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Covid, il sorpasso: in Europa più vaccinati che negli Stati Uniti

Nei Paesi Ue il 55,7% è vaccinato con almeno una dose: lo 0,1% in più degli Usa

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Più «piccoli» ma più performanti. Parlando di vaccinazioni l’Unione Europea ha superato gli Stati Uniti per numero di persone vaccinate con almeno una dose. Nei Paesi Ue il 55,7% della popolazione complessiva è vaccinato con almeno una dose contro la Covid-19 mentre negli Usa la quota è del 55,6%.

Se in termini assoluti l'Europa aveva messo la freccia già da tempo (gli Usa hanno 331 milioni di abitanti, contro i 448 dell'Unione), ora l'Ue supera il colosso d'Oltreatlantico anche per il tasso di copertura vaccinale. Tutto grazie, paradossalmente, a vaccini prodotti per lo più da case farmaceutiche Usa.

I preparati anti-Covid autorizzati nell'Ue sono Pfizer/BionTech, Moderna e J&J, tutte e tre compagnie americane: BioNTech, che ha brevettato il vaccino a m-Rna Comirnaty, è tedesca, ma è una pmi e senza Pfizer non sarebbe mai riuscita a produrre in scala le quantità necessarie. In Ue c'è anche AstraZeneca, che è britannica: mentre i primi tre vaccini sono autorizzati dall'Fda negli Usa, il Vaxzevria ancora non lo è. A segnalare l'avvenuta rimonta dell'Ue, che aveva iniziato la campagna vaccinale un mese dopo gli Usa, e che nei primi tempi aveva stentato parecchio, anche per via delle mancate consegne di AstraZeneca, è stato il portavoce per la Salute del gruppo del Ppe nel Parlamento Europeo, Peter Liese (Germania, Cdu), sulla base dei dati di Our World in Data, che ha rilevato ieri il sorpasso europeo.

Le ragioni del “sorpasso”
Dopo che gli Usa, partiti ben prima dell'Ue nel procurarsi e sviluppare i vaccini, sono stati avanti rispetto all'Ue per parecchio tempo, oltreatlantico sono almeno due mesi che il programma di vaccinazione va a rilento. Ora la campagna vaccinale Usa si scontra con la resistenza di fasce della popolazione a farsi iniettare lo 'scudo' contro la malattia provocata dal coronavirus Sars-CoV-2. Resistenze che sono presenti pure in Europa, anche in maniera piuttosto robusta in alcuni Paesi, e che, anche se oggi sono amplificate dai social network, hanno una storia lunga quanto i vaccini stessi. Ma i motivi del rallentamento americano sono diversi: gli Usa hanno una lunga storia di teorie del complotto e di diffidenza nei confronti dei vaccini, anche se le divisioni politiche degli ultimi anni potrebbero giocare un ruolo. Come segnala l'ultimo numero dell'Economist, i tassi di vaccinazione negli Usa sono più bassi dove l'ex presidente Donald Trump, ha fatto il pieno di voti: nella contea di Holmes, nell'Ohio, dove Trump ottenne l'83% dei voti, solo il 15% della popolazione ha ricevuto la prima dose.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
19/07/2021 21:30:00


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