Controlli nelle attività di somministrazione bevande, locali di pubblico spettacolo e sale giochi

Il lavoro della polizia di Arezzo ha portato alla chiusura temporanea di 7 attività
Nel corso degli ultimi mesi è stata incessante l’attività di controllo della Polizia di Stato nei confronti dei pubblici esercizi in generale, con particolare attenzione a quelli di somministrazione di alimenti e bevande, locali di pubblico spettacolo e sale giochi e scommesse.
Gli accertamenti, condotti dal personale della Squadra Amministrativa della Questura, hanno portato alla chiusura temporanea di 7 attività a seguito dell’adozione da parte del Questore del relativo provvedimento ai sensi dell’art. 100 TULPS per motivi di ordine e sicurezza pubblica.
Per fatti particolarmente gravi, come l’aver somministrato bevande alcoliche a minori di età, sono stati chiusi definitivamente due locali pubblici con la revoca della licenza di somministrazione di alimenti e bevande e la denuncia dei relativi gestori.
A seguito di specifiche direttive ministeriali, a cui anche in provincia sotto il coordinamento della Prefettura viene data puntuale attuazione, particolarmente incisivi sono i controlli del personale della Polizia di Stato nei confronti dei pubblici esercizi, come ad esempio bar e ristoranti che, pur avendo il titolo per somministrare alimenti e bevande, non possono però dare luogo a serate danzanti o spettacoli di intrattenimento per cui, invece, è necessaria una specifica abilitazione di licenza di pubblico spettacolo rilasciata dai Comuni di riferimento, previa verifica sul rispetto di requisiti tecnici e delle condizioni di sicurezza. Fino ad oggi già 4 attività sono state sanzionate per aver operato senza tale licenza.
Organizzare e pubblicizzare simili eventi di pubblico spettacolo con musica da ballo o spettacoli dal vivo senza la prescritta autorizzazione, costituisce una violazione della legge con la previsione di sanzioni penali ed amministrative, non solo perché in tal modo si determina un’attività di concorrenza sleale nei confronti degli altri operatori in regola, ma soprattutto perché viene messa in serio pericolo la stessa incolumità degli utenti e fruitori dei locali, ignari che lo svolgimento degli eventi di intrattenimento a cui partecipano sono in realtà totalmente abusivi e privi delle minime condizioni di sicurezza previste.

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