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Mantide Orchidea della Malesia

Un insetto che ha sviluppato lo stesso colore dei fiori tipici Delle foreste pluviali

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Le femmine adulte della Mantide Orchidea della Malesia sono poligame e la copula si svolge con l’emissione dello sperma in un involucro (spermatoforo) che viene deposto dal maschio in corrispondenza dell’ovopositore. Per non essere divorato dalla femmina, molto più grande e aggressiva del compagno, il piccolo maschio di Hymenopus coronatus rimane pronto a volar via. Così facendo riesce ad avvicinarsi alla femmina alle spalle e ad accoppiarsi con essa senza che questa riesca a catturarlo con le zampe raptatorie, come invece avviene tra molte altre specie di mantidi.

Il nome del genere deriva dal greco Mantis, cioè profeta, indovino, e fa riferimento alla postura delle zampe anteriori che ricorda un atteggiamento di preghiera e quindi si finge pia. Rappresenta uno degli esempi di mimetismo più sofisticati della natura. Infatti, più delle altre due mila specie di mantidi a oggi classificate, ha investito tutto sul travestimento per cacciare.

Per questo, appena fuoriuscita dall’ooteca, l’involucro spugnoso contenente le uova, assieme a qualche decina di sorelle, comincia subito la sua messinscena. La neanide è uno dei due stadi giovanili dello sviluppo postembrionale. La loro morfologia è sostanzialmente simile a quella degli adulti, dai quali differiscono per colore, minori dimensioni e assenza delle ali.  Le neanidi, pure predatrici, in questo caso sono rosso aranciato e nero.  Assomigliano per colore a piccole cimici  assassine che divorano bruchi, ragni, imenotteri iniettando loro una tossina. Lo scopo in questo caso è quello di scoraggiare il predatore affinché rinunci alla predazione, confondendo un individuo innocuo con uno indesiderabile.

Una decina di giorni più tardi, subito dopo la prima muta, avviene la trasformazione: il colore aranciato e nero muta in un bianco traslucido con tenui ombreggiature rosate. Le zampe maturano espansioni simili a petali, nella parte superiore dell’addome appare una serie di striature brunastre longitudinali che simulano le “linee di guida” di certe orchidee per gli insetti impollinatori.

A metà del torace si sviluppa una sottile banda verde che spezza la sagoma della mantide in due irriconoscibili parti di materia vegetale. La testa riprende nelle forme l’apparato riproduttivo di un fiore. Qualunque somiglianza con una mantide scompare e  l’Hymenopus coronatus diventa parte di fiori bianchi e rosa sui quali si nasconde. Così facendo può sorprendere api, mosche e farfalle, le sue prede abituali, senza essere notata dai suoi predatori, come uccelli, mammiferi e rettili che invece cacciano a vista.

In questa fase e sempre senza ali, assomigliano a delle orchidee rosa con un mimetismo cosiddetto  fanerico o di ostentazione.  Si nutrono di insetti volatori ma anche di piccoli rettili o anfibi. Sanno camuffarsi facilmente tra le foglie, dove aspettano immobili le loro prede.  L’attacco e la cattura delle prede è rapidissima tanto che per analizzarla sono necessarie riprese video ad alta velocità.

Nella fase di ninfa non alata è dunque essenzialmente rosa e pare che attragga le sue prede anche con un profumo quasi floreale e l’inganno del suo colore funziona soprattutto nello spettro UV. Grazie a questi accorgimenti, inoltre, le mantidi orchidea possono cacciare direttamente sulle foglie vicino ad altre infiorescenze, simulando di essere un fiore carico di nettare.

Uno studio relativamente recente (O’Hanlon 2012), infatti, ha dimostrato che gli insetti impollinatori sono attirati dalla mantide almeno quanto da un fiore vero e proprio. Al predatore serve solo aspettare poiché c’è sempre qualche insetto che si avvicina istintivamente, attratto da forme e colori promettenti, e trova la morte tra le “braccia” della mantide.

Nella fase adulta, acquisite  le ali, vola ma cambia tecnica predatoria. A volte per difendersi dagli attacchi di insetti antagonisti la mantide adulta, ora biancastra con bordi marroni tenui, apre di scatto le proprie ali per sembrare più grande.

Dato che ha acquistato un colore bianco marrone simile ai fiori di papaya appassiti cerca di posizionarsi vicino a loro. Non si nasconde ma deve adottare una tecnica caccia più attiva…   Dunque sembra chiaro che l’ Hymenopus non possa cambiare colore per uniformarsi ai fiori sui quali caccia. La colorazione sembrerebbe quindi dipendere da un fattore genetico.

Redazione
© Riproduzione riservata
04/10/2019 06:20:06


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