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Bocce, il delegato aretino Paperini: “Promuovere il nostro mondo e i suoi valori per ripartire”

Impianti sanificati e riaperti. Ora si può tornare a giocare

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Istrionico, affabile e competente. In un momento complesso per il mondo dello sport, è un elisir l’entusiasmo del delegato Federbocce di Arezzo Maurizio Paperini. Dopo una vita nel mondo del calcio, con tante soddisfazioni, da 8 anni è stabilmente in quello bocciofilo. “Da ragazzo praticavo il gioco tradizionale, poi un lungo amore col calcio, e ora di nuovo le bocce. I miei parenti sono tutti giocatori, quando ho lasciato i campi di calcio mi hanno invogliato a tornare al Bocciodromo, e poi sono stato nominato delegato di Arezzo” esordisce.

Cosa le piace dell’ambiente bocciofilo?

“E’ un ambiente dove si familiarizza facilmente, dove lo sport e il gioco sono ganci per creare rapporti umani. A me piace stare con la gente e i bocciodromi sono strutture ideali”.

La provincia di Arezzo è terra di bocce?

“Al momento abbiamo cinque società affiliate e si pratica tutta l’attività della specialità Raffa: maschile, femminile, giovanile, paralimpica. Nel capoluogo c’è Bocce Arezzo, col suo bell’impianto, i suoi giovani, le sue donne e le sue persone disabili a giocare, e un torneo, quello dei Quartieri, che ha avvicinato la cittadinanza. A Cortona la Cortona Bocce è un CAB, centro di avviamento alle bocce a livello nazionale, e partecipa ai campionati nazionali giovanili e femminili, oltre ad avere attività paralimpica. L’attività paralimpica c’è anche a Sansepolcro, alla Biturgia, altra società storica e organizzata con un bell’impianto, tanti soci e una bella squadra agonistica. A Chiusi della Verna la Bocciofila Beccaccia ha tanti soci e non molti giocatori, ma è un ambiente dinamico con la dirigenza più giovane della Toscana. La Polisportiva CAM infine viene dal mondo Special Olympics e si dedica all’attività per persona con disabilità intellettivo relazionale”.

In zona si organizzano anche diverse gare importanti?

“Sì, la scorsa stagione sono state 18, alcune anche nazionali. La provincia di Arezzo in questo senso ha un notevole peso nell’ambiente toscano. Assieme al Comitato di Siena da anni organizziamo il Trofeo Media Etruria, un circuito che dura tutta la stagione, con una dozzina di tappe e la giornata finale, che coinvolge tutte le società, ognuna delle quali organizza almeno una prova. Dato il grande successo dal 2019 abbiamo coinvolto anche il Comitato di Perugia, e abbiamo avuto circa 1000 partecipanti, numeri importantissimi”.

Ora cosa si può fare per ripartire?

“Gli impianti della provincia di Arezzo sono stati sanificati e ora sono riaperti. Seguendo le regole si può tornare a giocare, anzi auspichiamo di poter accogliere persone nuove, che in questo periodo possano riscoprire questo gioco così affascinante nella sua semplicità. Dobbiamo essere bravi a promuovere e comunicare quello che stiamo facendo, che ci siamo, abbiamo dei valori, offriamo dei servizi: solo così potremmo avvicinare le persone al mondo delle bocce, e sorprenderle”.

 

Redazione
© Riproduzione riservata
10/06/2020 08:34:43


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