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Patto Draghi, Letta e Conte rilanciano: “La priorità è il salario minimo”

Il segretario del Pd: «Bene il premier, i primi a lanciare l’idea fummo noi»

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Nessuno dice di no al patto per cambiare l'Italia proposto ieri da Mario Draghi, ma ognuno aggiunge un dettaglio e «non si devono tener fuori i partiti». In questo quadro irrompe un dibattito: il salario minimo. Sul palco di Futura, la tre giorni della Cgil a Bologna, il segretario Maurizio Landini, che lunedì insieme a Cisl e Uil sarà a palazzo Chigi introduce il concetto di «pandemia dei salari»: «Più che patto preferisco chiamarlo "progetto", per me va benissimo trovare soluzioni condivise, ma preferisco capire quali sono gli argomenti. Ieri il premier ha parlato di prospettiva economica condivisa e questa è una cosa rilevante». Al teatro Duse c'è anche Enrico Letta e, collegato da Roma, Giuseppe Conte, i due quasi alleati trovano una sintonia sul salario minimo, gli accenti sono diversi, ma la sostanza non cambia. Secondo il segretario del Pd, «è tempo di introdurre il dibattito sul salario minimo, è un tema europeo come la garanzia di piena occupabilità. Unire i diritti civili delle persone e il lavoro come emancipazione, il lavoro buono. Sono convinto fermamente che in Italia siamo indietro da tutti e due i punti di vista e continuerò a battermi per tenere insieme questo percorso e perché in Parlamento si vada avanti su alcune materie». 

Il patto sociale proposto ieri dal premier Mario Draghi «deve avere un luogo di discussione, la discussione ad esempio sull'attuazione del Pnrr deve avvenire con una cabina di regia dove ci siano rappresentanti delle parti sociali», ha detto Letta. «Landini ha detto cose importanti rispetto a quello che è accaduto ieri» e la sua sostanziale apertura «è importante». «Con Landini - spiega Letta - ci siamo visti e parlati da mesi, rivendico che il patto per la crescita è un'idea del Pd e ne abbiamo parlato con sindacati e parti sociali».

Il leader dei Cinque stelle indica le sue priorita da inserire nel patto lanciato da Draghi: «Sicurezza del lavoro, da cui non si può prescindere. E salario minimo, una battaglia di cui siamo convinti, perché il cosiddetto lavoro povero non favorisce una buona allocazione nel mercato del lavoro e la qualità di vita senza la quale non possiamo contrastare il calo demografico. Io credo che ci siano le condizioni, questo non significa emarginare la contrattazione collettiva, ma dobbiamo metterci intorno a un tavolo, afferrare questa battaglia». Conte ha anche chiesto qualcosa a Draghi: «Un patto per ridare forza e equilibrio al lavoro e imprese è importantissimo ma non ha senso tenere fuori i partiti e le forze politiche. Poi i partiti devono dare un contributo responsabile. Sarebbe una follia escludere le forze politiche».

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
25/09/2021 05:34:10


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