Arezzo celebra la giornata nazionale delle vittime civili delle guerre

L’iniziativa permetterà di rendere omaggio e ricordare le vittime civili di tutti i conflitti
Arezzo celebra la giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo. Sabato 21 marzo, alle 9.30, è in programma una cerimonia per ricordare i devastanti impatti della Seconda Guerra Mondiale sulla comunità della provincia di Arezzo, rinnovando anche un momento di riflessione e raccoglimento sul dramma dei bombardamenti tuttora in corso in molte parti del mondo. La commemorazione è prevista al monumento in largo Vittime Civili di Guerra e, aperta dalle note dell’inno d’Italia, troverà il proprio cuore nella deposizione di una corona di alloro alla presenza di istituzioni, autorità militari e rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma.
Questa iniziativa, organizzata dalla sezione di Arezzo dell’ANVCG - Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, ambisce a proporre un momento collettivo di memoria dedicato a tutte le vittime innocenti dei conflitti di ieri e di oggi. La volontà è di rendere omaggio e mantenere vivo il ricordo delle conseguenze del passaggio nazista dalla provincia di Arezzo e dei bombardamenti che causarono morti, feriti e danni a palazzi pubblici e abitazioni: durante la sola Guerra di Liberazione, infatti, persero la vita quasi duemila persone di entrambi i sessi e di tutte le età. L’attenzione verrà poi richiamata verso le vittime dei conflitti attualmente in corso in più zone del mondo, ribadendo l’urgenza di affermare i valori di pace, giustizia, solidarietà e non sopraffazione soprattutto tra le giovani generazioni. La conclusione della cerimonia sarà prevista alle 10.30 con la Santa Messa in ricordo di tutte le vittime delle guerre di ieri e di oggi nella vicina chiesa di San Bernardo, oltre che dei soci defunti dell’ANVCG a partire dal presidente Massimo Santarelli scomparso lo scorso gennaio. «Ricordare le vittime civili di guerra - spiega Andrea Ferruzzi, presidente dell’ANVCG di Arezzo, - significa custodire una memoria che appartiene a tutta la comunità e trasformarla in un impegno quotidiano di educazione civile e responsabilità collettiva per la pace».

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