Città di Castello: Dieci secoli di storia della Confraternita del Buonconsiglio

Presentazione ufficiale ed il “firma copie” presso la sala “Rossi-Monti” della biblioteca
Dieci secoli di storia della Confraternita del Buonconsiglio, la più antica in Italia, in un libro, “Disciplinati per l’eternità” (171 pagine) di Mario Lepri, raffinato fotografo, scrittore e cantore della storia tifernate. Solo posti in piedi questa mattina per la presentazione ufficiale ed il “firma copie” presso la sala “Rossi-Monti” della biblioteca comunale alla presenza dell’autore, del professor Alvaro Tacchini e ingegner, Giovanni Cangi, unitamente a rappresentanti istituzionali, il sindaco, Luca Secondi, l’assessore alla cultura, Michela Botteghi, alle politiche sociali, Benedetta Calagreti ed il presidente del consiglio comunale, Luciano Bacchetta. Si tratta di una interessante pubblicazione che accende i riflettori sulla storia della Venerabile Confraternita del Buonconsiglio, Morte e Misericordia già dei Disciplinati per l’Eternità, portatori di morti di San Paolo al Macello o alle Carceri in Santa Maria del Popolo di Città di Castello, il sodalizio che vanta in campo confraternale, i natali più antichi (fine del primo millennio) a livello nazionale. “Questo lavoro – ha esordito Lepri – non può certo definirsi un trattato di storia perché manca delle qualità per definirlo tale. Lo chiamerei piuttosto un “racconto storico” dove però le vicende e i protagonisti sono veramente esistiti, anzi esistono ancora. Quattro anni fa ebbi modo di visitare la chiesa di Maria SS. del Buonconsiglio, sede dell’omonima Confraternita. Fui subito attratto da quella piccola chiesetta ricca di simboli e arredi antichi, illuminata da luci tenui, pervasa da un profumo di antico e da un’atmosfera direi unica. Scoprii anche che il Priore Gran Maestro della confraternita, Carlo Liviero Morini, era una persona che già conoscevo da molto tempo, ma non sotto quelle vesti. Quel giorno quando vi entrai per la prima volta, conobbi diversi Fratelli del sodalizio che mi accolsero con simpatia e calore. Scoprii un ambiente molto religioso e, cosa notevole, apolitico, solidale e aperto a tutti. Carlo Liviero Morini, un eccellente storico che nel suo campo non ha eguali, mi donò le sue pubblicazioni dove tra le tante notizie riguardanti palazzi e monumenti tifernati, vi erano anche articoli interessanti su questa antica confraternita del Buonconsiglio. Trovai cose che nessuno degli storici locali avevano mai raccontato e che mi svelarono un aspetto particolare della nostra storia cittadina” ha proseguito Lepri dichiarando di rivolgersi a non agli eruditi esigenti ma a quelle persone comuni che amano conoscere la storia cittadina.” I Disciplinati per l’eternità, nati come aggregazione penitenziale sin dall’anno Mille, furono sicuramente i primi a insediarsi a Città di Castello e la loro secolare attività, costellata di fusioni, assorbimenti e conseguenti cambi di nominativo, tutti tracciabili, continua ancora oggi con il nome di Confraternita di Maria SS.ma del Buon Consiglio Morte e Orazione in S. Maria del Popolo che, inoltre, vanta anche il titolo ufficialmente riconosciuto di Ordine Venerabile Templare-Giovannita. Leggendo i verbali della confraternita – scrive Lepri nel libro - quelli che sono riuscito a reperire, ho scoperto che diversi personaggi illustri della città, nel corso dei secoli, fecero parte di questo sodalizio. Laici e sacerdoti che operarono nella confraternita per pura carità cristiana come, in tempi recenti, Venanzio Gabriotti che ne fu vice-presidente per diverso tempo e mons. Vincenzo Pieggi che faceva parte del Consiglio direttivo. Ho trovato che anche un canonico don Antonio Lepri, e un don Amato da Dio Lepri, quest’ultimo priore della chiesa di S. Fortunato, fecero parte del gruppo di confratelli che diedero vita alla nuova Aggregazione del Buon Consiglio nella chiesa di S. Agostino, nel 1755, poco prima della fusione con la compagnia di S. Paolo alle Carceri. Un altro appartenente al sodalizio, Amanzio Lepri, fu bidello (una sorta di custode con più mansioni) per diverso tempo della confraternita il cui nome compare in alcuni verbali. Queste omonimie sul mio cognome hanno reso il mio lavoro ancora più piacevole”, ha concluso l’autore 82 anni, appassionato raccoglitore di memorie tifernati, fotografo molto attento alla realtà sociale e paesaggistica del territorio. “L’amico Mario – hanno dichiarato il sindaco Luca Secondi, il presidente del consiglio comunale, Luciano Bacchetta e gli assessori Michela Botteghi e Benedetta Calagreti – con orgoglio ci ha abituati a queste bellissime iniziative che raccontano la città, il suo passato e le eccellenze racchiuse nel centro storico. Quella di oggi è un’altra giornata dell’orgoglio tifernate che Mario Lepri ha lasciato trasparire con evidenza in questo libro che tutti noi dovremo custodire fra i ricordi più cari come segno distintivo di una comunità fiera della sua storia». L’importanza di un libro su un simbolo della città, la Confraternita del Buonconsiglio, la più antica in Italia, che Lepri ha scritto prima di tutto col cuore di un tifernate verace appassionato della sua città, è testimoniata oggi dalla presenza di tantissime persone. Grazie”. Negli interventi del professor Alvaro Tacchini e ingegner, Giovanni Cangi, sono state evidenziate le peculiarità storico-documentali che Lepri è riuscito a racchiudere nel libro che va ad aggiungersi ad altri di pregio sempre su aspetti talvolta inediti della comunità tifernate: “grazie a Mario Lepri, pagine di storia gloriosa e vita quotidiana nei secoli non andranno disperse ma valorizzate”. La Confraternita del Buonconsiglio fu la prima ad occuparsi, in forma gratuita, del dovere civico, della carità e pietà cristiane di associare i morti in luoghi consacrati specialmente in epoche nelle quali non esisteva un apparato sanitario pubblico. Fu la prima a occuparsi dei morti dovuti alle catastrofi naturali, alle epidemie e alle frequenti guerre dove le vittime si contavano a migliaia, tragedie queste che nel passato funestarono molto spesso anche la città. Per secoli i Disciplinati per l’eternità che, prima da soli e poi assieme ai Battuti di S. Paolo alle Carceri, si dedicarono a queste opere civiche caritatevoli di seppellire i morti e, fino al 1530, anche di dare assistenza ai condannati a morte per decapitazione. Le istituzioni laiche e religiose chiameranno sempre i membri della confraternita con il nome popolare di Disciplinati o di portatori di morti e questi svolgeranno il loro lavoro fino ai tempi nostri, quando nel 1958, sorgeranno le prime agenzie di pompe funebri. Le confraternite durante i secoli verranno tenute sempre sotto stretta sorveglianza dalle autorità ecclesiastiche che detteranno regole severe per il loro funzionamento. Anche le autorità civili cittadine, nel 1200, 1300 e nel 1400 emanarono leggi in materia di funerali stabilendo delle regole alle quali erano soggetti anche i portatori di morti (portatores) delegati “all’associazione dei defonti in terra sagra”.

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