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Arrestato a Hong Kong il magnate Jimmy Lai

Pechino lo accusa di aver violato la nuova legge sulla sicurezza

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Il tycoon Jimmy Lai, tra le figure di maggior rilievo del fronte democratico di Hong Kong, è stato arrestato questa mattina con il sospetto di violazione della nuova legge sulla sicurezza nazionale. La polizia ha riferito sulla sua pagina Facebook di aver eseguito in tutto 7 arresti, a carico di persone di età compresa tra i 39 e i 72 anni, in base all'accusa «di collusione con forze straniere e cospirazione per commettere frodi», parte di un'operazione su larga scala. Lai è a capo di un impero dell'editoria sotto la holding Next Digital. 

L'editore di orientamento pro-democratico Jimmy Lai Chee-ying, è stato fermato per sospetta "collusione con forze straniere", uno dei reati punibili con pene fino all'ergastolo dalla nuova legge entrata in vigore il 30 giugno scorso.

Jimmy Lai, 72 anni, è da tempo nel mirino di Pechino. Nei mesi scorsi i giornali di regime cinesi lo hanno più volte inserito tra gli attivisti della “Banda dei Quattro” di Hong Kong, una riproposizione dei quattro politici “nemici del popolo” condannati dalla Cina dopo la morte di Mao. Nato in Cina continentale, arrivato da piccolo nella colonia inglese, negli anni ’80, Lai ha fondato un’ azienda di abbigliamento, Giordano, accumulando una considerevole fortuna, in parte reinvestita nella startup Apple Daily, graffiante tabloid con edizioni a Hong Kong e Taiwan.

L’anno scorso Lai si è, come sempre dopo il 1989, schierato con le proteste per la democrazia, scendendo regolarmente in strada durante le marce. A febbraio era già stato arrestato con altre figure simbolo del campo democratico per partecipazione ad assemblea non autorizzata. A ridosso dell’entrata in vigore della nuova legge aveva rilasciato un’intervista a Reuters in cui diceva di sentirsi un bersaglio, ma esprimeva la volontà di restare in città. Aveva anche aperto un profilo Twitter. Il quotidiano di regime Global Times ha definito i suoi cinguettii “prove di sovversione”. 

Lai è la figura più di alto profilo arrestata alla luce della nuova legge, che tra le altre cose non prevede la libertà su cauzione. Finora erano state una quindicina le persone fermate, tra cui alcuni giovani durante un’assemblea non autorizzata, per aver esposto dei cartelli che inneggiavano alla “libertà”, e un gruppo di studenti di un movimento pro-indipendenza, tra i 16 e i 21 anni. 

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
10/08/2020 14:20:18


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