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Confindustria, slitta il voto sul nuovo presidente

Boccia: "Rinviate al prossimo 16 aprile la riunione del Consiglio Generale"

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Resta ferma per ora la data dell’assemblea annuale, fissata quest’anno per il 20 maggio, ma la corsa per la presidenza della Confindustria a causa dell’emergenza coronavirus rallenta. In una lettera inviata ieri a tutti i componenti ed agli invitati dal Consiglio generale, i 183 rappresentanti di associazioni e territori più i tre saggi, i probiviri, i revisori ed i membri del Consiglio di indirizzo etico, l’attuale presidente in carica  Vincenzo Boccia propone infatti di rinviare di venti giorni il voto sul suo successore.

«La delicata situazione che il Paese sta vivendo, che tutti noi stiamo vivendo, coglie il Sistema in un momento di particolare sensibilità – scrive Boccia -. Questo ci impone più di sempre senso di responsabilità e consapevolezza delle priorità. Come sapete, il Consiglio generale del prossimo 26 marzo è chiamato a designare il nuovo presidente di Confindustria. Trattandosi di una votazione che riguarda persone, le nostre regole interne sono tanto chiare quanto inderogabili nell’imporre la modalità di voto a scrutinio segreto. I diversi provvedimenti finora adottati dal Governo per contenere l’emergenza epidemiologica sono ispirati a una precisa ratio di fondo: limitare il più possibile gli spostamenti delle persone e, al tempo stesso, i contatti ravvicinati tra le stesse, tanto da arrivare a vietare qualsiasi forma di assembramento, nonché a sospendere manifestazioni ed eventi di varia natura. Confindustria non può certamente fare eccezione».

Per questo, conclude il presidente di Confindustria, «per difendere i valori e i principi del nostro sistema confederale ritengo necessario quindi rinviare in via del tutto eccezionale al prossimo 16 aprile la riunione del Consiglio Generale per la designazione del nuovo presidente”. A seguire, il 30 aprile, si poi terrà la riunione del Consiglio chiamata a votare la nuova squadra in modo da poter mantenere ferma la data del 20 maggio per l’assemblea annuale.

La mossa di Boccia però ha già creato molti mal di pancia all’interno dell’associazione, a partire dagli industriali della Lombardia che proprio ieri con una lettera del loro presidente Marco Bonometti avevano esplicitamente chiesto a Boccia di non rinviare la votazione del 26 per “non aggiungere altri elementi di incertezza” al momento già difficile che sta vivendo il Paese. Nel finale al veleno che contraddistingue questa tornata elettorale per la guida di viale dell’Astronomia, il sospetto che circolava da giorni negli ambienti di Confindustria è che un rinvio delle votazioni farebbe il gioco di Licia Mattioli. L’attuale vicepresidente con delega all’internazionalizzazione, uscita in netto svantaggio dai sondaggi effettuati dai tre saggi rispetto al presidente di Assolombarda Carlo Bonomi, avrebbe infatti più margini per recuperare terreno magari portando dalla sua parte un drappello di consiglieri che durante le consultazioni si è pronunciato per il rivale o cercando di convincere gli indecisi.  In questo scenario nulla è escluso: dipende anche dall’evoluzione dell’emergenza virus che potrebbe portare ad una proroga di 2-3 mesi dell’attuale vertice o all’entrata in campo di un terzo candidato superpartes o talmente autorevole da poter  raccogliere l’unanimità dei consensi (era stato fatto il nome di Marco Tronchetti Provera che però sino all’altro giorno aveva declinato l’invito). Nel caso ce ne fosse bisogno non si esclude  nemmeno il voto via mail, usando la posta certificata e affidando lo scrutinio ad un notaio.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
17/03/2020 20:03:42


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