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Vino Nobile di Montepulciano in salute: crescono produzione e mercato interno

Le aziende del territorio crescono, offrendo un importante contributo sul fronte dell’occupazione

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Il Vino Nobile di Montepulciano è una denominazione piccola ma con una grande storia. E sempre più in salute grazie alla crescita della produzione e alle affermazioni sul mercato domestico. Nel corso dell’Anteprima 2024, il Consorzio del Vino Nobile ha diffuso i dati che rappresentano questo sviluppo. Nel 1994 la denominazione ha prodotto 3,4 milioni di bottiglie di Vino Nobile e 156.400 di Rosso di Montepulciano e il Consorzio aveva 44 soci. Oggi, a trent’anni di distanza, siamo a 6,9 milioni per il Vino Nobile (+98,8%) e 2,6 milioni per il Rosso di Montepulciano (+1562%). Quasi raddoppia il numero di produttori: oggi il Consorzio ne conta 81.

Crescono le aziende

Le aziende del territorio crescono, offrendo un importante contributo sul fronte dell’occupazione. Le più grandi arrivano a contare tra i 60 e gli 80 dipendenti, mentre la dimensione media è di 15 dipendenti, contro poco meno di 6 dell’inizio dell’attività. Una crescita dovuta anche agli investimenti fatti dal momento della fondazione: il 40,9% delle aziende del Vino Nobile di Montepulciano ha investito in trent’anni più di 5 milioni di euro, il 50% meno di 5 milioni di euro. L’86,4% di questi investimenti sono stati indirizzati verso il miglioramento della sostenibilità dell’azienda, il 68,2% in innovazione, il 72,7% alla pari tra accoglienza e promozione.

Proprio il fronte della promozione, indispensabile per garantire nuove opportunità di mercato, conosce una crescita importante. Trent’anni fa il 18,2% partecipava a una media di 4 eventi all’anno, sia Italia che estero, il 13,6% a tre eventi, il 9,1% a due, tutti gli altri ad un evento, molti all’Anteprima e al Vinitaly. Oggi c’è chi arriva addirittura a partecipare a 30 eventi all’anno, con una media che arriva a 7 partecipazioni contro le 2 degli inizi.

Il valore della tradizione

Nella coscienza dei produttori il Vino Nobile di Montepulciano resta un prodotto ancorato alla“ tradizione”: il 72,7% delle aziende sceglie infatti questo termine per definire il proprio vino. A seguire, il termine “territorio”, indicato dal 63,6% delle aziende, e “sostenibilità” (18,2%). Tutti guardano al futuro con ottimismo: per il

95,5% dei produttori infatti, la denominazione continuerà a crescere. E la crescita sarà prevalentemente in riconoscibilità e valore: entrambe le voci si attestano al 54,5%, seguite da una crescita del mercato (50%) e del brand (45,5%).

La cifra significativa

Oggi la cifra che quantifica il Vino Nobile di Montepulciano tra valori patrimoniali, fatturato e produzione è pari a un miliardo di euro, con un valore medio annuo della produzione vitivinicola che ammonta a circa 65 milioni di euro. In più, circa il 70% dell’economia locale è indotto diretto del vino. Una cifra importante per un territorio nel quale su 16.500 ettari di superficie comunale, circa 2 mila ettari sono vitati. In pratica, il 16% circa del paesaggio comunale è caratterizzato dalla vite. Di questi 1.102 sono gli ettari iscritti a Vino Nobile di Montepulciano Docg, mentre 214 gli ettari iscritti a Rosso di Montepulciano Doc. A coltivare questi vigneti oltre 250 viticoltori (sono circa 90 gli imbottigliatori in tutto dei quali 81 associati al Consorzio dei produttori). Circa mille i dipendenti fissi impiegati dal settore vino a Montepulciano, ai quali se ne aggiungono altrettanti stagionali. Nel 2023, in linea con i numeri degli ultimi anni, sono state immesse nel mercato 6,9 milioni di bottiglie di Vino Nobile e 2,6 milioni di Rosso di Montepulciano.

I mercati

Buone notizie anche sul fronte dei mercati. Il 2023 ha visto una ulteriore crescita in valore per il mercato del Vino Nobile di Montepulciano. Dall’anno della pandemia è in continuo sviluppo il mercato interno che cresce nei numeri. Lo scorso anno, l’export in flessione ha toccato il 66% (negli anni passati si era arrivati al 78%), mentre il restante 34% viene commercializzato in Italia. Interessante notare la tendenza di crescita degli ultimi anni per la vendita diretta in azienda che nel 2023 ha ormai superato il 30% delle vendite complessive. Ciò significa che la dimensione enoturistica costituisce un asset assai rilevante per l’affermazione della denominazione. Con riguardo al mercato nazionale, le principali vendite si concentrano nel centro Italia (61%) e in particolare in Toscana per il 42%. Al nord viene venduto il 33% e al Sud il 6,30%. Per quanto riguarda l’estero si assiste a una torta divisa a metà tra Europa e paesi extra Ue. In America (tra Nord e Sud) va il 35% dell’export, in Europa (esclusa Italia) il 29,2%. La Germania continua ad essere il primo mercato del Nobile con il 38% della quota esportazioni. In crescita continua, anche rispetto al 2022, è quello degli Stati Uniti arrivando a rappresentare il 27,5% dell’export del Vino Nobile di Montepulciano. Successo anche per i mercati asiatici, balcanici ed extra Ue con oltre il 3% delle esportazioni. Continua il trend di crescita del Canada che da solo vale circa il 5% delle esportazioni. Un dato davvero significativo è la fetta di mercato del Vino Nobile di Montepulciano a marchio bio che nel panorama italiano vale il 44,7% delle vendite, mentre a livello internazionale rappresenta oltre il 70%.

La valutazione dell'annata

L’Anteprima di febbraio è stata anche l’occasione per valutare l’annata. La prima novità è che, dopo le le 4,5 stelle assegnate alla 2021, il Consorzio ha l’obiettivo di abbandonare definitivamente la valutazione in “stelle”, per passare a quella con punteggio in centesimi per venire incontro all’approccio internazionale più diffuso. A ciò si aggiunge la scelta di non valutare l’annata, ma la vendemmia appena entrata in commercio, privilegiando, così, più la prontezza del vino che l’evoluzione che si esprimerà in futuro. Secondo Andrea Lonardi, uno dei tre Master of Wine italiani, la Vendemmia 2021 si presenta più “più ricca, forte e strutturata” rispetto alle ultime ma “meno elegante della 2016”. La 2023 si presenta, invece, come una vendemmia più “elegante e leggera”. Del resto, secondo Lonardi, l’annata va giudicata rispetto al suo modello piuttosto che sulla base delle annate precedenti. Tra le varie ragioni c’è che il clima è cambiato e per la produzione dei vini questa sarà una sfida decisiva in futuro. Lonardi ricorda l’aumento di ondate di caldo, le minori piogge ma più concentrate in periodi non rilevanti per la viticultura, le gelate primaverili. Un campanello d’allarme che, grazie alla posizione geografica e alle caratteristiche del territorio, il Vino Nobile può affrontare da una posizione privilegiata “subendo meno di altri l’effetto del cambiamento climatico; una carta che va giocata con attenzione”, conclude Lonardi.

L’Anteprima Vino Nobile 2024 si è focalizzato sui Nobile 2021 e le Riserva 2020. Il millesimo 2021 è stato caratterizzato da un andamento climatico segnato da episodi decisamente straordinari,

riconducibili al cambiamento climatico. Nel calice si ritrova una annata calda che sostenuta però dal terroir del Nobile, capace di esprimersi a buon livello anche quando le temperature nel vigneto salgono. Più compiuta, ma non è una sorpresa, l’annata 2020, che si conferma una delle migliori in Toscana. Tra i nostri migliori assaggi meritano il podio i seguenti vini. Il Nobile di Montepulciano 2021 di Poliziano, caratterizzato da ottima finezza aromatica e da un sorso snello e scorrevole. Sorso vivace anche per Vigna Le Cagione 2021 di Tiberini, che offre note di terra, frutti rossi e sottobosco. Sempre una certezza il Nobile di Montepulciano 2021 di Caterina Dei, pulito, gustoso e accattivante. Da segnalare anche il Vino Nobile di Montepulciano 2021 Redi della Vecchia Cantina. Grande personalità per il Nobile di Montepulciano 2021 de Le Berne e per I Quadri 2021 di Bindella. Tanta grinta, poi, nel Nobile di Montepulciano Riserva 2020 di Canneto. Passando alle riserve, merita una citazione la Riserva 2020 de Le Bertille, con una complessità olfattiva fatta di erbe aromatiche, piccoli frutti rossi e spezie. Molto espressivo e raffinato il Nobile di Montepulciano 2020 di De ’Ricci, che esce a tre anni dalla vendemmia. Ultima ma non ultima l’elegante e complessa Riserva di Fattoria Talosa.

Notizia tratta da tiscali.it
© Riproduzione riservata
22/03/2024 18:26:38


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