiano, la regola dello Ius soli, cioè della nascita nel territorio italiano, non ti determina immediatamente la tua italianità, e questo è fondamentale. Ci sono poi due correzioni importanti che derivano dall'essere cristiani: uno nasce in Italia da genitori apolidi, cioè da genitori che non hanno patria, e ha diritto a diventare italiano, perché la nuova nascita fa sì che il bambino debba avere una nazionalità, quella italiana e dato che il bambino nasce, dato che c'è un frutto, anche i genitori acquistano la cittadinanza italiana; la seconda variante è che uno diventa italiano se nasce in Italia da cittadini non italiani, legittimamente residenti in Italia non diventa subito italiano, ma serve del tempo. Quindi non è automatico che qualcuno che nasce in Italia da cittadini non italiani sia subito italiano, per essere italiano bisogna nascere da cittadini italiani. Ti faccio un esempio che è fondamentale caro Domenico: io sono cittadino britannico ma mia moglie no. Se mia moglie partorisse in Inghilterra, le bambine sarebbero britanniche immediatamente, poiché lo Ius soli predomina, ma essendo le mie figlie nate non in Inghilterra da madre italiana, devono vivere in Inghilterra per diventare britanniche, poiché è l'appartenenza al territorio che ti fa inglese, mentre per noi è l'appartenenza alla famiglia.

Tornando sul tema dello Ius sanguinis, l'Italia oggi è un paese per le vacanze, non potrei dirlo in maniera diversa perché l'Italia è il paese delle vacanze. Non ci sono altre cose da dire, non c'è più altro da dire, il nostro è un paese di vacanzieri, di persone che amano stare qui, godersi la vita ed è perfetto. L'Italia è diventata quello che i nostri avi non volevano diventasse, l'Italia è diventata la mignotta d'Europa, una donna che non si sposa, una donna che non ha famiglia e che non ha futuro, una donna che viene abusata, usata e pagata per i servizi che fa, abbandonata al suo destino di decadenza, di vecchiaia, e tutto ciò si vede. Chi può fare la bella vita in Italia? Chi è ricco, chi lavora all'estero e viene in Italia per le vacanze, chi non è interessato per niente all'Italia e come unico interesse a quello di godersi la cultura, l'arte, la letteratura, le bellezze di questo bellissimo paese senza fare null'altro. L'Italia è per loro un grande hotel a cinque stelle, ma non vanno mai dietro le cucine, dove si trovano i resti, dove c'è la miseria, perché a loro non interessa, l'Italia va bene così. Il nostro paese è stato condannato a una fine miserabile e il dolore che io provo nel vederla così china su sé stessa è incredibile, ma non c'è possibilità, si passa da un populismo un populismo. Si sta parlando del nulla, si sta parlando di cambiare la legge sullo Ius sanguinis. La definizione di italiano e chi nasce da italiani, fine. Se uno ha una goccia di italianità è italiano. Noi non siamo italiani per nascita in Italia, ma per discendenza di sangue e questa è la caratteristica del nostro popolo, tutti coloro che sono discendenti da italiani sono italiani, e non capisco perché il governo italiano non nazionalizzi tutti i milioni di venezuelani che hanno il nostro sangue, sono nostri. Non lo fanno perché non vogliono consentire ai venezuelani di venire in Italia, e poi si consente a migliaia di nordafricani che non hanno nulla a che vedere con l'Italia di venire nel nostro paese. Il principio fondamentale è che chi ha una goccia di sangue italiano è italiano, perché non seguire e sostenere questo principio? Perché non aiutare la gente a diventare italiana? Non capisco quale sia il problema che la nostra semenza si riunisca. Dante diceva "nati non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza". Qual è il problema nel far diventare italiano chiunque abbia una goccia di sangue italiano? La verità è che noi non riconosciamo più chi siamo, abbiamo paura a dire chi siamo, che cosa siamo e da dove veniamo. La dimostrazione di questa paura è questa sconfitta totale in cui abbiamo abbandonato chi siamo e cosa siamo nelle mani di chi non sa nemmeno leggere e scrivere. Il mio dolore è tremendo, e vedo sempre di più un accanirsi politico tra le parti che non mi piace, l'attacco di Travaglio all'onorevole Meloni in cui si richiama all'utilizzo dei partigiano contro i fascisti è dimostrazione di ciò. Non credo che Giorgia Meloni abbia partecipato alla Repubblica sociale, che ormai è un periodo passato, Fratelli d'Italia è un partito che fa parte del partito conservatore europeo, riconosciuto, ed è lo stesso partito a cui appartengo io. Eppure si accusa Giorgia Meloni di apologia di fascismo, quando è una delle poche che chiama e difende la costituzione nei suoi tratti fondamentali, e l'altro che richiama l'uso delle armi per silenziare un opponente politico è veramente un andare oltre i toni di chi non ha più argomenti. Non vedo una situazione simpatica, anche perché, come sempre, il governo vuole che ci sia caos nelle strade, il governo vuole che ci siano gli attentati, perché questo consente a un governo debole di rafforzarsi. Siamo veramente in una situazione difficile, preghiamo e speriamo che tutto vada bene.

Redazione
© Riproduzione riservata
15/05/2021 13:48:06

Maurizio Bragagni

Maurizio Bragagni - Maurizio Bragagni classe ‘75, sposato con 4 figlie, ha frequentato il Liceo Piero della Francesca a Sansepolcro per poi laurearsi in legge. Finiti gli studi entra nel mondo del lavoro all’interno della Tratos di Pieve Santo Stefano, iniziando una carriera ricca di grandi soddisfazioni e traguardi raggiunti. Attualmente oltre ad essere l’amministratore delegato Tratos Uk Ltd è Console Onorario della Repubblica di San Marino in Gran Bretagna, Vice Presidente della Camera di Commercio ed Industria di Londra, Governatore del Regent Group University and College of Uk e Membro del Management Strategy Board (MSB) International Electrotechnical Committee (IEC) a Ginevra. E’ fondatore della Fondazione Esharelife, una organizzazione di beneficenza creata per aiutare alcune delle aree più svantaggiate del mondo. Il Presidente della Repubblica Mattarella lo nomina nel 2018 Cavaliere della Repubblica. E’ un’ imprenditore, editorialista di temi politico ed economici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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