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Luciana Piras arriva alla Procura di Arezzo per sostituire Roberto Rossi

Presterà servizio due giorni alla settimana negli uffici al terzo piano dell’ex Garbasso

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Dopo la clamorosa decisione dello stop al procuratore Roberto Rossi, alla  Procura della repubblica di Arezzo da Firenze arriva Luciana Piras, magistrato di lunga esperienza che tra gli innumerevoli casi ha trattato la strage di Viareggio (disastro ferroviario con 32 morti, condannati i vertici di Fs) e il processo d’appello a padre Graziano, il sacerdote di Cà Raffaello condannato a 25 anni di reclusione per aver ucciso Guerrina Piscaglia e averne fatto sparire il corpo, sentenza poi confermata in Cassazione.

Luciana Piras è stata applicata ad Arezzo su decisione della Procura generale e dal Consiglio giudiziario. Presterà servizio due giorni alla settimana negli uffici al terzo piano dell’ex Garbasso per dare man forte al gruppo di magistrati inquirenti che comprende, oltre a Roberto Rossi, Elisabetta Iannelli, Julia Maggiore, Marco Dioni, Andrea Claudiani, Angela Masiello, Laura Taddei e Chiara Pistolesi. L’incarico temporaneo è inquadrato in una situazione di grande incertezza successiva al pronunciamento del Csm che di fatto ha destituito dall’incarico apicale il dottor Rossi. Una situazione anomala e senza precedenti.

A distanza di settimane, tanto per dire, manca ancora il decreto del ministro Bonafede, anche se di fatto Roberto Rossi è stato spogliato del titolo con la delibera che Rossi ha definito “ingiusta” e  “contraddittoria”. Il magistrato attende il decreto per poterlo impugnare dinanzi al Tribunale amministrativo regionale ed è fermamente deciso a difendere il suo onore e la sua professionalità messa in dubbio dal Consiglio superiore con riferimento alla vicenda Banca Etruria.

In questo ultimo mese il lavoro della procura ha ovviamente subito ripercussioni dopo quella decisione, con il rischio di andare in affanno sia nell’attività ordinaria, sempre voluminosa e impegnativa, sia nel versante Etruria, con numerosi processi in corso e altre vicende da definire. Tra queste basta citare la presunta bancarotta semplice che riguarda l’ultimo cda di Bpel che dette l’ok alla super liquidazione dell’ex direttore Luca Bronchi (700 mila euro, 470 netti). Tra gli indagati c’è anche Pier Luigi Boschi, babbo di Maria Elena, ex ministro. La procura ha chiesto l’archiviazione, il gip Piergiorgio Ponticelli si è riservato dopo una specifica udienza.

Nonostante la rapida e incisiva azione della procura sulle inchieste legate a Banca Etruria, dalla bancarotta alle truffe ai dipendenti, dall’ostacolo alla vigilanza al falso in prospetto, per Rossi è stato indicato quale elemento sfavorevole l’aver svolto da esterno una collaborazione per il Dipartimento affari giudiziari della Presidenza del consiglio dei ministri, con Letta prima e Renzi poi. Secondo la linea di Piercamillo Davigo, risultata vincente, Rossi avrebbe intaccato “almeno sotto il profilo dell'immagine" il requisito "dell'indipendenza da impropri condizionamenti" che deve essere proprio della magistratura. Il riferimento è al fatto che come inquirente poteva indagare in quel periodo il babbo di un ministro del governo. Per lo stesso rilievo, la questione era stata archiviata in commissione.

"Mi rimproverano di aver svolto attività al Dagl mentre erano in corso le indagini per Banca Etruria, ma non è così”, ha spiegato inutilmente Roberto Rossi: “Il mio incarico finisce nel 2015 e le indagini sono partite dal 2016, in seguito alla dichiarazione di insolvenza dell'istituto di credito”. Sessantenne magistrato nato ad Assisi, Rossi è ad Arezzo dal 1999 e ha assunto l’incarico di procuratore capo nel 2014. Tra i tantissimi casi (Variantopoli, Eutelia, Chimet) anche quello di Martina Rossi, arrivato in appello in questi giorni, con la condanna in primo grado dei due giovani che erano nella camera dell’hotel dal quale precipitò la ventenne a Palma di Maiorca. Fuggiva, per l’accusa, da uno stupro. L’applicazione della dottoressa Luciana Piras, con anzianità di maggiore più alta di tutti i colleghi, potrebbe avere conseguenze anche nell’assegnazione del ruolo di procuratore facente funzione che spetterebbe, tra i magistrati già presenti, a Elisabetta Iannelli.

Notizia tratta dal Corriere di Arezzo
© Riproduzione riservata
05/12/2019 09:09:00


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