Opinionisti Giacomo Moretti

Un appello su cui riflettere!!!

Il bisogno e la necessità di sangue, purtroppo non va in ferie

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È di pochi giorni fa l’appello diramato dalla Asl Toscana Sud Est in merito alla carenza di sangue che le nostre strutture sanitarie stanno cercando di affrontare.

In generale, la carenza di scorte di sangue sta attraversando tutto lo stivale.

Del resto si sa: il caldo estivo e le ferie dei donatori sono dei nemici micidiali della donazione del sangue. Donare con il caldo è più complesso, donare anche quando si è soggiornato in alcuni paesi esteri può essere complicato, viste le previste sospensioni alla donazione.

Ovviamente l’appello a donare non è giunto solo dalla Asl, ma anche dalle diverse associazioni, sia a livello nazionale che locale.

Ma il punto è un altro.

Dobbiamo come sempre partire dalla realtà, ovvero che il sangue, in tutte le sue componenti non è riproducibile in laboratorio e non è possibile fabbricarlo.

In poche parole o ci sono persone che lo donano oppure chi ne ha bisogno non può riceverlo o comunque non ne può beneficiare nelle dosi giuste.

Ci sono zone d’Italia che da sempre manifestano una carenza cronica di donatori e di donazioni, ma la nostra zona storicamente è sempre stata particolarmente virtuosa.

Allora perché questo appello?

Perché anche nelle nostre zone si sta cominciando ad avere una inversione di tendenza.

Nell’appello diramato dalla Asl, erano riportati dei dati che testimoniano questo.

Anche le zone virtuose come la nostra, che comunque nel quadro nazionale restano tali, rischiano di andare in sofferenza.

In tal senso vale ricordare che il Centro Trasfusionale presso l’Ospedale di Sansepolcro risulta da anni essere uno tra i primi in Italia nel rapporto tra la popolazione e i donatori.

La donazione è un gesto semplicissimo.

Invece non è per niente semplice per chi necessita di sangue vivere con l’ansia che ciò di cui ha bisogno per vivere non sia o possa non essere a disposizione.

Il bollettino del sangue, dove vengono riportate le situazioni relative alle scorte suddivise per gruppo sanguigno (mi riferisco a quello giornaliero del Centro Regionale Sangue della Regione Toscana) ormai da settimane segnala per taluni gruppi situazioni di emergenza e per altri delle vere e proprie emergenze.

Il bisogno e la necessità di sangue, purtroppo non va in ferie.

Purtroppo tale bisogno è una costante.

Ancora, in Italia, nonostante un piccolo aumento registrato nel 2018, i donatori di sangue sono pochi, anche se riescono a garantire l’autosufficienza evitando così di dover reperire sangue attraverso il mercato estero (dal 2005 infatti l’Italia è autosufficiente per quanto riguarda il sangue ma non lo è ancora per quanto riguarda il plasma, parte liquida del sangue dal quale si ricavano anche importanti farmaci salvavita).

Se diventare donatore è una scelta, trovarsi nella condizione di bisogno non lo è.

Tutti, un giorno, potremo trovarci in una situazione di necessità.

Peraltro, se ci pensiamo un attimo, penso che ciascuno di noi conosca qualcuno, parente o amico che sia, che abbia o abbia avuto bisogno di sangue in un determinato periodo della propria vita.

Non ci sono scuse fondate per non donare, ovviamente se sussistono tutti i presupposti sanitari e medici di sicurezza necessari in primo luogo per il donatore.

Donare il sangue in forma anonima, gratuita e responsabile si traduce in una donazione di vita.

Significa dare una possibilità in più, significa contribuire alla salvaguardia del bene più prezioso che ciascuno di noi…la vita.

Come è possibile non fermarsi un minuto a pensare la valenza del semplice gesto di donare sangue?

Ovviamente non basta solo pensare ma è indispensabile fare.

Siamo in un periodo dove anche i social hanno amplificato gli appelli più disparati.

Da quelli più meritevoli di attenzione a quelli, mi scuserete la parola, più idioti.

Quello della Asl, riportato nella stampa locale è un appello sul quale dobbiamo riflettere.

Non un appello qualsiasi ma…un appello alla vita.

Giacomo Moretti
© Riproduzione riservata
19/08/2019 11:12:12

Giacomo Moretti

Nato ad Arezzo – Dopo aver assolto agli obblighi di leva comincia subito a lavorare, dalla raccolta stagionale del tabacco passa ad esperienze lavorative alla Buitoni e all’UnoaErre. Si iscrive “tardivamente” all’età di 21 anni alla Facoltà di Giurisprudenza di Urbino dove conseguirà la laurea in corso. Successivamente conseguirà il Diploma presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Assolta la pratica forense, nel 2012 si abilita all’esercizio della professione forense superando l’esame di stato presso la Corte d’Appello di Firenze. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Arezzo esercita la professione forense fino al dicembre 2016. Attualmente si è sospeso volontariamente dall’esercizio della professione di avvocato per accettazione di incarico presso un ente pubblico a seguito della vincita di un concorso. Molto legato al proprio territorio, Consigliere comunale ad Anghiari per due consiliature consecutive. Pur di non lasciare la “sua” Anghiari vive attualmente da pendolare. Attento alla politica ed all’attualità locale e non solo, con il difetto di “dire”, scrivere, sempre quello che pensa. Nel tempo libero, poco, ama camminare e passeggiare per la Valtiberina e fotografarne i paesaggi unici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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