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Nuova vita per la fontana di Piazza Garibaldi, un simbolo di Sansepolcro

L’Accademia Enogastronomica della Valtiberina ha presentato un progetto ambizioso

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È la fontana più conosciuta e artistica che esiste a Sansepolcro. C’è chi giustamente la chiama fontana di piazza Garibaldi, perché in essa è ubicata, ma per molti biturgensi è soprattutto la fontana di San Francesco, perché si trova anche accanto alla chiesa dedicata al “poverello d’Assisi”. Via Niccolò Aggiunti divide i due monumenti e due rampe laterali separano la fontana da Palazzo Pretorio su un versante e dall’edificio attaccato alla Casa di Piero sull’altro. Sono le due piccole discese che permettono il collegamento pedonale fra via Aggiunti e piazza Garibaldi, perché vi è uno sfalsamento di piani; era stato proposto di dedicare le rampe a due personaggi di Sansepolcro appartenenti a un passato ancora relativamente recenti: l’una alla Mossida, ovvero a Mossida Filiberti, la pescivendola che aveva il banco proprio in una di esse e l’altra al Bubboloni; Mario Bubboloni è la seconda figura scomparsa che utilizzava ogni sera una rampa per il salto con la moto e per mostrare la sua abilità nell’evitare di andare a sbattere contro il muro della chiesa di San Francesco. Due “borghesi” che hanno lasciato il segno nella vita quotidiana della città. La fontana di piazza Garibaldi è nel cuore di tutti i biturgensi, ma piace anche ai turisti, che scelgono le più svariate angolature per immortalarla; le stesse che compaiono su foto, immagini televisive e cartoline del Borgo, laddove dietro si trova il campanile di San Francesco. Evidentemente, questa fontana è a suo modo uno dei simboli di Sansepolcro, inserita in un contesto logistico centrale e importante, qual è appunto quello di piazza Garibaldi, che per molti cittadini supera piazza Torre di Berta a livello di bellezza. Ebbene, attorno alla fontana e al contesto logistico nel quale si trova, l’Accademia Enogastronomica della Valtiberina, virtuosa associazione del territorio e da sempre sensibile alle problematiche della città, ha costruito un progetto di riqualificazione della piazza, liberata anche dalle autovetture. Prima di esporre il progetto, ripercorriamo un breve capitolo di storia.

PIAZZA DELLE ERBE (OGGI PIAZZATORRE DI BERTA) LA SEDE ORIGINARIA

La fontana di piazza Garibaldi (o di San Francesco) risale nelle componenti al ‘500 secolo e la sua realizzazione con utilizzo di pietra arenaria è divenuta con il tempo una sorta di “tallone d’Achille”, perché si tratta di una pietra soggetta a friabilità sotto l’effetto prolungato degli agenti atmosferici e degli sbalzi di clima. La parte superiore, con tanto di rubinetto e vaschetta, è quella che si affaccia su via Niccolò Aggiunti, con un paio di scalini e un piccolo balcone; quella inferiore comprende la vasca con lo spazio delimitato dalle due rampe, all’interno del quale fino a qualche anno fa si potevano parcheggiare le auto; adesso, le catene posizionate a fine rampe preservano la piccola quanto suggestiva area. La fontana in questione “proviene” dall’attuale piazza Torre di Berta, nel senso che fino a poco più di 150 anni fa era ubicata proprio nel baricentro cittadino, che non aveva l’aspetto attuale. La piazza c’era, aveva una superficie assai più ridotta e si chiamava piazza delle Erbe; una piazzetta – per meglio dire – che dal lato di palazzo Pichi (versante Porta Romana) arrivava fino al prolungamento di via dei Servi, che fino al 1868 era effettivo perché vi erano edifici attaccati alla vecchia Torre di Berta. Qui si sviluppò, con il passare del tempo, il mercato degli ortaggi, tanto che la denominazione di piazza delle Erbe, detenuta nei primi decenni del XIX secolo, deriva proprio da questa causale. La fontana serviva quindi sia per lavare frutta e verdura, sia per far abbeverare gli animali che gli agricoltori conducevano dalla campagna. Cosa avviene allora nel 1868? Che gli edifici appoggiati alla torre vengono abbattuti per allargare la piazza e conferire ad essa l’aspetto attuale; la piazza viene intitolata a Vittorio Emanuele II e conserva al centro l’antica torre, che sarebbe divenuta il grande simbolo di Sansepolcro. La fontana è quindi spostata nell’attuale piazza Garibaldi - che allora si chiamava piazza dell’Arengo – e nel 1994 è sottoposta a un intervento di ripristino che ha previsto la pulitura e la protezione superficiale della pietra, il consolidamento del catino sommitale, l'impermeabilizzazione della vasca di base e il ripristino dell'impianto idrico. Da allora, sono trascorsi 26 anni e vi sarebbe bisogno di un nuovo intervento di restyling, come dimostrano il colore assunto dalla pietra e le incrinature del pezzo che sta nella parte superiore e che rischia di staccarsi. La fontana monumentale era balzata alla cronaca anche nella parentesi conclusiva dell’amministrazione guidata dal sindaco Franco Polcri: era infatti l’inizio del 2011, quando proprio lo stesso Polcri vide un bambino straniero scivolare a terra fino a rischiare di cadere sotto; solo il tempestivo intervento della madre, aggrappatasi d’istinto a una delle panche in pietra, aveva scongiurato il volo del bimbo nella parte sottostante. Un episodio che suggerì a Polcri, responsabile numero uno della sicurezza nel suo status di sindaco, di allestire una ringhiera protettiva attraverso fori praticati nella pietra. Ebbene, i fori sono stati fatti, ma la ringhiera non è stata mai montata.    

RIPULITURA, ARREDO E GIOCHI DI LUCE: IL PROGETTO DELL’ACCADEMIA E LA TEMPISTICA DI REALIZZAZIONE

Non staremo di certo qui a stimolare una sorta di sondaggio fa i cittadini di Sansepolcro per sapere se piazza Garibaldi sia più o meno bella, o più o meno suggestiva, di piazza Torre di Berta. Non ci interessa proprio farlo, anche perché si tratta di due luoghi con diverse prerogative e che di conseguenza – a nostro parere – abbisognano di distinti progetti di riqualificazione. Piazza Garibaldi e la sua fontana, per esempio, si ritrovano al centro di alcuni fra gli edifici più importanti della città: Palazzo Pretorio, Palazzo del Governo (sede del museo civico), Palazzo delle Laudi e l’immobile attiguo alla Casa di Piero della Francesca, non dimenticando – oltre via Niccolò Aggiunti – la chiesa di San Francesco. Da molti anni, la fontana versa in cattive condizioni, con le parti in pietra che si stanno sgretolando e la vasca base privata dell’acqua, che spesso e volentieri si trasforma in pattumiera. Attorno alla fontana, perdura uno scarno arredo urbano, al quale si aggiunge il parcheggio selvaggio delle auto a ridosso delle sopra ricordate catene, che peraltro al momento sono abbassate fin quasi a terra. Le polemiche sorte durante l’amministrazione Polcri si sono perse nella notte dei tempi: l’idea di installare le ringhiere per evitare le cadute accidentali era stata contestata in maniera vibrante da una cospicua fetta di popolazione, ma da oramai dieci anni le ringhiere giacciono nei magazzini del Comune. L’Accademia Enogastronomica della Valtiberina, una fra le realtà più importanti del comprensorio sollecitata dai suoi oltre mille soci, ha deciso di preparare un progetto per la riqualificazione di piazza Garibaldi e della fontana. L’associazione – fin da quando si è costituita nel 2013 – ha sempre organizzato nel corso dell’anno una serata conviviale con l’obiettivo di raccogliere fondi per i vari progetti che di volta in volta sono stati presentati in città. Il 2020 avrebbe dovuto essere l’anno di un progetto importante e impegnativo, che purtroppo è stato interrotto. La Cena della Solidarietà – così si chiama l’evento a scopo benefico messo in piedi dall’Accademia, che invita tutti i sodalizi di Sansepolcro, delle frazioni e del vicinato – è saltata lo scorso 10 marzo a causa dell’emergenza Covid-19 e quindi niente fondi per la fontana, obiettivo individuato per il 2020. Alla cena, le associazioni del territorio hanno sempre aderito in numero consistente, dimostrando grande sensibilità verso i più deboli e chi soffre, ma anche verso la città, laddove sia opportuno effettuare interventi migliorativi. Ovviamente, in un progetto di questa portata sono coinvolti anche diversi sponsor. Il progetto, realizzato dallo studio “Idea +” di Sansepolcro su input dati dall’Accademia, è stato ripreso in queste ultime settimane e presentato ufficialmente all’amministrazione comunale biturgense; nello specifico, al sindaco Mauro Cornioli; all’assessore ai lavori pubblici, Riccardo Marzi e ai responsabili degli uffici di urbanistica e lavori pubblici, riscuotendo un enorme gradimento. Salvo imprevisti, si comincerà a mettere in pratica il tutto nel 2021 in base a precisi step. Il primo intervento è previsto direttamente sulla fontana, con la ristrutturazione delle parti deteriorate e il rifacimento di quella idrica per far tornare a zampillare la fontana, sia nella parte alta (con i due getti originari laterali), sia in quella bassa. Il secondo step prevede invece il posizionamento di un arredo urbano in acciaio corten con tre panche luminose, che di fatto eserciteranno la funzione di frecce in tre ben precise direzioni della piazza: Palazzo delle Laudi, il campanile della cattedrale più via Buia e la Casa di Pero. Non solo: verranno illuminate nelle ore notturne, con splendidi disegni che in esse andranno a essere proiettati, le pareti dei due palazzi adiacenti alle rampe laterali della fontana. Vista la portata dell’investimento che l’associazione andrà a sostenere, l’amministrazione comunale si è resa disponibile a garantire il proprio contributo, sia mettendo a disposizione il personale degli uffici per le varie adempienze (i passaggi con la Soprintendenza diventano obbligatori quando ci si trova in presenza di un monumento vincolato), sia attraverso un sostegno economico, riconoscendo la bontà di un progetto di assoluto valore. Fra l’altro, l’operazione della fontana andrà a inserirsi nell’ambito del più complessivo progetto della “Via dei musei”, che si snoderà lungo il tratto di via Niccolò Aggiunti da Palazzo Muglioni e ad Aboca Museum. Ovviamente, il sogno dell’Accademia Enogastronomica della Valtiberina sarebbe anche quello di togliere tutte le auto da piazza Garibaldi e far sì che Palazzo Pretorio diventasse quel contenitore di attività culturali con un prolungamento del museo civico attraverso il balcone dell’Arco della Pesa, ma questo al piano superiore, mentre ai piani inferiori si potrebbero creare altri musei in grado di potenziare l’offerta culturale e di attrarre gente che viene a visitare la città di Piero della Francesca. Che rimane il sommo artista e la figura “ammiraglia” del Borgo, ma che da solo non può comunque fungere da volano per il turismo.      

LA “PERLA LUMINOSA” NELLA VIA DEI MUSEI

Lo abbiamo più volte sottolineato: quanto è bella piazza Garibaldi liberata dalle auto! Lo vediamo in occasione del Mercato di Sant’Egidio e la domenica del Palio della Balestra, ma anche quando vi sono serate musicali od eventi più in generale che trasformano lo spazio della fontana in palcoscenico della situazione. Ed è suggestiva anche la visione notturna con il campanile di San Francesco, con questo angolo del centro storico di Sansepolcro che riesca a diventare fruibile nella forma migliore. Piace molto l’idea ai biturgensi che questo luogo diventi un posto dove si possano svolgere eventi di qualsiasi genere, perché non esiste soltanto piazza Torre di Berta (più adatta per manifestazioni capaci di attrarre un pubblico di massa) e quello di piazza Garibaldi è uno scenario più consigliato per appuntamenti nei quali arte e cultura sono in primo piano. Il fatto che un’associazione come l’Accademia Enogastronomica della Valtiberina si stia preoccupando di riqualificare la fontana e di crearvi attorno un arredo con effetti speciali di impatto notturno deve indurre a pensare che intanto c’è chi a Sansepolcro non solo non ha perso il culto dell’estetica e del buon gusto, prerogative tipiche di questa città nei suoi tempi d’oro, ma dimostra insieme anche affetto verso la propria città, altrimenti non avrebbe incaricato uno studio di redigere un progetto tendente a esaltare un simbolo del Borgo nel quale i suoi abitanti si identificano volentieri. Tutto questo deve però responsabilizzare la cittadinanza: quando in casa si arreda il salotto, la prima preoccupazione è quella di tenerlo pulito e in ordine, evitando di danneggiare anche il più piccolo degli oggetti di arredo che vi sono stati posizionati con garbo. Qui si riproporrebbe la stessa identica situazione al cospetto dei vandali che rovinano per il puro gusto di rovinare. La risistemata fontana e il relativo arredo andrebbero a inserirsi nell’altro ambizioso progetto della “Via dei musei”, verso il quale cominciamo a essere un tantino fiduciosi: c’è infatti chi ha compreso l’importanza dell’obiettivo che si vuol raggiungere e comincia se non altro a fare la bocca sull’idea, dal momento che ha capito quanto allettante possa rivelarsi a livello turistico e culturale. Ora, farci la bocca è un conto e riempirsela è un altro: la “Via dei musei” è un qualcosa di innovativo in una realtà che di fatto sarebbe già “città museo”. Usiamo il condizionale perché l’indicativo lo lasciamo a quando il progetto sarà divenuto realtà, semprechè le istituzioni continuino a crederci nella giusta maniera.            

Redazione
© Riproduzione riservata
28/10/2020 11:57:39


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