“Mai colpito nessuno”: Calzoni rompe il silenzio dopo la maxi-squalifica e annuncia ricorso

“Non posso accettare una ricostruzione dei fatti così come refertata dall’arbitro"
Dopo la pesante squalifica rimediata al termine della semifinale playout del girone B di Promozione tra Piegaro e Sangemini, il tecnico del Piegaro Leonardo Calzoni interviene pubblicamente con una lunga nota nella quale chiede scusa per quanto accaduto nel finale di gara, ma respinge con decisione la ricostruzione contenuta nel referto arbitrale, annunciando ricorso agli organi federali competenti.
“Preliminarmente – afferma Calzoni – mi voglio doverosamente e sinceramente scusare per quanto accaduto nel finale della partita di domenica, personalmente e a nome della squadra che alleno”.
L’allenatore piegarese contesta però duramente quanto riportato dal direttore di gara:
“Non posso accettare una ricostruzione dei fatti così come refertata dall’arbitro, in palese e clamorosa distonia con le immagini video della partita, facilmente accessibili a chiunque”.
Secondo Calzoni, la visione delle immagini smentirebbe la versione riportata nel comunicato ufficiale:
“Le immagini dimostrano chiaramente che non ho colpito alcun giocatore avversario con pugni alla testa o al volto, né tantomeno che un calciatore sia stato trasportato in ospedale a causa della mia condotta”.
Il tecnico definisce “superficiale e disattenta” la gestione dell’episodio e parla apertamente di un referto “totalmente errato”, sottolineando anche il danno d’immagine derivato dalla pubblicazione del comunicato federale.
Calzoni ripercorre poi il proprio lungo percorso nel calcio dilettantistico:
“Sono nel mondo del calcio da una vita, prima come giocatore e da oltre 32 anni come allenatore. Ho sempre svolto questo ruolo con passione, professionalità e correttezza”.
L’allenatore ammette di essersi lasciato coinvolgere dalla tensione del momento, ma nega categoricamente qualsiasi comportamento violento:
“Domenica, al termine di una stagione sofferta e intensa, per qualche attimo mi sono fatto travolgere dalla situazione concitata, ma mai avrei potuto assumere i comportamenti grevi e violenti descritti nel referto”.
Da qui la decisione di impugnare la squalifica:
“La lunga e ingiusta squalifica sarà inevitabilmente oggetto di ricorso presso gli organi federali competenti”.
Infine, Calzoni lascia intendere di valutare ulteriori azioni a tutela della propria immagine:
“Mi riservo, dopo essermi consultato con il mio legale, di agire nelle sedi giudiziarie competenti per tutelare la mia professionalità e la mia immagine”.

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