Opinionisti Giacomo Moretti

Paese di “In-bucati”

Il malvezzo di utilizzare conoscenze e sotterfugi per ottenere vantaggi

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L’Italia appare sempre di più come il Paese dei furbacchioni o, come si suol dire, dei “tengo famiglia”. Il malvezzo di utilizzare conoscenze e sotterfugi per ottenere vantaggi più o meno leciti è parte dell’italico DNA. Ovviamente non credo che certi atteggiamenti o certi vizi siano solo italiani, vi sarebbero molti esempi da fare anche di vicende tristi che riguardano paesi esteri, perfino quelli più ammirati, non escludendo le popolazioni nordiche di teutonica ortodossia. Ma veniamo a noi. Fino a che ci si imbuca a una festa la cosa prende il sapore di quella irrinunciabile goliardia mediterranea. Infondo siamo un popolo festaiolo e non è un caso che non sia mai un problema aggiungere il famoso “posto più a tavola”. Non mi addentro sul tema delle raccomandazioni perché non basterebbe una biblioteca. Vengo subito al punto. In merito alla campagna vaccinale in corso, pare, e ripeto pare, che su circa un milione di vaccini somministrati ben quattrocento mila siano stati somministrati a soggetti non in lista. Per essere più brutali, invece di essere stati inoculati a persone facenti parte delle categorie a rischio e dunque per legge indicate come prioritarie alla vaccinazione, sembra, e ripeto sembra perché la notizia è di una pena infinita, che a beneficiare delle prime dosi siano stati amici, parenti, dirigenti, politici e via discorrendo. Se le cifre fossero confermate non si tratterebbe di un fenomeno marginale, si parla di più del 40% di vaccini inoculati a chi non ne aveva diritto e selezionato in base a criteri amicali. Resto basito! Abbiamo visto i primi vaccini entrare in Italia scortati. Evidentemente non era nel tragitto in autostrada, peraltro deserta il pericolo, ma nel passaggio tra la fiala e il braccio. Questa notizia è triste. Anche personaggi famosi dello spettacolo hanno confessato di essersi vaccinati, in base a quale criterio non è dato sapere. Quindi siamo alle solite. E lo siamo in dimensioni del tutto fuori controllo. Intanto nelle nostre RSA gli anziani deboli non vengono protetti. Non vengono protetti gli operatori sanitari. Mi chiedo che effetto positivo avrebbero generato quelle quattrocentomila dosi somministrate a chi ne aveva davvero bisogno. Ma ai VIP poco importa. Al familiare ancora meno, per non parlare dell’amico. Possiamo scortare le dosi quanto vogliamo ma l’onestà, il non trarre vantaggi da posizione sociale, da rapporti di amicizia e familiari, non la si garantisce con le scorte armate. La si potrebbe garantire con l’educazione civica, con una cultura dell’altro che l’Italia sta smarrendo. A marzo dell’anno scorso eravamo convinti che ne saremo usciti meglio. Ancora non ne siamo usciti ma in taluni casi stiamo dando il peggio di noi stessi. Voglio ancora credere che la notizia sia errata anche se resa note da fonti autorevoli. Come sempre gli autori di questi fatti resteranno impuniti. Uno dei vice ministri alla sanità ha detto che “i nomi dei responsabili saranno resi noti alla magistratura”, si li voglio proprio vedere questi quattrocentomila processi in un sistema giudiziario già del tutto intasato. Non pagherà nessun anche perché agli autori non sfugge l’ormai conclamata impunità in casi così estesi e massicci di malcostume. Ora c’è solo da sperare che la campagna vaccinale continui con ritmi sempre più serrati, che chi deve essere protetto lo sia davvero. Non solo i privilegiati del sotterfugio, non solo i VIP, non solo coloro che frequentano ambienti e si ritengono “In”. Perché tra imbucati e In-bucati in questo Paese è davvero un attimo.

Giacomo Moretti
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28/01/2021 06:51:33

Giacomo Moretti

Nato ad Arezzo – Dopo aver assolto agli obblighi di leva comincia subito a lavorare, dalla raccolta stagionale del tabacco passa ad esperienze lavorative alla Buitoni e all’UnoaErre. Si iscrive “tardivamente” all’età di 21 anni alla Facoltà di Giurisprudenza di Urbino dove conseguirà la laurea in corso. Successivamente conseguirà il Diploma presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Assolta la pratica forense, nel 2012 si abilita all’esercizio della professione forense superando l’esame di stato presso la Corte d’Appello di Firenze. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Arezzo esercita la professione forense fino al dicembre 2016. Attualmente si è sospeso volontariamente dall’esercizio della professione di avvocato per accettazione di incarico presso un ente pubblico a seguito della vincita di un concorso. Molto legato al proprio territorio, Consigliere comunale ad Anghiari per due consiliature consecutive. Pur di non lasciare la “sua” Anghiari vive attualmente da pendolare. Attento alla politica ed all’attualità locale e non solo, con il difetto di “dire”, scrivere, sempre quello che pensa. Nel tempo libero, poco, ama camminare e passeggiare per la Valtiberina e fotografarne i paesaggi unici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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