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M5s, Conte: “Non sono disposto a fare da prestanome a un leader nell’ombra”

«Grillo decida se essere un genitore generoso o un padre padrone»

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Una conferenza stampa attesissima, quella di Giuseppe Conte, per il futuro suo e quello della galassia pentastellata. «La mia azione politica è sempre stata improntata alla trasparenza» ha iniziato l'ex premier. E proprio in nome della chiarezza e della trasparenza ha snocciolato dichiarazioni e considerazioni sul suo ruolo all'interno del Movimento, e soprattutto sui rapporti con Beppe Grillo. Per poi chiudere con la sintesi che vale la pena di riportare fin da subito. «Non farò da prestanome a un leader ombra, Grillo deve decidere se essere un padre generoso o un padre padrone». 

Ma andiamo con ordine. L’ex premier ha riassunto il suo personale iter politico all’interno del Movimento, a partire dall’invito di Beppe Grillo a Roma per discutere del suo ingresso come leader del M5s. «Io ci sono e ci sarò», ha detto Conte, riconoscendo che il Movimento sta vivendo momenti difficili. «Sulla base del mandato ho iniziato a lavorare per una sfida complessa e stimolante. In questi 4 mesi ho studiato tanto, il mio e gli altri partiti, ho fatto tantissimi incontri, ho ascoltato sindaci e gente comune». La casella postale dell’ex premier si è riempita di suggerimenti e messaggi di apprezzamenti. Su tutti uno: «Aprire una fase di rinnovamento». 

«Con Beppe Grillo», ha proseguito Conte, «sono poi emerse diversità di vedute su punti fondamentali. Credo non abbia senso imbiancare una casa che ha bisogno di una profonda ristrutturazione. Per Beppe sembra andare bene tutto come è, salvo alcuni aggiustamenti. Per me no. Occorre guardare avanti e cambiare. Noi per primi, se vogliamo guardare al futuro e a un progetto per il 2050. Non posso prestarmi a una operazione politica che teme questa svolta. La mia franchezza non è arroganza, è per il bene del Movimento».

«Oggi rischiamo di entrare in una fase di declino se non riusciamo a dare vita a un attivismo che consenta a iscritti e cittadini di elaborare progetti utili»,ha aggiunto l’ex premier nella conferenza stampa. «Non riesco a impegnarmi in un progetto in cui non credo, e non posso decidere con il cuore se la testa mi suggerisce che il percorso che stiamo facendo è sbagliato. Abbiamo davanti un periodo in cui portare a termine la transizione ecologica e digitale, una riforma fiscale seria e complessiva e molti altri obiettivi: per fare tutto questo abbiamo bisogno di un campo largo» ha proseguito l’ex premier. «L’intera comunità dei 5Stelle deve assumersi le sue responsabilità. Io l’ho fatto. Ho anche previsto l’introduzione di nuovi organi, ho previsto una Carta dei principi e dei valori che andrà condivisa».

Poi l’accenno e, come detto,l’affondo su Grillo: «Ha accolto molti miei suggerimenti, ma il rischio è quello di una confusione di ruoli e funzioni. A Beppe dico che non ne ho mai fatto una questione personale. Sa bene che ho avuto e avrò sempre rispetto per lui, ne riconosco il carisma. Ora spetta a lui decidere se essere un genitore generoso che lascia crescere la sua creatura in autonomia o un genitore padrone che ne limita l’azione. Sarà sempre il garante del Movimento, ma una forza politica che ambisce a guidare un paese non può affidarsi a una leadership politica dimezzata. Su questo non possono esserci mediazioni». 

Conte ha poi sintetizzato il tutto: «Non farò da prestanome, il Movimento ha bisogno di forza e coerenza per riunire le sue anime e coltivare un dialogo chiaro con i gruppi territoriali. E il leader politico deve avere anche poteri relativi alla comunicazione. Queste sono le premesse necessarie per portare avanti una organizzazione complessa, una attività molto faticosa per cui non basta una telefonata. Da questa organizzazione deve uscire una linea politica coerente». 

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
28/06/2021 19:40:06


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