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Gelli e strage di Bologna. Arezzo faccia i conti con i fantasmi della sua storia

Gelli non è stato e non potrà essere inserito nella Sala dei Grandi

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Arezzo deve fare i conti con i fantasmi del suo passato. E' materia difficile perché gli anni sono ancora quelli della cronaca e non ancora della storia ma alcuni punti fermi devono essere messi. Il primo: Arezzo è stata un città non di secondo piano nella strategia eversiva fascista degli anni settanta. Un episodio ma non il solo: Italicus, 1974. Il secondo: è complesso tornare ad accusare chi non può più difendersi ma il nome di Licio Gelli continua a ripresentarsi in maniera sistematica in molte inchieste sull'eversione nera e sui servizi deviati degli anni settanta e ottanta. Si torna quindi a parlare della P2. E, purtroppo dopo un tempo infinito ed eccessivo, si accendono nuovi riflettori sulla verità relativa alla strage di Bologna.

Il lavoro della Commissione d'inchiesta sulla P2 è stato sottovalutato e qualcuno ha anche pensato che tutto fosse ormai moralmente e politicamente archiviato, arrivando a definire Licio Gelli "un illustre cittadino". Non sappiamo se con Ghinelli parliamo della stessa persona ma certamente non parliamo della stessa città: Gelli non è stato e non potrà, stando alle carte, essere inserito nella Sala dei Grandi del palazzo di fronte al quale siede e lavora il Sindaco Ghinelli. Arezzo non lo merita. Pensiamo che l'idea di Arezzo capitale della cultura mal si coniughi alla valorizzazione dell'"illustre cittadino" Gelli. Forse il Sindaco Ghinelli potrebbe ammettere il suo errore in quella valutazione e riflettere che le parole sono pietre. Talvolta strane: possono tornare indietro e colpire chi le ha lanciate.

La città potrebbe continuare a coltivare la giusta memoria degli indescrivibili drammi della metà del Novecento ma potrebbe anche tentare di aprire una pagina sulla storia politica locale e nazionale dagli anni sessanta agli anni ottanta. Una pagina dove, in maniera inquietante, si ritrovano Licio Gelli, Ordine Nuovo, Ordine nero, Avanguardia nazionale. E dove sono scritti, e per la loro la memoria è molto debole, le persone che sono morte per le stragi neofasciste.

Francesco Ruscelli e Alessandro Caneschi, Segretari provinciale e comunale Pd Arezzo

Redazione
© Riproduzione riservata
13/02/2020 10:25:27


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