Due domeniche con ingresso libero al chiostro di San Domenico e della ex Chiesa della Carità

Visite guidate promosse dall'amministrazione comunale di Città di Castello
Dopo l’inaugurazione dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione del chiostro di San Domenico e della ex Chiesa di Santa Maria della Carità, il complesso architettonico a due passi dalla Pinacoteca comunale potrà essere ancora visitato in occasione delle due aperture straordinarie a ingresso libero che l’amministrazione comunale di Città di Castello, con l’assessorato alla Cultura, ha programmato per domenica 22 e domenica 29 marzo, dalle ore 15.00 alle ore 18.00. Grazie al personale di Poliedro Cultura, i tesori del complesso architettonico a due passi dalla Pinacoteca comunale potranno essere ammirati per la prima volta da chi non ha potuto partecipare all’inaugurazione e, magari, anche da chi vorrà tornare con familiari e amici dopo la cerimonia di mercoledì 18 marzo. Tra le sorprese che lasceranno senza fiato, specialmente al calar della sera con la nuova suggestiva illuminazione del loggiato, c’è il ciclo pittorico dipinto nelle lunette che impreziosiscono il loggiato, dedicato alle storie della Beata Margherita della Metola e realizzato dal tifernate Giovan Battista Pacetti, detto lo Sguazzino, e dall’aretino Salvi Castellucci, oggi completamente restaurato. Assolutamente da non perdere sarà la possibilità di entrare nell’ex chiesa di Santa Maria della Carità, appartenuta secondo alcuni studiosi all'Ordine dei Cavalieri Templari prima dell’arrivo dei Domenicani. Un gioiello che con i suoi affreschi pienamente recuperati, dopo il precedente intervento di messa in sicurezza e recupero effettuato tra il 2008 e il 2012 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Regionale per l'Umbria, parla di una storia mistica e misteriosa ancora tutta da capire e scrivere, in particolare con la stupenda raffigurazione dell’ultima cena di Gesù con gli apostoli. Il chiostro di San Domenico e l’ex Chiesa della Carità sono stati restaurati e riqualificati per tornare a disposizione della collettività. Saranno luoghi vivi e vissuti, che potranno ospitare eventi culturali e sociali, come nuovi punti di riferimento per la vita pubblica cittadina.

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