L'Umbria si allontana da Ryanair che non abolisce la tassa municipale

Il colosso irlandese dei voli low cost ha deciso di fare base all'aeroporto di Rimini
Brutte notizie per l'aeroporto di Perugia che vede allontanarsi la Ryanair perché non abolisce la tassa municipale. La compagnia irlandese ha deciso di fare base con due aeromobili fissi all'aeroporto di Rimini e di incrementare l'offerta di 5 voli. Addio base, addio hub e niente aumento di 10 tratte. A due anni dall'offerta avanzata a Palazzo Donini, la compagnia ha scelto di investire in Emilia Romagna, nell'aeroporto di Rimini. L'aeroporto Fellini diventa base operativa con “due aeromobili fissi (investimento da 200 milioni di dollari) 600.000 posti (+100% rispetto all'estate 2025), 17 rotte (di cui 5 nuove per Dublino, Memmingen, Stoccolma, Tirana e Varsavia), 114 voli settimanali complessivi (+100% rispetto al 2025) e oltre 500 posti di lavoro locali sostenuti”, fa sapere la testata specializzata italiavola.com. Ma perché Ryanair ha scelto Rimini? Perché, come detto, l'Emilia ha scelto di intervenire sull'addizionale comunale sui diritti di imbarco, proprio per favorire il traffico aereo e le compagnie low cost. Lo stesso hanno fatto Friuli, Calabria, Abruzzo, Sicilia e Sardegna, togliendola o riducendola. All'Umbria, o meglio alle casse della Regione, l'operazione due anni fa sarebbe costata 2 milioni di euro. Non sono pochi ma rispetto ai 5-6 milioni che vanno impegnati ogni anno per incentivare le rotte delle varie compagnie non sembravano una cifra insormontabile. Cos'è la tassa d'imbarco? Sono 6,50 euro a passeggero in partenza dall'Italia, ricompresi nel prezzo del biglietto: si tratta di diritti di imbarco coniati con decreto legge nazionale risalente al 2005 che vanno direttamente all'Inps come “fonti di finanziamento per il Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale, nonché per la gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali”. Non è stato sciolto neanche il nodo del presunto contenzioso da oltre 680 mila euro sugli incentivi del triennio 2023, 2024 e 2025: Ryanair sosteniene che vanno ancora versati. Sui lavori di ampliamento dell'aerostazione non arrivano novità, così come non ci sono nuove sul fronte della continuità territoriale, in particolare con Linate. I passeggeri sono in costante aumento, è vero, ma il rischio di un disimpegno di Ryanair - unito alle apparenti inerzie di cui sopra - fa accumulare nubi sul futuro dello scalo.

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