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Questa mattina la passeggiata lungo i tornanti dell'Apecchiese fino alla Gola del Furlo

Migliorare la sicurezza della strada con la posa in opera di guard rail bassi “salvavita”

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“Apecchiese tranquilla”: passeggiata in moto e petizione itinerante per chiedere la istallazione di guard rail bassi “salvavita”. In tanti hanno firmato prima di partire e durante le soste del tragitto “mozzafiato” lungo i tornanti della Sr “257” Apecchiese, unici e suggestivi, da sempre prediletti dagli appassionati delle due ruote. Su iniziativa dell’associazione “Ferro-E Motus”, numerosi motociclisti con il casco ben indossato si sono  ritrovati questa mattina nel piazzale dell’area di servizio nei pressi della rotatoria che immette sulla SR “257” Apecchiese (la strada verso il mare tanto cara ai tifernati e non solo) per dare il via all’edizione 2021, di una inedita carovana che ha fatto tappa nei luoghi simbolo attraversati dall’arteria umbro-marchigiana, come Fraccano, il valico di Bocca Serriola (“la Cima”), il comune di Apecchio, di Piobbico per poi fare sosta per il pranzo a Pian di Molino dopo aver effettuato un percorso di rara suggestione fino alla Gola del Furlo prima di fare ritorno a Città di Castello. E’ la settima edizione di una manifestazione, che l’associazione presieduta da Matteo Barbagli (attiva anche sul sociale con raccolte fondi ed iniziative benefiche), coniuga sempre con i temi della sicurezza, in particolare di una strada, talvolta teatro di incidenti anche mortali. “Il nostro territorio – precisa Matteo Barbagli - è caratterizzato da paesaggi meravigliosi dove le strade congiungono le  dolci colline umbro marchigiane  veri e propri passi di montagna pieni di curve come la strada di bocca serriola, tanto amata dai motociclisti tifernati e non solo. Purtroppo spesso ogni fine settimana la sr 257 è teatro di tanti, troppi incidenti. Di sicuro la velocità è la maggior responsabile di queste tragedie, infatti ,la Ferro e motus si impegna sempre in questo ambito cercando di trasmettere il messaggio che in moto ci si diverte anche andando a velocità "tranquilla". Però altrettanto spesso gli incidenti accadono per fatalità non dovute alla velocità ed è qui che per salvarsi la vita è indispensabile avere sempre tutti i presidi di sicurezza personali ma questi da soli purtroppo non bastano. Occorre munire la strada di  barriere salva motociclisti.  “Dal 2019 è in vigore un decreto salvamotociclisti appunto – prosegue il Presidente di Ferro-E-Motus - che  prevede l’obbligo di installare barriere salva-motociclisti su tutte le curve circolari caratterizzate da un raggio minore di 250 metri nei casi di interventi di nuova costruzione, di adeguamento di tratti stradali esistenti che comportano varianti di tracciato e/o rinnovo delle barriere di sicurezza stradali su tratti significativi, oppure su strade esistenti non soggette ad interventi ma dove siano avvenuti nel triennio almeno cinque incidenti con morti e/o feriti, che abbiano visto il coinvolgimento di motoveicoli. La ferro e motus ha iniziato una raccolta firme a sostegno della attuazione del decreto sperando che le amministrazioni prendano seriamente in carico la nostra richiesta visto che seriamente riteniamo che con la installazione di questi presidi si possono evitare incidenti gravi e mortali. Considerando che in Italia la mobilità su 2 ruote è prima in Europa, rendere questa strada sicura porterebbe molti benefici anche turistici”, ha concluso il Presidente Barbagli prima di salire in sella alla moto e dare il via alla colorata carovana verso le Marche. In rappresentanza del sindaco, Luciano Bacchetta e  Presidente della Provincia di Perugia, l’assessore al commercio e turismo, Riccardo Carletti, pochi istanti dopo aver firmato la petizione ha ribadito la vicinanza delle istituzioni ad associazioni come Ferro E Motus che da anni si battono per la sicurezza stradale: “una giusta e meritoria iniziativa che mi auguro, il governo nazionale, la regione e gli enti locali dovranno tenere in debita considerazione”. Dopo quasi 30 anni dagli ultimi interventi strutturali, due anni fa, la Provincia di Perugia, grazie ad un finanziamento di oltre 500mila euro di regione Umbria ed Anas, ha portato a termine i lavori che hanno permesso alla SR 257 “Apecchiese” di ottenere un consistente miglioramento del livello di servizio sul fronte della sicurezza stradale. Tra gli aspetti migliorativi ottenuti, in primo luogo, quella di riportare il limite massimo di velocità da 30 km/h a 50 km/h, conformandola a quella già presente nell’intero tratto di strada (prima dei lavori lo stato ammalorato della carreggiata stradale aveva comportato in numerosi tratti stradali l’abbassamento del limite di velocità). Da segnalare anche la rimozione della segnaletica verticale di pericolo costituita da pannelli indicatori di “lavori in corso” e “strada deformata”. “Abbiamo apprezzato l’iniziativa del Presidente della Provincia di Perugia, Luciano Bacchetta, di istallare i cartelli con la scritta “Non basta il casco serve anche la testa”, sul tratto umbro della strada, un ulteriore segnale di attenzione e sensibilità verso i temi della sicurezza”.

LA SCHEDA-  L’Apecchiese, SR “257”, è la strada di collegamento interregionale Umbro-Marchigiana di oltre 53 chilometri di lunghezza: si estende da Città di Castello ad Acqualagna, passando per Apecchio e Piobbico in Provincia di Pesaro-Urbino. Il tratto umbro, ricadente interamente sul territorio del comune di Città di Castello, interessa circa 20 chilometri di strada (19,935 Km per la precisione) che risulta di competenza regionale, ma di gestione provinciale. Una strada molto transitata, soprattutto da motociclisti e appassionati delle due ruote, perché caratterizzata da una gran quantità di curve, quasi da record in rapporto ai chilometri totali. Sono infatti 141 le curve rilevate e rese note dai tecnici della Provincia di Perugia, alle quali si aggiungono 12 rettifili, alcuni dei quali in semicurva.

Redazione
© Riproduzione riservata
19/06/2021 18:19:17


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