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Senato, via libera alla fiducia al governo Draghi con 262 sì, 40 no e 2 astenuti

Il capo del governo: "Sul Recovery Fund il Parlamento sarà sempre informato"

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Solo due eccezioni: il no di Fratelli d’Italia e il tormento interno ai 5Stelle. Per il resto, la fiducia al governo guidato da Mario Draghi porta a casa solo consensi. L’asticella si ferma a 262, Fratelli d’Italia ovviamente dice no mentre le defezioni tra le file dei 5Stelle sono state 22, quindici hanno votato contro, otto non hanno preso parte al voto. E così, alla prima volta Mario Draghi porta a casa un’amplissima maggioranza (Presenti 305, votanti 304, Maggioranza 152. Favorevoli 262 sì, contrari 40, astenuti 2).

Insomma, dopo quattordici ore di Aula il dado è tratto. E per Mario Draghi resta solo l’ultimo passaggio alla Camera, poi il governo inizierà a navigare ripartendo dai punti che lo stesso premier ha enunciato ai senatori. A cominciare dall’ «importanza del Parlamento», dalla sua centralità. Non a caso, ha spiegato, che il Parlamento, «sarà adeguatamente informato sul Recovery plan». Come dire: il tema dei temi sul fronte della ripartenza. Una ripartenza che l’ex numero uno della Bce ha riaffermato anche nella sua replica alla fiducia. Dopo un problema tecnico con il microfono, e quel «...scusate devo ancora imparare». 

La replica a Palazzo Madama

Anche nel pomeriggio Mario Draghi riparte dall’ambiente. Tema, sul quale anche stamattina si era intrattenuto a lungo citando Papa Francesco, per chiarire che «questo governo conferma l'impegno di andare nella direzione dell'inserimento in Costituzione dei concetti di ambiente e sviluppo sostenibile sui cui sta lavorando il Senato con un progetto di legge». Quindi, il passaggio sulla legalità. Un tema che Mario Draghi non dimentica e anzi spiega che «senza legalità e sicurezza è molto difficile crescere». E’ l’occasione per ritornare sul tema della cultura e del turismo, sull’importanza che in questo settore universalmente viene riconosciuta al nostro Paese. Da qui spiega che «bisogna impedire che le imprese falliscono» e, sostenere il turismo «non vuol dire buttar via quei soldi, perché poi i soldi ritornano».

Immigrazione

Altro tema l’immigrazione. «La risposta più efficace – afferma Draghi nella replica – e duratura passa per una piena assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni europee». Ma in questo senso, ha osservato, «permane la contrapposizione tra Stati di frontiera esterna, e Stati del Nord e dell'Est Europa, principalmente preoccupati di evitare i cosiddetti movimenti secondari. L'Italia, appoggiata anche da alcuni Paesi mediterranei, propone come concreta misura di soliderietà un meccanismo obbligatorio di redistribuzione dei migranti pro-quota». Infine chiude la sua breve replica (parlando a tratti anche a braccio) ringraziando per la «stima che mi è stata tributata», ma «andrà validata dai fatti».

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
18/02/2021 05:01:18


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