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Finalmente Sansepolcro dimostra di avere un cuore ricordando Bruno Nespoli

Una lapide a ricordo delle sfortunato calciatore sarà posizionata allo stadio Buitoni

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L’idea di onorare la memoria di Bruno Nespoli, il portiere di calcio originario di Sansepolcro e morto a soli 22 anni per le conseguenze di uno scontro di gioco durante una partita allo stadio di Olbia, era da molto tempo nella mente dell’agenzia Saturno Comunicazione, che allo sfortunato atleta biturgense ha dedicato uno speciale nel numero di febbraio 2015 del periodico “L’eco del Tevere”, all’interno della rubrica “Personaggi da non dimenticare”. La redazione dell’agenzia e l’editore avevano provato già in passato a portare avanti il progetto ma non si erano verificate le “sensibilità” giuste. Grazie alll’attuale amministrazione comunale – in particolare del consigliere delegato allo sport, Lorenzo Moretti – e alla disponibilità di Franco Nespoli, unico fratello di Bruno rimasto in vita, l’obiettivo andrà in porto e l’occasione giusta è arrivata con l’inaugurazione degli interventi di ristrutturazione dello stadio comunale Buitoni, che domenica 16 settembre – peraltro nell’ambito della tre giorni di “Borgo Sport” – precederà il calcio d’inizio della partita fra Vivi Altotevere Sansepolcro e Pievese per il campionato umbro di Eccellenza. Alle 14.30, nel settore della tribuna stampa, verrà scoperta la lapide che ricorda Bruno Nespoli, riportante le stesse toccanti parole di quella a suo tempo posizionata allo stadio comunale di Olbia, a lui intitolato come un altro campo di calcio che si trova ad Arezzo. Non solo: una seconda lapide, identica a quella che d’ora in poi rimarrà al Buitoni, sostituirà la precedente nell’impianto calcistico della città sarda. Bruno Nespoli era un promettente portiere che aveva iniziato a giocare nel Sansepolcro, poi era passato alla Castiglionese e all’Arezzo, che lo fece esordire da titolare in Serie C; l’obbligo della leva militare lo condusse a Olbia, dove per questo motivo giocava sotto falso nome nella locale squadra, che militava in Serie D. Era riuscito a farsi benvolere anche in Sardegna, dove il suo ricordo è tuttora un mito; la tragedia era però in agguato e si è consumata il 24 gennaio 1960, quando a Olbia era di scena la Carrarese: un duro contrasto di gioco con un attaccante della formazione apuana gli è costato la frattura della base cranica con commozione cerebrale. Portato in ospedale, morirà dopo 12 ore di agonia, alle 3 di notte del 25 gennaio. A Sansepolcro, la tragedia di Bruno Nespoli è rimasta nella memoria collettiva, ma mai era stata indetta un’iniziativa oppure realizzato un qualche cosa che anche simbolicamente lo ricordasse. Seppure a distanza di molti anni, la sua città gli conferisce il doveroso tributo e d’ora poi verrà organizzato anche un triangolare fra le tre squadre in cui ha giocato: Olbia, Arezzo e Sansepolcro. Resta da capire perché fino a questo momento nessuno aveva pensato di fare qualcosa per ricordare questo ragazzo morto tragicamente nel fiore dei suoi anni, dato che a Sansepolcro di riconoscimenti inutili ne sono stati consegnati molti...probabilmente non aveva santi in Paradiso!

Redazione
© Riproduzione riservata
13/09/2018 18:12:11


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