Opinionisti Giacomo Moretti

Torneranno i nostri colori

L’infezione dovuta al COVID-19 sta scorrazzando ormai per tutta l’Italia

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In queste ore stiamo vedendo l’Italia prendere colori differenziati.

Le regioni si colorano in base al livello di pericolosità relativa all’evolversi della situazione epidemiologica a livello locale.

L’infezione dovuta al COVID-19 sta scorrazzando ormai per tutta l’Italia, non vi è regione salvata da quella che in questi giorni viene definita seconda ondata.

Dunque la cartina dell’Italia sta assumendo colori diversi. Regioni gialle, arancioni e rosse, a seconda dell’andamento della ormai “famigerata” curva.

Giallo, arancione e rosso che influenzeranno il nostro modo di vivere per il tempo più breve possibile, almeno così speriamo tutti.

Ovviamente questo dipenderà anche da noi, dipenderà da come ciascuno di noi intenderà vivere la propria responsabilità individuale mai come ora diventata collettiva.

Da italiani sappiamo che non è la prima volta nella storia che il nostro stivale si colora in maniera diversa rispetto ai vari ambiti territoriali.

A ciascuno di noi non può sfuggire la cartina della nostra nazione che era rappresentata nei libri di scuola media (o come si direbbe oggi scuola secondaria di primo grado).

Colori differenziati in base ai confini dei vari stati e staterelli che vedevano l’Italia, contrariamente agli altri stati europei, divisa e frammentata.

Girando le pagine di quei libri si vede come i contorni dei vari stati abbiano subito dilatazioni e restringimenti, talvolta fino a scomparire, ciò a seguito dell’esito delle innumerevoli battaglie combattute tra di loro.

Tempi passati, tempi lontani, poi mica così tanto, che hanno saputo regalare anche la bellezza e lo stupore che la nostra nazione sa esprimere a beneficio di tutti noi e al mondo intero, ma questo è un altro discorso.

I colori della divisione non ci appartengono più da poco più di un secolo, ora l’Italia è unita.

Ed è proprio l’unione che ci ha resi grandi, ci ha consentito di scrivere la nostra storia insieme, senza rinunciare alle nostre peculiarità.

La diversità, che per secoli è stata la nostra debolezza, oggi è la nostra forza, lo è perché sono le sfide superate insieme che la storia ci ha messo davanti che lo dicono.

Oggi questa situazione sta ridando colori diversi ai vari territori italiani, colori che corrispondono ai vari confini regionali.

Non possiamo però dimenticare che l’Italia è una e unica.

Oggi viviamo in territori colorati da un virus che passerà, colori diversi che pesano sulle nostre vite, tanto più a noi che abitiamo in una terra da sempre di confine.

Non dobbiamo però dimenticare, non voglio dimenticare quali sono i nostri colori, quelli sotto i quali, pur tra mille difficoltà, l’Italia è diventata quel grande Paese che oggi è e che solo noi italiani spesso non riusciamo a riconoscere.

Voglio condividere le parole che Giosuè Carducci spese nel famoso “Discorso tenuto per celebrare il 1º centenario della nascita del Tricolore - Reggio Emilia, 7 gennaio 1897”.

Ho riletto queste parole e le ho trovate, come sempre, magnifiche.

«…il bianco, la fede serena alle idee che fanno divina l’anima nella costanza dei savi; il verde, la perpetua rifioritura della speranza a frutto di bene nella gioventù de’ poeti; il rosso, la passione ed il sangue dei martiri e degli eroi».

Abbiamo davanti una sfida storica, come altre ne abbiamo avute, ma vinceremo noi oggi come nel passato e presto tornerà a rifiorire quella libertà piena che oggi questa situazione sta negando a tutti noi.

Redazione
© Riproduzione riservata
11/11/2020 06:59:22

Giacomo Moretti

Nato ad Arezzo – Dopo aver assolto agli obblighi di leva comincia subito a lavorare, dalla raccolta stagionale del tabacco passa ad esperienze lavorative alla Buitoni e all’UnoaErre. Si iscrive “tardivamente” all’età di 21 anni alla Facoltà di Giurisprudenza di Urbino dove conseguirà la laurea in corso. Successivamente conseguirà il Diploma presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Assolta la pratica forense, nel 2012 si abilita all’esercizio della professione forense superando l’esame di stato presso la Corte d’Appello di Firenze. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Arezzo esercita la professione forense fino al dicembre 2016. Attualmente si è sospeso volontariamente dall’esercizio della professione di avvocato per accettazione di incarico presso un ente pubblico a seguito della vincita di un concorso. Molto legato al proprio territorio, Consigliere comunale ad Anghiari per due consiliature consecutive. Pur di non lasciare la “sua” Anghiari vive attualmente da pendolare. Attento alla politica ed all’attualità locale e non solo, con il difetto di “dire”, scrivere, sempre quello che pensa. Nel tempo libero, poco, ama camminare e passeggiare per la Valtiberina e fotografarne i paesaggi unici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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