Motori Auto

Lamborghini Islero, la coupé “trascurata” compie mezzo secolo

discendente del progetto 350 GT, uscì lo stesso anni della rivoluzionaria Miura

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Ogni Casa automobilistica ha le sue auto meno famose. I motivi sono i più diversi come il tempismo sbagliato o l’offuscamento da parte di altri modelli, ma a volte questa fama minore non ha senso di esistere. Lamborghini Islero è un esempio lampante di questa teoria. Prodotta solo per tre anni - 1968, 1969 e 1970 - era di fatto una evoluzione della 400GT - a sua volta derivata dalla 350 GT che è stata la prima Lamborghini della storia - rispetto a cui la differenza più marcata sono i fari a scomparsa.

Il design, tuttavia, era globalmente molto sobrio e classico, al contrario di quello della Miura che nello stesso periodo ha riscritto le regole del nascente segmento delle supercar. Forse proprio la presenza della berlinetta a motore centrale trasversale ha oscurato la stella della Islero, che però oggi, a cinquant’anni di distanza, brilla ancora di luce propria.

In tutto ne sono state costruite solo 225 e oggi le quotazioni per un esemplare in buone condizioni superano di slancio il mezzo milione di euro. Le Islero non sono state disegnate dalla Carrozzeria Touring, come era usanza per le Lamborghini di quell’epoca. Il motivo è semplice, l’azienda milanese era fallita nel 1996 e così il vulcanico Ferruccio si rivolge al designer Mario Marazzidel’omonima Carrozzeria, già famoso per avere realizzato i diciotto esemplari della leggendaria Alfa Romeo 33 Stradale. Il nome Islero, invece, è preso da quello del toro che uccise il famoso matador Manuel Rodriquez nel 1947.

Sotto lungo cofano anteriore c’è il classico V12 di Sant’Agata Bolognese, un 4 litri alimentato da sei carburatori Weber capace di 320 o 350 CV a seconda delle versioni. Il cambio manuale a cinque marce, la trazione posteriore, le sospensioni indipendenti e i quattro freni a disco idraulici, completano una scheda tecnica che per l’epoca era di primissimo ordine, come del resto le prestazioni, che potevano essere eguagliate solo da poche altre sportive, di cui la maggior parte provenienti dalla stessa regione.

Velocità di 250-260 km/h erano appannaggio di pochissime auto, molte delle quali richiedevano una certa scomodità per raggiungerle. La Islero, invece, avevaquattro posti comodi e un allestimento di grande lusso, con pellami e legni pregiati, senza contare optional di pregio come l’aria condizionata.

Notizia e Foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
19/12/2018 09:31:04


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