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Franceschini dice no ai figuranti a Sanremo. Amadeus pronto a lasciare il Festival?

Il ministro Franceschini contro la presenza del pubblico: «L’Ariston è un teatro come gli altri».

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Ogni mattina qualcuno si alza e dice la sua sul Festival di Sanremo 2021, questa volta è il turno del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini che, via Twitter, boccia anche la possibilità di avere dei figuranti in platea. Opzione che ormai la Rai e il direttore artistico della manifestazione, Amadeus, avevano dato per cosa fatta. Franceschini invece non ha dubbi e chiude quella strada: «Il Teatro Ariston di Sanremo – scrive – è un teatro come tutti gli altri e quindi, come ha chiarito ieri il ministro Roberto Speranza, il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile». La reazione potrebbe essere deflagrante, tant’è che a distanza di un’ora dal tweet sono iniziate a fioccare le indiscrezioni secondo le quali il conduttore starebbe valutando il gesto clamoroso, ovvero la rinuncia. Evidentemente esasperato dai continui ostacoli che vengono posti sul cammino del suo Festival. La cancellazione della manifestazione sarebbe per la Rai un pesantissimo danno economico, ma anche la discografia italiana riceverebbe un duro colpo. Proprio in questi momenti è in corso un incontro tra Amadeus e i vertici di Rai1. Dovrebbe seguire quello con l’amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini, che avrebbe preferito un rinvio della manifestazione a maggio e sarebbe orientato a schierarsi dalla parte di Speranza e Franceschini, e che è ora impegnato nel il cda della Rai. All’incontro- confronto parteciperanno anche il manager di Amedeus, Lucio Presta, e Fiorello. In realtà ieri il ministro della Salute, nel chiedere al Cts – il cui incontro è stato annunicato che si terrà domani – di stilare il protocollo anti-Covid per artisti e addetti ai lavori, così come richiesto dalla Fimi, si era limitato a dire genericamente no al pubblico, non specificando nulla sui figuranti. Adesso la palla torna ad Amadeus e alla Rai che ieri, attraverso le parole del direttore di Rai1 Stefano Coletta aveva detto che «andrà in onda uno show dall’Ariston e sarà protocollato come evento televisivo. Abbiamo lavorato con la prefettura, con la Asl di Imperia per farlo. Sotto l'egida del Dpcm Sanremo potrà essere meno rischioso. Attenersi al decreto garantisce il rispetto di regole molto strette». Un Festival, che ormai viene ripetuto come un mantra sarà «in grandissima sicurezza» e che metterà «al primo posto la salute di tutte le persone coinvolte». E perciò, appurato che la Rai non intende spostarsi dalle date indicate, 2-6 marzo, perché troppo complicato sarebbe spostarlo e che sarà garantita solo una rappresentanza dei giornalisti – quindi in numero decisamente inferiore rispetto alle edizioni del passato -, resta sul tavolo la questione pubblico. Dal mondo del teatro e della musica classica e dalla lirica si è alzata forte la voce di dissenso: l’Ariston venga trattato come un qualsiasi teatro, se apre al pubblico, allora aprano tutti. Dalla Rai si risponde invece che si tratta di uno studio televisivo e che come tale va trattato. Il ministro Franceschini ha scelto da che parte stare. Amadeus e la sua squadra cominciano seriamente a spazientirsi. Molto dura la replica di Michele Bordo, membro della Commissione di vigilanza Rai in quota Pd:  «Si metta l'anima in pace, Amadeus. – è la sua posizione –. Le sue minacce di lasciare la conduzione del Festival se non dovesse essere consentito al pubblico di partecipare sono davvero fuori luogo». Il vicecapogruppo dem alla Camera punta i piedi: «L'Ariston di Sanremo non gode di trattamenti speciali. Se ci saranno nelle prossime settimane le condizioni sanitarie per riaprire i teatri, le nuove regole varranno per tutti». A corroborare la sua tesi porta l’esempio del programma musicale di Rai1, andato in onda in due puntate La musica che gira intorno di Fiorella Mannoia, che però era registrato e non è assimilabile al Festival. La conclusione è che «se anche Sanremo si svolgesse nel rispetto delle norme di contenimento della pandemia, sono certo che il pubblico da casa apprezzerebbe ancora di più l'evento».

 

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
28/01/2021 14:23:40


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