Opinionisti Valter Rossi

L’economia a San Piero in Bagno negli anni sessanta

La cronistoria della fabbrica parte da Fusignano

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Nel 1966 chiudevo gli studi liceali e stavo per lasciare l’illusione di un amore con alcune ragazze che lavoravano nella fabbrica di scarpe a San Piero in Bagno (l’M.B.R.). Allora, come ho ritrovato nei miei appunti, nell’economia di Bagno di Romagna era la più grossa industria del comune montano. La cronistoria della fabbrica parte da Fusignano in provincia di Ravenna dove l’MBR aveva preso vita dalla fusione di piccole industrie calzaturiere: l’IDRA e l’MB. Nacque la decisione di trasferire gli impianti a San Piero in Bagno dettata da diverse ragioni. La prima era l’altissimo numero di fabbriche presenti con la conseguente penuria di manodopera. In quel luogo fu affidata la costruzione dei capannoni ad un’impresa locale su un terreno ottenuto per intercessione della Amministrazione comunale. Questo portò ad un rinnovo parziale del macchinario. Il periodo di ambientamento fu rappresentato dalla produzione di scarpe estive. Però ben presto si erano manifestati inconvenienti di  carattere tecnico, in gran parte dovuti alla inesperienza della manodopera per cui la direzione ritenne di indirizzare i suoi sforzi in altra direzione. Il successo infatti era arrivato nel 1966, che era arrivato a premiare la costanza e la volontà dei dirigenti che riuscirono ad esportare sul mercato europeo il 70% circa dell’intero prodotto che aveva incontrato i favori della vasta clientela. I vantaggi economici però erano esigui per la forte concorrenza. La direzione era orgogliosa per i vantaggi che erano derivati al paese. Da una primitiva assunzione di 10 opera, gli articoli proposti avevano incontrato il favore del mercato e questo portò alla costruzione di un uovo capannone. Nel 1966 infatti erano impegnati 140 operai fra uomini e donne, 5 capi reparto, 7 impiegati e 3 dirigenti. Questo significa la erogazione mensile di circa 10 milioni delle vecchie lire di stipendi, senza contare le attività collaterali. Il testo della storia è fatto anche di lutti per la fabbrica, iniziando da montanari primo dirigente morto in incidente d’auto.

 

Valter Rossi

Valter Rossi
© Riproduzione riservata
28/06/2019 14:25:27

Valter Rossi

Romagnolo doc, ex insegnante al liceo scientifico Augusto Righi di Cesena, nato a Bagno di Romagna e laureato in lettere moderne all’Università di Firenze e in sociologia ad Urbino. Nel 1982 ha usufruito di una borsa di studio dell’Unione Europea, sulla Geografia Economica svoltosi a Berlino in Germania. In collaborazione con l’ANED ha curato la testimonianza sul passaggio del fronte in Romagna e sulla vita dei militari nei campi di concentramento. Assessore dal 1980 al 1985 a Urbanistica e Cultura del Comune di Bagno di Romagna e vice Presidente delle ex Comunità Montana Cesenate. Autore di diversi libri, ha pubblicato: La Memoria e la Speranza, Generazione Superstite, Donne Schizzate e storia di San Silvestro in Fontechiusi. La sua ultima opera: Taccuini di Viaggio.. redazione@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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