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La provincia di Arezzo vuole cedere le quote del trasporto pubblico: NO GRAZIE!

L’Ente vuol recedere da LFI con il risultato che verrebbe meno la garanzia pubblica

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In questo momento storico dove tutto il mondo, a causa dell’attuale emergenza pandemica, ha riscoperto l'importanza strategica e vitale della mobilità sostenibile, la provincia di Arezzo, sembrerebbe che voglia percorrere altra via e, quindi, non recepire questa priorità dettate da esigenze contingentate. Tale Ente, infatti, sta continuando a manifestare la volontà di recedere dalla governance del Gruppo LFI. Un contenzioso legale che risale al 2015 quando l'Ente manifestò formalmente la volontà di liquidare le proprie quote societarie non ritenendole strategiche per il territorio aretino. Ricordiamo, sottolineano CGIL - FILT, CISL - FIT e UILTRASPORTI, che grazie ai suoi 85 Km di linea ed ai complessivi 120 dipendenti il vettore LFI non solo alimenta un importante indotto per tutto il territorio provinciale, ma riesce ad ottemperare alle richieste di mobilità locale della Val di Chiana e di tutto il Casentino venendo incontro alle esigenze di pendolari, studenti e cittadini tutti. Ricordiamo anche, proseguono le tre sigle sindacali, che uno studio effettuato dall’Università la Sapienza di Roma nel 2016 ha giudicato LFI tra le prime aziende in Italia per sostenibilità dei costi e qualità dei servizi. Per queste motivazioni la regione Toscana ha concesso un ingente contributo di 20.000.000 di euro destinato all'installazione del sofisticato e perfettibile sistema tecnologico della messa in sicurezza del sistema viario, denominato “Ertms”.

Inoltre, se si formalizzasse il recesso dell’ente Provincia, verrebbe meno non solo quella garanzia pubblica negli equilibri sociali, ma la qualità e sviluppo dei servizi vitali per dei territori dove è fondamentale mantenere saldi i collegamenti intermodali ferro-gomma, visto che i territori sono morfologicamente penalizzanti.

Sulle basi delle considerazioni tecnico-politiche esposte dalle Organizzazioni sindacali unitamente alle rappresentanze territoriali chiedono alla Provincia di Arezzo di riconsiderare la posizione intrapresa e di riflettere che è dai primi degli anni ’30 del Novecento che la società, fondata nel 1914, è in esercizio nella linea ferroviaria Arezzo-Sinalunga.

Redazione
© Riproduzione riservata
23/05/2020 12:43:12


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