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"Chiassai revochi ad Angiolini l'incarico di Presidente della Commissione Pari Opportunità"

Il coordinamento provinciale del PD di Arezzo sulla frase dell'avvocato Angelini

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La Conferenza provinciale delle donne democratiche ha già inviato alla Presidente della Provincia di Arezzo, una lettera con la quale viene chiesta la revoca dell’incarico di Rossella Angiolini da Presidente della Commissione Pari Opportunità.

Abbiamo letto le sue parole nel post che ha pubblicato su FB, parole di una violenza inaudita, non solo scritte nel post, ma ribadite dalla stessa Angiolini nelle risposte al post stesso , altrettanto violente, che sono rivolte alle “zoccole femmiste di sinistra” come ci ha definito, ma che in realtà offendono tutte le donne e disegnano una deriva pericolosa in cui la libertà di pensiero lascia il posto all’arroganza, al buio dell’inciviltà e della becera strumentalizzazione politica. Per non parlare del livello degli oltre 240 commenti sottostanti, che usano lo stesso livello di violenza e sessismo.

Ci domandiamo come può la Presidente di una Commissione provinciale per le pari opportunità svolgere tale ruolo essendo essa stessa protagonista di linguaggi e contenuti discriminatori e sessisti.

Come può una avvocata che dovrebbe osservare dignità, decoro per salvaguardare l’immagine della professione forense, scrivere un post così?

Come può una insegnante svolgere un ruolo educativo quando scrive frasi così violente?

Come può una persona “usare” la tragedia di Saman per puri scopi politici? Una politica becera, violenta che uccide Saman una altra volta. Una politica che non si ferma neanche di fronte al dolore della morte di una ragazza che voleva scegliere la propria vita.

Una caduta di stile? No, questo è il vero volto di una certa destra, non di tutta. E’ per questo che ci aspettiamo prese di distanza dalle parole di Angiolini e anche la remissione del suo incarico.

Ricordiamo a Rossella Angiolini che, a proposito di integrazione e sostegno alle donne migranti, il centrosinistra e le #zoccole femministe di sinistra avevano dato vita ad Arezzo alla Casa delle culture, che per anni è stato non solo un luogo essenziale di servizi, ma anche lo strumento che permetteva anche a tutte le donne migranti di incontrarsi, di confrontarsi, di integrarsi. Un luogo dove si creavano amicizie, reti di solidarietà umana, dove si acquisivano la comprensione ed il valore di una cultura di libertà che le rendeva capaci non solo individualmente, ma collettivamente di lasciarsi alle spalle quelle “pratiche” come l’infibulazione, matrimoni forzati e matrimoni di bambine. La Casa delle culture era un luogo dove l’unione creava la forza delle donne, rendendole consapevoli dei propri diritti.

Un luogo di forza delle donne ma di tutte le comunità migranti che il centrodestra ha chiuso, lasciando sole le donne migranti, più sole le comunità di migranti.

Giù le mani da Saman, giù le mani dai diritti delle donne, giù le mani dalla politica che deve essere sempre confronto fondato sul rispetto e sulla civiltà.

LA PORTAVOCE PROVINCIALE DONNE DEMOCRATICHE                           LA DELEGATA NAZIONALE

              Donella Mattesini                                                                              Alessandra Nocciolini

Redazione
© Riproduzione riservata
11/06/2021 08:09:23


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