Opinionisti Alessandro Ruzzi

La disarmante superficialità ed ignoranza dei media

Alcuni esempi per riflettere

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Nei media nazionali e locali albergano esempi di profonda ignoranza o, peggio, di servilismo nei confronti di linee editoriali o di cosiddetti poteri forti fra cui spiccano insezionisti e autorità.
Circa un mese fa tutti i principali mezzi di informazione nazionali hanno dato grande risalto a notizia proveniente dalla Sicilia riguardo la scoperta di "super loggia segreta" con l'arresto di numerosi notabili e politici della zona di Castelvetrano (patria di tale Matteo Messina Denaro, il mafioso più ricercato d'Italia). Ho prestato attenzione a questa notizia giungendo alla conclusione che tutto il fumo mediatico che qualcuno aveva sparso con tanta lena riconduceva in verità ad un gruppo di interesse elettorale che con la massoneria poco entrava. Infatti super loggia e segreta volevano scimmiottare episodi di cronaca (vera o o presunta tale) accaduti nel nostro paese a partire dal 1981. Di allora la scoperta delle liste di quella che, sì, era una loggia segreta (mi riferisco alla P2 di Licio Gelli) che si nascondeva all'interno della principale istituzione massonica italiana per poi proseguire con definizioni giornalistiche di loggia P3 (2010, intorno a Carboni Verdini, un'associazione per delinquere con segretezza di scopi per interessi privati che niente c'entrava colla massoneria) e poi P4 (2011, cardine Bisignani, totale insussistenza di qualunque accusa avessero contestato, figurarsi poi il legame massonico); seguono vari e reiterati tentativi qua e là di lanciare una P5 perchè fa notizia. Tutto il battage mediatico seguito agli arresti siciliani non ha avuto sviluppi nei giorni seguenti e viene da pensare che dietro tale lancio mediatico ci fosse l'interesse di qualcuno a fare bella figura a spese di altri, e di variegato gruppo di operatori dell'informazione che si sono prestati e costituiti a dare rilievo ad una non notizia e -per forza di cose, insieme- trascurare il lavoro di inchiesta proprio di giornalisti: esempio di sostituzione della velina alla figura del giornalista, come sotto il duce. Coperti e allineati.
Per il 2º esempio è bastato un nuovo caso di battello che -nel tratto del Mediterraneo appena fuori della Libia- aveva imbarcato una cinquantina di migranti: intorno alla destinazione di questo battello si è scatenata la solita guerriglia fra il ministro dell'interno italiano, che da mesi ripete (sua competenza?) che i porti sono chiusi a questo tipo di imbarcazioni, e la associazione tedesca armatrice del battello; molti mezzi di informazione descrivevano quali naufraghi gli africani imbarcati a bordo. Io non sono fan del ministro Salvini, non sono per niente sicuro che questo sia il modo giusto di affrontare la questione quando contemporaneamente i migranti che in qualche modo sbarcano in Italia finiscono per diventare manovalanza del caporalato, sfruttati nella raccolta di pomodori o arance e costretti a vivere in condizioni disumane dal sistema economico dove evidentemente qualcuno (in Italia) si arricchisce lucrando sulla loro condizione di migranti: ma quando la stampa utilizza il termine naufraghi nel caso in cui i migranti sono stati trasbordati da battello piccolo ad imbarcazione più grande non riporta correttamente la notizia. Infatti secondo la Treccani naufrago significa "per estens., chi, passeggero o membro dell’equipaggio, caduto in acqua da una nave, è oggetto di operazioni di ricerca e di soccorso": questi migranti non erano caduti in acqua, erano stati trasbordati. Per quale motivo chi dichiara di fare informazione fornisce indicazioni così inesatte? Per superficialità o per interesse, comunque sia offende la professione che dichiara professare e la memoria dei molti giornalisti che hanno perso la vita per verificare ed approfondire qualche notizia.
Perché non potevano mancare nell'elenco i media locali che danno spazio alle celebrità locali come alla casa del grande fratello fanno entrare i parenti dei personaggetti nazionali: perché siamo alla frutta se diventa importante (cioè da 1ª pagina) la visita che l'inviato di "Striscia la notizia" ha fatto a Jovanotti per consegnargli un tapiro. Visita a seguito della levata di scudi da parte del noto alpinista Messner nei confronti della location montana di un concerto del cantante cortonese: Messner ritiene contrario alla logica ed al benessere dei luoghi di montagna tramutarli in platea di un concerto. Infatti i media locali non hanno preso posizione sulla validità delle parole o delle scelte, si beavano semplicemente dell'evento mediatico che ha portato ulteriore pubblicità al performer. Non hanno neanche preso posizione sulla bislacca idea che Jovanotti offici (sic) alcune nozze (e qui siamo proprio de fori) in occasione dei suoi concerti. Su questa iniziativa sarebbero da farne di riflessioni. Non questa volta. E, per come conosco i media aretini, neanche la prossima: non disturbate il manovratore, magari ci regala un biglietto per un concerto.
Colpo di grazia quanto accaduto con l'incendio della chiesa parigina di Notre Dame: tutti i media hanno dedicato molto spazio alle 16 statue ospitate nella guglia e che erano state rimosse pochi giorni prima del disastro.
Tutti rimarcano come le 16 statue rappresentino i 12 apostoli ed i 4 evangelisti. Io ho fatto catechismo quasi cinquant'anni fa, e davvero gli apostoli erano 12 (come ricorda il Vangelo di Luca): "chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli". Uno dei 12 era quello che lo tradì, Giuda, e che si impiccò: ne rimanevano quindi 11, nel giorno di Pentecoste fu chiamato dalla panchina Mattia a ricostituire il numero integrale. Quindi parlare di 12 apostoli è incompleto perché non è chiaro quale sia la formazione tipo. Se inoltre si considera che 2 degli evangelisti erano anche apostoli, la scelta delle figure da riprodurre nelle 16 statue si complicava. Perché se gli apostoli che nel Vangelo vengono indicati come tali sono, a seconda delle situazioni, 11 o 12 o 13 (figurarsi che in seguito ne considerano uno o due extra), ma 2 di questi sono anche evangelisti, il totale delle figure da riprodurre varia fra 13 e 17, con probabili doppioni. Ora tutto questo può sembrare una questione di lana caprina, perdita di tempo, polemica gratuita, ma quando i mezzibusti televisivi mi spaccano i coglioni con queste 16 statue sarebbe bene mi dicessero anche chi sono: il bello è che io non ho trovato alcuna indicazione di quali personaggi vengano raffigurati in queste 16 statue. Quindi forse questione così marginale non è, è invece ulteriore prova della approssimazione con cui i media si appiccicano ad aspetti che neanche conoscono. Ignoranti al punto di non sapere che 2 evangelisti sono anche apostoli. Ignoranti al punto di ripetere a pappagallo notizie (e chiamarle notizie è esagerare) solo per riempire il tempo o gli spazi di trasmissione.

In attesa che qualcuno magari fra i lettori sappia sciogliere gli interrogativi che trovano posto in questa dissertazione, invito le persone che ancora hanno un po' di sale in zucca a pigliare per il culo membri di questa categoria senza pietà. Quelli bravi sono morti. Come gli apostoli e gli evangelisti. Buona Pasqua (e queste son l'ova)!

Redazione
© Riproduzione riservata
18/04/2019 11:47:25

Alessandro Ruzzi

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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