Opinionisti Francesco Del Teglia

Cercasi parroco

C’è una profonda crisi nelle vocazioni

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Qualche giorno fa mi sono occupato per il mio giornale del caso relativo alla sostituzione del parroco  di Santa Maria, una delle più popolose del Borgo. Caso che ha scosso le coscienze dei parrocchiani, scesi in trincea per difendere la permanenza del proprio parroco a dispetto delle volontà provenienti dall’Alto (inteso non come volta celeste ma come gerarchia ecclesiastica). Non sto in questa sede a formulare giudizi sull’iniziativa intrapresa dalle alte sfere della curia vescovile. Anche se ribadisco anche qui come riesce arduo comprendere perché al Borgo, da un po’ di tempo a questa parte, si assista al progressivo depauperamento delle risorse umane che hanno il compito di guidare le chiese: è successo a San Giuseppe Operaio, è successo al Sacro Cuore, ora è la volta di Santa Maria, domani chissà a chi tocca. Parlando con un caro amico ben dentro le faccende ecclesiastiche cittadine, è emersa una verità incontrovertibile anche in base ai numeri. “C’è una profonda crisi nelle vocazioni – mi diceva – e la realtà odierna è rappresentata da molti preti in là con l’età, in qualche caso malati, chiamati spesso a un superlavoro”. Crisi delle vocazioni dunque e mancanza di ricambio. In Occidente in primis, ma in ribasso anche in quei continenti tradizionali serbatoi di parroci e preti: Africa, Asia, America Latina. Sui motivi alla base di questa crisi se ne potrebbe parlare per giorni, dando come sempre alla fine la colpa ad una società moderna che ha stravolto soprattutto le abitudini e le aspirazioni dei giovani, tanto che sono diminuite drasticamente anche le iscrizioni a Teologia. Indossare l’abito sacro un tempo, specialmente in quelli più bui, era considerato un traguardo per tante famiglie che spingevano i propri figli quantomeno a prendere in considerazione l’ipotesi. Oggi non è più così, soprattutto in un Occidente sazio e teso al perseguimento di altri obiettivi, specialmente di stampo materiale. Probabilmente ci mette del suo anche la Chiesa, che non riesce più a far comprendere l’importanza delle vocazioni per le giovani generazioni o che non fa abbastanza per attirare. Io ci sono cresciuto in parrocchia e tornando con la memoria a quei tempi ricordo con piacere anni meravigliosi. Perchè vivere la parrocchia, al di là degli aspetti spirituali, era confrontarsi con la gente, farsi tanti amici, partecipare a molte attività, coltivare rapporti umani. Don Tersilio, don Derno, il superattivo e anche geniale padre Pier Maria hanno segnato la mia adolescenza e la mia gioventù negli anni intensi e spensierati del Sacro Cuore di un tempo, fra campeggi, sport, ritrovi all’oratorio, momenti di riflessione condivisi, amicizia. Di parrocchie e parroci in gamba c’è un gran bisogno. Oggi più che mai, soprattutto per i nostri ragazzi. Pensiamoci seriamente, prima che anche questo prezioso insegnamento del passato svanisca del tutto.

Redazione
© Riproduzione riservata
13/07/2018 09:25:41

Francesco Del Teglia

Giornalista pubblicista di lungo corso, è inviato fisso per Sansepolcro e la Valtiberina Toscana del quotidiano Corriere di Arezzo fin dalla sua nascita, nel 1985, ma vanta esperienze anche a livello televisivo e collaborazioni con periodici vari. Politica e sport i campi di particolare competenza professionale. È stato anche addetto stampa di vari enti.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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