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Studenti in corsia per imparare i corretti stili di vita

Il progetto coinvolge studentesse e studenti del Liceo scientifico e linguistico Redi di Arezzo

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Studenti e studentesse del Liceo scientifico e linguistico Francesco Redi entrano nelle corsie del reparto di pneumologia dell’ospedale San Donato di Arezzo grazie ad un progetto del Ministero dell’Istruzione. Obiettivi del progetto “Biologia con curvatura biomedica” quelli di aiutare i giovani verso la scelta di un futuro percorso professionale ma anche toccare con mano gli effetti sulla salute provocati da stili di vita non corretti.
Un progetto che lo scorso anno vide l’adesione del Liceo Classico Petrarca e che, negli ultimi due anni, ha portato all’interno dell’ospedale San Donato complessivamente circa 40 studenti iscritti agli ultimi tre anni dell’istituto superiore.

«La nostra scuola aderisce a questo progetto realizzato grazie alla collaborazione dell’Ordine dei medici – spiega la prof. Monica Cicalini, dirigente scolastico Liceo Redi - Il progetto consiste in ore extracurriculari, cioè aggiuntive, ed è dedicato allo studio di anatomia, fisiologia e patologia dei vari apparati del corpo umano. Ore nelle quali i ragazzi svolgono anche attività pratiche. Le lezioni vengono tenute sia dai docenti di scienze che dai medici che hanno offerto la loro collaborazione».

Il Reparto di Pneumologia del San Donato diretto dal dr. Raffaele Scala anche quest’anno ha offerto la sua collaborazione e da gennaio gli studenti entreranno in corsia per assistere al lavoro degli operatori sanitari.
«Scopo del progetto è facilitare l’orientamento universitario ma anche sensibilizzare verso stili di vita corretti facendo prevenzione – prosegue la preside Cicalini – La partecipazione è libera e i ragazzi che scelgono di seguire il corso sono quelli che vogliono studiare medicina».

La fase pratica è preceduta da una serie di incontri a scuola tenuti da pneumologi del San Donato.

«In classe il pneumologo dr Giacomo Ghinassi ha illustrato i diversi aspetti del funzionamento dell’apparato respiratorio e i meccanismi che provocano danni – spiega il dr. Raffaele Scala, Direttore UOC Pneumologia e Utip Ospedale Arezzo -. Nella seconda parte, quella cioè in ospedale, gli studenti avranno l’opportunità di verificare gli effetti nocivi dovuti a stili di vita non corretti. Più del 90 per cento dei pazienti che transitano nel reparto, infatti, ha problemi che sono collegati all’abuso del fumo e anche all’obesità che provoca difficoltà di tipo respiratorio. Nel nostro reparto i ragazzi vedranno direttamente le persone che hanno sviluppato patologie e che sono costrette a vivere con l’ossigeno ma potranno anche vedere come si misura il respiro e le alterazioni dei bronchi».

Redazione
© Riproduzione riservata
18/12/2025 14:10:21


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