Rubrica Curiosità

Firma elettronica in Italia: in quali settori è applicabile?

La legislatura evidenzia che ci sono tre tipologie di firma elettronica

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L’avvento della firma elettronica ha portato numerosi privati e aziende a cercare un'alternativa legalmente valida ai documenti che vengono spediti via mail. Ma in Italia in quali settori si applica?

Firma elettronica, vantaggi

La firma elettronica è stata introdotta con la direttiva 1999/93 CE da parte del Parlamento Europeo con emanazione in data 13 dicembre 1999. Ci sono state moltissime norme transitorie in merito all’argomento, sino al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che al 13 gennaio 2014 ha disciplinato nel dettaglio questa nuova tipologia di firma. La legislatura evidenzia che ci sono tre tipologie di firma elettronica, ovvero:

- Firma elettronica semplice

- Firma elettronica avanzata

La semplice è un insieme di dati elettronici come un messaggio di posta elettronica e non ha alcuna valenza se non per identificazione informatica. L’avanzata è stata sviluppata per aggiungere anche l’identificazione del firmatario del documento garantendo la connessione univoca e per capire se il testo sia stato modificato a seguito della firma del titolare.

Tutte le modalità della firma elettronica sono state stabilite dal regolamento eIDAS all’interno della Unione Europea in merito ai suoi stati membri con fornitori che si attengono al rispetto delle norme previste per legge.

Uno dei punti fondamentali è il suo grande vantaggio nel far risparmiare tempo a tutti i soggetti che vogliono firmare un documento pdf e inviarlo (senza stampa e scannerizzazione successiva).

Questa tipologia di firma è una nuova modalità nonché mentalità di lavoro con funzionalità che guardano al futuro, riducendo fortemente quelli che sono i costi amministrativi.

Firma elettronica in Italia

Secondo le norme vigenti, salvo modifiche, in Italia si può usare la firma elettronica per i documenti che non necessitano della presenza di un notaio oppure di un giudice. Per fare un esempio non è possibile firmare in tal modo un contratto di compravendita oppure di cessione di un asset societario o altre particolarità che chiedono una firma autografata (autenticata da un notaio).

Il sistema innovativo ha avuto un forte successo in Italia proprio perché permette di avere una modalità di firma priva di carta grazie all’archiviazione su server. Un passo in più per avere una forte spinta a livello di produttività senza perdite di tempo nonché strizzare l’occhio all’ambiente consumando meno carta e toner della stampante.

Redazione
© Riproduzione riservata
27/01/2021 08:31:52


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