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“Incrementare le risorse finanziarie a fini solidali per l’emergenza da Covid-19”

Mozione dei consiglieri Arcaleni e Bucci a Città di Castello

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I consiglieri di Castello Cambia Emanuela Arcaleni e Vincenzo Bucci hanno presentato una mozione con la quale chiedono al consiglio comunale di impegnare la giunta ad adottare interventi di incremento delle risorse finanziarie a fini solidali per l’emergenza da Covid19. I rappresentanti della minoranza ritengono necessario che l’esecutivo municipale si attivi nei confronti del Governo “affinché stanzi ulteriori risorse da destinare agli aiuti sociali e di lotta alla povertà”. La giunta dovrebbe, inoltre “stanziare ulteriori risorse nel bilancio, ricavandole da risparmi e dai proventi che le società partecipate sono tenute a versare annualmente all’ente comunale, con particolare riferimento a quelli  di Farmacie Tifernati, nel rispetto dei fini sociali della società e delle modifiche statutarie e relativo contratto di servizio, rinnovato con deliberazione del consiglio comunale 111 del 19 dicembre 2019, che riporta un progressivo miglioramento dell’andamento finanziario e degli utili e che affida al Comune la competenza  di utilizzarli e distribuirli”; “utilizzare le eventuali risorse presenti nel conto corrente del Comune, frutto di donazioni solidali per l’emergenza Covid, per sopperire ai bisogni delle famiglie in difficoltà”; “istituire un canale privilegiato di raccolta fondi attraverso l’istituzione di un conto corrente dedicato su cui far confluire le donazioni con specifica causale ‘Sostegno famiglie Covid 19’”; “informare e sensibilizzare la popolazione, anche tramite adeguata campagna mediatica, affinché le associazioni, il mondo bancario, finanziario e altri soggetti giuridici o privati cittadini siano consapevoli della possibilità di effettuare donazioni solidali sul conto corrente dedicato al ‘Sostegno famiglie Covid 19’”. Con la mozione, Arcaleni e Bucci chiedono infine che “dette risorse vengano utilizzate prontamente per erogare aiuti gestiti dal settore Servizi Sociali del Comune, sotto forma di buoni spesa, pagamento bollette e contributi affitto, emettendo un bando necessario a stilare una graduatoria degli aventi diritto, per evitare ogni speculazione e/o forme di assistenzialismo indiscriminato”. Nel far riferimento allo Statuto Comunale che pone come compito primario dell’ente la tutela delle fasce più svantaggiate della popolazione, i consiglieri di Castello Cambia evidenziano “la straordinaria necessità ed urgenza di contenere gli effetti negativi che l’emergenza epidemiologica COVID-19 sta producendo su una larga fascia della popolazione residente a seguito della perdita o riduzione di lavoro e conseguente contrazione del reddito di famiglie e soggetti deboli”. In questo contesto, Arcaleni e Bucci ricordano che “al Comune di Città di Castello sono pervenuti aiuti economici, distribuiti sotto forma di buoni spesa a 790 soggetti su un totale di 974 domande prese in carico, con una media di 350 euro ad erogazione”, ma sottolineano che “tale distribuzione avvenuta una tantum ad aprile, pur avendo tamponato l’emergenza alimentare immediata, non può aver affrontato e risolto le necessità di sopravvivenza continuative nei mesi successivi”. “Le richieste di aiuto hanno fatto emergere situazioni di necessità non prima censite e da tale erogazione sono rimasti fuori centinaia  di soggetti, ai quali nessun buono è stato erogato per carenza di fondi, malgrado abbiano presentato regolare dichiarazione attestante il loro stato di bisogno, ritenuta valida dai competenti uffici comunali”, osservano gli esponenti della minoranza, che rimarcano come “le necessità delle famiglie non sono esclusivamente alimentari, ma, a causa della attuale perdita o della grave precarizzazione del lavoro, risultano sempre più connesse anche all’impossibilità di pagare bollette e affitti”. “Lo stesso protocollo di intesa tra ente comunale, Caritas Diocesana e Croce Rossa Italiana per affrontare le esigenze alimentari delle famiglie in difficoltà, iniziativa valida e utile, è comunque non direttamente finanziato con ulteriori stanziamenti e da tale impostazione restano fuori dunque tutte le ulteriori esigenze di sostegno economico relative al pagamento di bollette e affitti, che in molti casi appaiono impellenti, pena lo sfratto o la sospensione delle erogazioni”, rilevano Arcaleni e Bucci, che ricordano i “molteplici ed encomiabili atti di solidarietà da parte della comunità tifernate, associazioni e privati cittadini che hanno devoluto somme e presidi sanitari di protezione e aiuto all’ospedale tifernate”, ma richiamano l’attenzione sul fatto che “la crisi economica persiste e, anzi, è destinata ad aumentare i bisogni delle famiglie già in difficoltà e ad aumentarne il numero”.

Redazione
© Riproduzione riservata
13/08/2020 19:17:10


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